Il paesaggio nella pianificazione territoriale

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“Il paesaggio nella pianificazione territoriale”, della collana Ambiente di Flaccovio Editore, si basa sulla profonda conoscenza delle condizioni del territorio – in particolare quello italiano – e delle profonde lacune per le quali ad oggi soffre di evidenti problematiche dovute alla mancanza di una specifica attenzione verso le tematiche paesaggistiche, da intendersi non come episodi sporadici e di contorno ma come fulcrodella progettazione territoriale, attorno alla quale impostare tutti i programmi futuri e cercare di rinsaldare le fratture col passato.

Ciò che si richiede ai tecnici, ma anche alla popolazione, è di prendere coscienza del fatto che il paesaggio è sempre stato e sarà, quello strumento attivo che riesce a offrire le soluzioni alternative per uno sviluppo sostenibile che non sia schiavo dei legami con la modernità e di conseguenza con la globalizzazione.

Attraverso un excursus di casi esemplari si cerca di esemplificare i concetti di diagnostica, di caratterizzazione, di lettura etc.. del paesaggio, posti alla base di una progettazione consapevole. Nel testo non si avrà mai una negazione totale del modello di antropizzazione spinta come quello che oggi investe quasi la totalità dei territori abitati e non solo: un esempio di possibile commistione tra paesaggio naturale e “artificiale” (o modificato) si percepisce quando si tratta l’argomento sui cosiddetti “ecotoni” ed i loro effetti.

Nulla deve essere trascurato in paesaggistica e mai come al giorno d’oggi i principi della sostenibilità ambientale devono essere verificati se si vuole che le premesse di grandi eventi come la Conferenza Internazionale su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro, 1992non vengano vanificati.

Volendo dare quindi una definizione di quale sia l’intento de “Il paesaggio nella pianificazione territoriale” si può affermare che il testo – rivolto principalmente ai progettisti del settore tecnico–ambientale – voglia illustrare il come organizzare la futura pianificazione dei nostri territori, attraverso gli esempi di chi già ha sperimentato approcci eco–sostenibili e socio–sostenibili per progetti ancora frammentari rispetto la totalità dei casi ma sicuramente assai più solidi, duraturi e rispettosi di ciò su cui si va ad operare.

Non mancano nel testo i riferimenti normativi e in particolare viene affrontato il tema della Valutazione Ambientale Strategica di piani e di programmi. La VAS è presentata come il processo di valutazione e analisi che assume una rilevanza decisiva in due particolari occasioni: quando è il momento di consolidare gli obbiettivi generali e quando ci sia necessità di stabilire una coerenza interna fra le varie alternative di un piano e sia abbia l’esigenza di conoscere le possibili azioni per tale perseguimento.

Sovente nel testo viene ribadito che nel paesaggio italiano avvengono di frequente modificazioni, concesse dagli strumenti della pianificazione territoriale attiva alle diverse scale, ma viene fatto presente anche che molti mutamenti sono dovuti ad azioni spontanee, a volte non autorizzabili ma causate da condizioni di abbandono o di urbanizzazione spinta che necessariamente richiederebbe infrastrutture di ogni sorta per mitigare gli impatti: dalla creazione di centrali per la generazione di energie alternative alle opere di ingegneria naturalistica per la mitigazione degli impatti sull’ambiente.

Attenzione particolare vi è nell’affrontare il tema della gestione del paesaggio nelle aree naturali protette. Una punta di polemica si avverte tra le righe quando si sente probabilmente la mancanza di una legge ad hoc, chiara, precisa, consapevole, per l’istituzione di parchi e riserve visti non solo come mere cartografie alle quali fare attenzione.

Ne “Il paesaggio nella pianificazione territoriale” si evidenzia la necessità di perseguire gli obbiettivi prefissati attraverso la creazione di una rete, soprattutto grazie agli stimoli provenienti dall’estero e dagli input di ricerche scientifiche in ambito territoriale.

La continuità degli habitat costituisce la condizione indispensabile per la conservazione delle biodiversità e quel che occorrerebbe – come ripetuto più volte nelle argomentazioni degli autori – altro non è che una tendenza a diminuire la frammentazione provocata dalle troppe infrastrutture e insediamenti.

Sono quelle denominate come “reti ecologiche” che si prestano ad essere strumenti utili a rispondere alla necessità di creare dei collegamenti tra le aree naturali, abbandonate o di nuovo insediamento. Vengono dettagliati quelli che sono gli schemi di queste reti e messi a confronto i diversi obbiettivi e azioni di sviluppo rivalutanti il territorio.

Il caso studio riportato, riguardante il recupero e la promozione creativa di paesaggi cosiddetti residuali, affronta in termini operativi il tema della creazione di un paesaggio ex novo di una zona estrattiva. L’episodio reale serve a capire quanto le metodologie integrative e le competenze del settore siano utili a rigenerare un tessuto che si considererebbe perso per sempre.

Numerosi i contributi degli specialisti della paesaggistica e del settore delle pianificazione territoriale e di notevole interesse il parere sulla riforma degli ordinamenti di tutela del paesaggio emerso durante il Convegno Nazionale FEDAP–AIAPP tenutosi a Napoli l’8 Ottobre 2009 sul tema “La trasformazione sostenibile del paesaggio”.

Scheda tecnica del libro
Titolo: Il paesaggio nella pianificazione territoriale
Formato: 17 x 24, illustrato a colori
Editore: Dario Flaccovio Editore
Pagine: 256
Data di Pubblicazione: 2012
Autore: Guido Ferrara, Giuliana Campioni
ISBN: 9788857901282

Gli autori

Guido Ferrara è Professore ordinario di Architettura del Paesaggio dell’Università di Firenze e coordinatore del Master di Paesaggistica all’Università di Firenze. Si occupa di progettazione e pianificazione degli spazi aperti, con particolare riferimento al paesaggio rurale e alle aree protette da oltre trent’anni e svolge consulenza per enti istituzionali che si occupano del settore tecnico ambientale e paesaggistico–territoriale. Ha svolto attività di ricerca scientifica e applicata sul tema della conservazione delle risorse naturali e ambientali, a cui ha dedicato numerose pubblicazioni.

Giuliana Campioni Presta è esperta in materie attinenti ambiente e paesaggio e svolge attività di consulenza per enti pubblici ed istituzioni private. Opera come libera professionista per la progettazione del verde in aree pubbliche ed il restauro di aree storiche dal punto di vista paesaggistico. Si occupa inoltre di recuperi ambientali e studi di impatto ambientale e VAS. È stata presidente della Federazione Associazioni Ambiente e Paesaggio (FEDAP).

Un estratto del testo
Occorre procedere ad una verifica globale dei possibili effetti negativi indotti sulle componenti ambientali dalle trasformazioni connesse alla costruzione, con determinazione e comparazione della qualità finale assunta dall’area e progetto totalmente realizzato, in modo che possa essere stabilito un efficace raffronto con la situazione attuale per verificare le reali differenze fra lo stato di fatto e quello di progetto .[…]

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Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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