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Vuoti urbani post terremoto dell’Emilia. Proposte di recupero di Post Quake Visions

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Crevalcore è un piccolo comune medievale di poco più di 10 mila abitanti conosciuto come località tra le più colpite dal terremoto dell’Emilia del 2012. A Crevalcore, subito dopo l’evento calamitoso, si registravano 3000 sfollati: il sisma ha danneggiato e reso inagibili centinaia di abitazioni e provocato crolli a diversi edifici, anche di pregio, del centro storico, generando dei vuoti urbani che, a quasi 2 anni dall’evento, sono rimasti tali.

Il concorso di idee Post Quake Visions, organizzato da YAC Young Architects Competitions in collaborazione con l’Università di Bologna, il Comune di Crevalcore e la rivista The Plan, ha invitato progettisti under 35 a riempire quei vuoti offrendo allo stesso tempo alla piccola cittadina emiliana un’occasione di rinascita e crescita culturale ed economica.

Andando oltre i semplici interventi di ripristino, che difficilmente lasciano leggere le ferite lasciate da un evento come quello del 2012, sono state premiate proposte coraggiose, contemporanee, che testimoniano che nonostante l’evento drammatico, il piccolo comune è deciso ad affermare e rilanciare la propria identità culturale e sociale. I progetti vincitori, sebbene mostrino un carattere sempre deciso, non mancano di eleganza e di raffinatezza, insediandosi con rispetto all’interno di un antico borgo medievale.

La giuria di Post Quake Visions, composta da giurati d’eccellenza tra cui lo studio Shigeru Ban Architects, 5+1 AA e il dipartimento di “City Planning” di New York, ha premiato 3 tra i 356 gruppi registrati provenienti da circa 40 Paesi, ed assegnato 12 menzioni d’onore, di cui 3 “golden”.

IL PRIMO PREMIO

Il primo premio se l’è aggiudicato un team italiano che ha immaginato Crevalcore trasformarsi in un centro rinomato perché punto di incontro ricercatori che si occupano di nanotecnologie, agricoltura, moda.

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IL SECONDO PREMIO

Anche il secondo premio è stato assegnato ad un gruppo italiano. Questa volta i progettisti hanno sfruttato i vuoti lasciati dal terremoto lungo l’antico Decumano per realizzare giardini e cortili urbani accessibili a tutti.

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IL TERZO PREMIO

Si è aggiudicato il terzo premio un team svizzero che ha progettato per la cittadina emiliana spazi adibiti a laboratori, ostelli, ristoranti, negozi ed uffici, tutti accomunati da un patio centrale, tipico delle abitazioni tradizionali. Focalizzando l’attenzione su un intervento sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale, i progettisti svizzeri hanno deciso di riutilizzare i detriti e le macerie dei crolli per i nuovi edifici.

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