Città italiane a confronto: la classifica di quelle in cui si vive meglio

È stato pubblicato il 27 Novembre il XXI rapporto di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente, Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, sulla qualità dei capoluoghi italiani.

Per valutare la classifica delle città italiane proposta è necessario però confrontare i dati ottenuti con quelli delle principali città europee.

Il rapporto ufficiale di Legambiente parla infatti di “Erba del vicino sempre più verde” e di “mal comune” facendo così un poco velato riferimento alle nettamente migliori prestazioni delle città europee rispetto a quelle del nostro territorio.

LA CLASSIFICA DELLE CITTÀ ITALIANE NEL XX RAPPORTO DI LEGAMBIENTE

L’EUROPA: “L’ERBA DEL VICINO”

Le città europee dimostrano un ottima capacità di rigenerarsi, reinventarsi e migliorarsi, carente invece in Italia. Numerosi sono gli esempi di tale tendenza: le città di Bilbao e Barcellona hanno smantellato aree degradate delle periferie sfruttando l’occasione in un caso del Guggenheim Museum e nell’altro delle Olimpiadi del 1992; Londra gode di un quartiere a zero emissioni di CO2, il Beddington Zero Energy Development e Malmo, in Svezia, ha creato l’analogo Augustenborg. Vienna vanta l’Autofrei Siedlung, un quartiere dove gli abitanti, alla firma del contratto di acquisto di una casa, si impegnano a non comprare un’automobile e a utilizzare solo mezzi pubblici. Altri numerosi esempi sono Berlino, dove tutto il centro è zona 30, Parigi, promotrice di una città senz’auto e Copenaghen con una riqualificazione spinta della zona portuale. 

LA SITUAZIONE ITALIANA

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Il rapporto Ecosistema Urbano, che quest’anno si concentra sulla qualità delle politiche ambientali, valuta 18 parametri differenti riguardanti la qualità dell’aria e l’inquinamento atmosferico, la mobilità sostenibile, il trasporto pubblico, la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, l’uso della risorsa acqua e il consumo di energia.

In vetta alla classifica troviamo Verbania, che colleziona ottimi punteggi in tutti gli ambiti.

A seguire sul podio troviamo Belluno, con buoni indicatori di qualità dell’aria e mobilità, e Bolzano, con una percentuale elevata di differenziazione dei rifiuti.

In fondo alla classifica troviamo invece Crotone, Isernia ed Agrigento che contano basse percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti (solo l’8% a Isernia), alto tasso di motorizzazione (3 viaggi all’anno per abitante sugli autobus a Crotone) e alte perdite di acqua nel sistema impiantistico generale.

Nonostante alcuni capoluoghi presentino buoni punteggi su gran parte dei parametri, è da tenere presente il confronto con la situazione europea.

Anche le città italiane in vetta alla classifica risultano essere mediocri rispetto alle vicine europee.

L’Italia presenta quindi un quadro ancora non ottimale dal punto di vista ambientale, della gestione della risorse e dei rifiuti, e della riqualificazione urbana ed è ancora lontana dallo standard europeo.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.

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