Valutazione Ambientale Strategica: una guida alla stima della VAS

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La Valutazione Ambientale Strategica non sempre risulta una formula valida per la formazione dei Piani e dei Programmi che si occupano del territorio, dal momento che essa soffre di una sorta di ritardo nella predisposizione che la rende quasi inefficace per il suo scopo reale. Se a questa difficoltà si somma la stentata esperienza dei tecnici preposti all’elaborazione e la mancanza di dati aggiornati o quanto meno completi delle informazionidel luogo prescelto, si giunge ad un quadro generale in cui la stima della VAS risulta prevalentemente improduttiva.

Andrebbero innanzi tutto stabilite delle priorità per le diverse fasi valutative – dall’analisi alla fase esecutiva dell’elaborazione del Piano –, tuttavia non sempre è possibile fare ciò seguendo dei criteri standard, anzi sarebbe il caso di dire che è praticamente impossibile dal momento che le variabili che portano a una definizione degli indicatori di base variano a seconda del contesto.

Ciò è quanto emerge dal punto di vista qualitativo. Ad aggravare la già poca efficacia nell’uso della VAS vi è una sorta di difficoltà nel connettere ciò che la VAS comunica della situazione del territorio (visto in maniera globale o comunque per macro–ecosistemi) e quel che il Piano dovrà prevedere attraverso le previsioni puntuali basate sulla stima prodotta dalla VAS.

Entra in gioco quindi un indicatore che consente di confrontare, qualitativamente e quantitativamente, ecosistemi e paesaggi, e che favorisce la lettura della costante mutevolezza del territorio: si tratta del cosiddetto “Indice di Biopotenzialità Territoriale”. La Biopotenzialità Territoriale, nota come BTC, consente di stimare il limite del territorio alle avversità e, in termini di ecocompatibilità, la capacità reattiva del territorio stesso di opporsi alle avversità. In altri termini, attraverso la BTC è possibile verificare le trasformazioni del territorio in relazione al loro grado di antropizzazione; stimando gli effetti delle trasformazioni grazie al confrontonumerico tra i dati attuali e quelli post–piano risulta possibile valutare se, e in che modo, le ricadute territoriali di un piano implichinoun’instabilità o un maggior grado di resistenza di uno specifico ecosistema.

Nello specifico la stima del valore di BTC viene applicata a livello di unità di paesaggio, e condotta partendo dai dati relativi ai diversi usi del suolo in atto sul territorio, cercando di individuare un valore limite cui far tendere tutte le previsioni evolutive in relazione alle scelte di piano.

Ad ogni Unità di Paesaggio, ambito omogeneo o quel che si considera più attinente alle esigenze della stima,viene attribuita una “classe di biopotenzialità”, in maniera da avere una panoramica fra gli scenari che si evolvono nel corso del tempo. Sarà proprio il bilancio tra i suddetti scenari che fornirà il quadro di trasformazione territoriale in esame, relativamente a vari fattori fra i quali il grado di conservazione, la fase di recupero e quant’altro. Solo grazie a questi criteri è possibile definire un target, sulla base del quale adottare scelte pianificatorie definendo le destinazioni d’uso e le dimensioni degli interventi.

“Guida alla stima della VAS”, elaborato sulla base di esperienze di lavoro sul territorio, è un testo che intende offrire un metodo di stima del grado di sostenibilità dello stato di fatto e dei futuri assetti derivati dalle previsioni di piano. Usando indici quantitativi derivati da parametri di facile manovrabilità nell’ambito della disciplina urbanistica, rende agile il processo di valutazione. Il volume è virtualmente strutturato in quattro sezioni, la cui prima comprende i capitoli 1 e 2, cheintroducono e approfondiscono i concetti base per la stima della VAS e descrivono i criteri e gli indici considerati dall’autore per i casi applicativi. La sezione che riguarda levalutazioni elaborate su dati reali [riportate al capitolo “Valutazioni su dati reali”]offre un quadro della sostenibilità dello stato di fatto e di progetto di tre località lombarde: Pizzighettone, Caravaggio e Clusone.

