Il Verde pensile: tra tecnica e natura

Nel 2004 usciva il primo libro tecnico sul verde pensile in lingua italiana. Dodici anni dopo lo stesso autore, Paolo Abram, in collaborazione con Helga Salchegger, ha scritto il libro "Il Verde pensile: tra tecnica e natura" in cui affronta l'argomento in modo tecnico-didattico affrontando aspetti normativi, le diverse tipologie di verde pensile, le tecniche di realizzazione, la progettazione dello strato vegetativo e la manutenzione. 

In copertina: Un esempio di giardino pensile. Fonte: Harpo Verdepensile.

Il testo "Il Verde pensile: tra tecnica e natura" si occupa di un argomento molto discusso e condiviso ma anche non abbastanza conosciuto. Realizzare una copertura vegetale non è un’operazione standardizzata e replicabile: vanno considerate diverse variabili e messe in gioco più professionalità.

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Il primo capitolo de “Il Verde pensile”, dal titolo Una tecnologia in continua evoluzione introduce a livello normativo l’argomento del verde pensile. Sull’aspetto storico gli autori hanno preferito sorvolare in quanto il testo predilige un’impostazione tecnico-didattica più che narrativa. Il fatto di introdurre argomenti inerenti l’ecologia urbana, l’integrazione dell’edificio nel paesaggio e il tema della biodiversità introduce il lettore nell’ottica di un tema che ha a che vedere con qualcosa di “vivo” e “mutevole”. Il verde visto come habitat per altre specie viventi e non come mero strato superficiale.

Il secondo capitolo dal titolo Le tipologie di copertura a verde fa una rassegna delle differenti tipologie di coperture a verde e di particolare interesse risulta essere il paragrafo relativo alla distinzione tra verde pensile estensivo e intensivo in cui la distinzione prende spunto dalla norma UNI 11235:2015 per poi essere traslata in termini di costi-benefici (relativi a manutenzione e quant’altro) per quanto riguarda l’investimento in questo tipo di eco-tecnologia. Di fatto, ad oggi, poche strategie ecocompatibili sono in grado di agire in ambito urbano come accade per le coperture a verde che, oltre ad essere poco impattanti hanno costi di manutenzione e realizzazione che messi insieme sono di gran lunga inferiori rispetto all’investimento in altri tipi di soluzioni. Vedi ad esempio le strategie edilizie per l'involucro o l’uso di tecnologie del panorama della bioarchitettura relative ai temi al contenimento e al comfort energetico.

 Nell'immagine un sistema di tipo estensivo a prato naturale (fonte: Harpo Verdepensile). Nell'immagine un sistema di tipo estensivo a prato naturale (fonte: Harpo Verdepensile).

È nel terzo capitolo su Le tecniche di realizzazione che si affrontano le modalità pratiche per la realizzazione di una copertura verde. Questa parte del volume "Il verde pensile: tra tecnica e natura" non è altro che un esaustivo vademecum per il progettista: sempre partendo dalla già citata norma UNI 11235:2015, gli autori descrivono tutte le componenti di una stratificazione che forma una copertura verde. Molto utili le illustrazioni tecniche che sintetizzano quanto riportato nei paragrafi e semplificano attraverso le legende il funzionamento dei diversi generi di coperture presentate.

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La progettazione dello strato vegetativo”, trattata nel quarto capitolo, approfondisce l’argomento relativo alla scelta delle essenze, ai criteri con cui sceglierle affinché esse possano vivere nelle condizioni climatiche in cui si trova l’edificio di riferimento. I suggerimenti sono corredati da tabelle sinottiche e illustrazioni a colori e le diverse essenze citate sono descritte nei loro pro e contro rispetto all’essere considerate specie adatte per le coperture a verde. Obiettivi per la scelta della vegetazione potrebbero essere, per esempio, l'estetica, la capacità di regimare le acque meteoriche, la qualità ambientale oppure l'adeguamento a direttive o normative – se pur locali di valenza ben più ampia – come ad esempio l’”Indice di Riduzione dell’Impatto Edilizio” (R.I.E. in vigore Comune di Bolzano dal 2004), nato con lo scopo di contrastare il degrado climatico del nostro ambiente urbano, nell’ambito del quale indice il verde pensile è computato come strumento di desigillazione per compensare l’aumento dell’edificazione e della sigillazione dei suoli. Un passaggio importante, nella progettazione, è la definizione della destinazione pedonale, carrabile o mista della copertura.

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Il quinto ed ultimo capitolo è relativo a “La manutenzione delle coperture a verde”. Oltre alla descrizione delle tre tipologie principali di manutenzione per questo genere di eco-tecnologia, il testo chiude con un esempio reale relativo all’applicazione di verde pensile di tipo estensivo in una scuola professionale in Trentino Alto Adige. 

«Fondamentalmente si possono riconoscere tre forme di manutenzione che si distinguono per l’impegno richiesto: manutenzione per il collaudo, di avviamento a regime e ordinaria. Conclusa la manutenzione di avviamento per il collaudo ha luogo la presa in carico della vegetazione da parte del committente. La manutenzione di avviamento per il collaudo inizia senza soluzione di continuità dopo la posa della vegetazione e ha come scopo di raggiungere una condizione tale da permettere, con la successiva manutenzione di avviamento a regime, un sicuro sviluppo della superficie a verde. La manutenzione di avviamento a regime segue alla presa in carico e il suo scopo è di raggiungere uno stato di completa funzionalità della vegetazione». 

Il "Verde pensile: tra tecnica e natura" è un volume il cui linguaggio risulta comprensibile e la descrizione degli argomenti trattati scorrevole ed esaustiva per il lettore. Tra le righe del testo inoltre gli autori vogliono lanciare un messaggio che non è semplicemente la spiegazione tecnica di una strategia edilizia; il verde pensile viene letto come qualcosa che può avere un ruolo fondamentale nelle scelte edilizie future, capace di far fronte agli imprevedibili cambiamenti climatici e rispondente all’esigenza di difesa dell’ambiente.

Scheda tecnica del libro

Titolo: Il Verde Pensile: tra tecnica e natura.
Editore: Legislazione Tecnica
Pagine: 368
Data pubblicazione: 1° Edizione - Ottobre 2016
Autori:  Paolo Abram, Helga Salchegger
ISBN: 978-88-6219-237-8
Lingua: italiano

Gli autori

Paolo Abram, libero professionista, laureato in Scienze Forestali a Padova, ha lavorato presso la Direzione del Servizio Giardini del Comune di Bolzano fino al 1989. Successivamente si è specializzato nella progettazione d'opere di inverdimento pensile maturando particolare esperienza di cantiere nella realizzazione e manutenzione. Dal 1997 al 2002 fondatore e Presidente Nazionale dell'A.I.VE.P. (Associazione Italiana Verde Pensile). Socio esperto dell'A.I.VE.P. e dell'A.I.P.I.N. (Associazione Italiana Ingegneria Naturalistica). Attualmente è membro del Consiglio Direttivo della Federazione Europea delle Associazioni per il Verde Pensile. È docente in corsi di specializzazione sul verde pensile e ha partecipato, in qualità di relatore, a numerosi convegni e conferenze. Ha pubblicato articoli e testi sull'argomento.

Helga Salchegger è Architetto del paesaggio, consulente e formatore in tema di tetti verdi, membro di associazioni nazionali e internazionali, dal 2000 è docente di materie paesaggistiche alla Scuola professionale Laimburg, della provincia autonoma di Bolzano, e conduce ricerche sull’impiego di vegetazione per il verde estensivo.

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Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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