Riciclare la plastica, produrre carburante. Il progetto Plastic2Oil e la qualità del prodotto

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Da materiali plastici misti e non lavati si può produrre carburante, grazie all’innovativo progetto in grado di ricavare per ogni chilogrammo di rifiuti plastici, un litro circa di carburante pulito, con tecnologia a basso costo e con l’impiego di minima energia esterna.

IL PROGETTO
Il processo di trasformazione si chiama Plastic2Oil, da plastica a petrolio appunto, e il progetto appartiene all’azienda canadese John Bordynuik Incorporated (Jbi). Nel 2009 il Dipartimento per la conservazione dell’ambiente dello Stato di New York (New York State Department of Environmental Conservation) ha concesso i permessi per costruire un impianto di trasformazione nella città di Nicaragua Falls, (New York), attualmente funzionante a regime. Dai comunicati stampa dell’azienda si apprende che quotidianamente vengono lavorate 20 tonnellate di plastica sporca, da cui si ricava diesel, benzina, e alcuni idrocarburi gassosi tra cui metano, etano, propano butano.

I NUMERI DEL PROCESSO DI TRASFORMAZIONE
Il processo Plastic2Oil, converte in un’ora 1800 libre (900 chili circa) di materiali plastici in carburante. Il 90 per cento della plastica viene trasformato in idrocarburi liquidi, l’8 per cento in combustibili gassosi, utilizzati per alimentare l’impianto, mentre il restante 2 per cento viene smaltito in discarica. I costi di conversione si mantengono bassi in quanto hanno bisogno di 67kwh di energia elettrica per far funzionare motori e pompe, e di circa $ 7/hr per l’avviamento a freddo con il gas naturale (se richiesto). L’intero processo rilascia all’incirca il 14 per cento di ossigeno in aria, mentre le emissioni in atmosfera sono inferiori a quelle di un forno a gas naturale.

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LA QUALITA’ DEL PRODOTTO
A primo acchito si potrebbe pensare a un combustibile di scarsa qualità, invece quattro laboratori indipendenti Intertek, PetroLabs, Alberta Research Council, e Southwest Research Institute hanno constatato che il carburante prodotto supera l’Astm testing ossia un test di verifica della qualità dei materiali. L’intero processo ingegneristico, inoltre, è stato riconosciuto valido dall’IsleChem of Grand Island di New York.

Il processo di trasformazione John Bordynuik Incorporated è attualmente in attesa del brevetto. Se la sua diffusione sarà mondiale si potrebbe risolvere lo spinoso problema dello smaltimento della plastica che attanaglia il mondo intero, dei 240 milioni di tonnellate di plastica annue prodotte, infatti, solo il 3 per cento viene riciclato.

Fonte | TriplePundit.com













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