Ciò che merita attenzione sono le valutazioni preliminari dei luoghi i cui indicatori variano e a volte vengono annullati là dove la carenza di dati possa implicare un anomalia nei risultati di calcolo. Va da sé che le peculiarità di un territorio hanno condotto alla scelta di determinati parametri di valutazione il che conferma la l’impossibilità di standardizzare sia gli indicatori ma tantomeno gli indici di sostenibilità che variano a seconda del contesto. Laddove negli esempi si raggiunga la sufficienza dell’indice Us (Uso del suolo) si può dedurre per certo che la condizione dell’uso del suolo sia soddisfacente rispetto alle previsioni del PGT.

L’autore poi analizza nei capitoli “Considerazioni sui vari argomenti” e “Il tema del paesaggio” le variabili sociali, ambientali ed economiche che in fase di VAS divengono indicatori di un sistema che occorrerà per essere utilizzato per la redazione degli strumenti urbanistici generali. Il volume chiude con un capitolo dedicato alle considerazioni conclusive sull’argomento affrontato e con un’appendice iconografica riferita ai casi pratici illustrati. “Guida alla sima della VAS” ha lo scopo di determinare una serie di informazioni progettuali in relazione a specifiche corrispondenze con gli ecosistemi, le Unità di Paesaggio, gli insediamenti esistenti e quant’’altro sussista su un dato territorio, per garantire il corretto inserimento ambientale dei nuovi spazi, e infrastrutture previste, o il loro ampliamento.

L’autore suggerisce come nell’elaborazione della stima, ciò a cui si dovrà puntare sarà il conseguimento dei valori corrispondenti di Biopotenzialità Territoriale (attuali o previsti a seconda dei casi) assegnati durante le analisi condotte per il calcolo della Biopotenzialità come indicatore nelle fasi di monitoraggio. “Guida alla stima della VAS” è un manuale rivolto principalmente ai professionisti privati che si occupino di temi urbanistici, ai tecnici delle pubbliche Amministrazioni, ma in ogni caso a tecnici che abbiano la base per l’elaborazione analitica delle valutazioni impostate mediante l’utilizzo di indicatori di varia natura. Il testo prescinde dalle premesse storiche della VAS e mira piuttosto ad approfondire casi pratici – sicuramente di più facile lettura per chi conosca già la teoria o quanto meno sia avvezzo alle problematiche legate alla stima dei fattori che determinano le scelte per la redazione di strumenti urbanistici.

Scheda tecnica del libro
Titolo: Guida alla stima della VAS
Formato: 17x24illustrato a colori
Editore: Maggioli Editore – collana Ambiente Territorio Edilizia Urbanistica
Pagine: 122
Edizione: Marzo 2012
Autore: Giacomo A. Graziani
ISBN: 9788838769761

L’Autore
Giacomo A. Graziani, Architetto e Urbanista, fa parte del Direttivo INU Lombardia e della Commissione INU per la VAS. è stato Dirigente dell’Ufficio di Piano di Cremona e ha svolto attività professionale in urbanistica, recupero ambientale e progettazione di reti leggere. Ha approfondito aspetti metodologici di applicazione della VAS e svolge attività di consulenza e formazione per la Fondazione Astengo.

Estratto
Allo stato attuale, volendo rispettare alla lettera la sequenza procedurale codificata dalla normativa vigente ma interpretandola al meglio, l’unica possibilità di rendere strategicamente efficace la VAS si basa su due presupposti. Il primo, di carattere procedurale … il secondo è operativo e si può realizzare con una maggiore rapidità di pre–valutazione ambientale dello stato di fatto del territorio e degli effetti indotti dal Piano in termini direttamente utilizzabili dalla progettazione urbanistica, utilizzando ad esempio l’indice di biopotenzialità territoriale[…]

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Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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