L’innovazione dinamica sulla facciata del Hanwha HQ a Seoul

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UNStudio è risultato vincitore del concorso per la riqualificazione, esterna ed interna, del Hanwha HQ, a Seoul; il grattacielo si trova a Cheonggyecheon, con 8,4 Km di area pubblica divenuta oggi polo attrattivo per residenti e turisti. Ben van Berkel, fondatore di UNStudio, ha collaborato con Arup e Loos van Vliet per il progetto richiesto dalla società coreana, nota produttrice di pannelli fotovoltaici, immaginando una facciata dinamica dalla tecnologia innovativa.

UNStudio: la facciata ad alverare per il restyling di un grattacielo a Singapore

IL CONCORSO

La società proprietaria del grattacielo ha espressamente chiesto un nuovo ed innovativo aspetto che valorizzasse l’edificio e caratterizzasse il contesto. L’idea di UNStudio è stata quella di creare un sistema di interazione tra interno ed esterno per mezzo di una facciata dinamica, che fungesse contemporaneamente da artificio estetico e strumento sostenibile.

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All’interno del Hanwha HQ l’elemento naturale domina con grandi spazi verdi e arredi in legno, e due caffetterie d’angolo per invogliare gli utenti ad entrare.

LA FACCIATA PRIMA E DOPO

Il prospetto originale del grattacielo era costituito da grandi fasce orizzontali opache e singole finestre oscurate, per sopperire al problema dell’insolazione; nella versione proposta dallo studio di architettura, il prospetto nord risulta notevolmente più trasparente, per permettere alla luce naturale di entrare, contrariamente al prospetto sud, più opaco; nella totalità si conta circa il 55% di trasparenza sulla facciata.

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Per le vetrate è stato scelto un vetro coibentato e profili in alluminio, in modo da aumentare l’ingresso della luce e ridurre considerevolmente il consumo di energia.

Le aperture sono state disposte per favorire le visuali verso l’esterno, di conseguenza nella parte più alte del grattacielo c’è una maggiore concentrazione di finestre, rispetto alla zona bassa adiacente agli altri edifici.
Le zone maggiormente coperte di pannelli fotovoltaici sono quelle esposte a Sud e Sud–Est, per una maggiore ed più efficiente captazione solare; la forma e la posizione dei pannelli è stata appositamente studiata per seguire il sole.

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IL PROSPETTO PRENDE VITA

Sul calar della sera inizia lo spettacolo. La facciata prende vita grazie a centinaia di LED disposti sui pannelli opachi del prospetto, che interagiscono con la movida di Hanbit Avenue per mezzo di sofisticati sistemi multimediali di illuminazione. Il programma che gestisce la disposizione delle luci è impostato in modo tale da sottolineare sempre determinate destinazioni d’uso, come il ristorante, le aree esecutive e il tetto giardino.

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Al passaggio di veicoli e pedoni i LED si dispongono secondo nuove conformazioni, generando un prospetto sempre diverso, quasi smaterializzando la massa imponente del grattacielo. Le centinai di piccole luci illuminano, come stelle, la notte di Seul.

Simona Tannino

Simona Tannino Laureata in Architettura

Adora fare fotografie, scrivere e viaggiare. Quasi quanto lo shopping! Affascinata dalle grandi metropoli, si trasferisce nella City alla ricerca di nuovi stimoli. Un suo desiderio è riuscire a conciliare le sue due grandi passioni: architettura e danza. Colleziona Lego, tra un cantiere ed una mostra d’arte. Ah, è famosa per il suo tiramisù!

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