La scuola sospesa sul fiume: tradizione e coesione sociale

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La Bridge School realizzata dallo studio Li Xiaodong Atelier nel villaggio di Xiashi in Cina non è semplicemente una scuola sospesa su un fiume: è un’architettura che affianca alla struttura didattica, una connessione infrastrutturale costituendosi così elemento di coesione sociale. L’area di intervento è molto particolare perché è definita dalla presenza di due tulou, architetture tipiche della tradizione della regione di Fujian nel sud–est della Cina. Queste imponenti strutture in terra identificano chiaramente l’origine di quello che oggi è un unico villaggio ma che storicamente era costituito da insediamenti posti sulle due diverse sponde del torrente.

Il progetto: scuole galleggianti contro le inondazioni

Lo scopo sociale insito nella realizzazione di un ponte appare quindi immediatamente evidente. I tulou, oggi meraviglia architettonica, non sono più strutture difensive che alludono alla necessità di un’introversione spaziale; il fiume, naturale barriera fra le sponde, può così assumere un ruolo positivo grazie ad un nuovo edificio che ne stemperi la criticità rappresentata dal suo essere elemento di cesura naturale valorizzandone il ruolo vitale.

Il progetto architettonico della scuola quindi deve confrontarsi con diversi elementi legati alla tradizione, alla natura e alla coesione sociale e per farlo sceglie un linguaggio contemporaneo per nulla autoreferenziale in grado di armonizzarsi con la preesistenza.

Due capriate metalliche rivestite lateralmente in sottili doghe di legno costituiscono l’elemento a ponte che ospita le due aule scolastiche sotto alla quale si articola un elemento autonomo di collegamento tra le sponde, utilizzabile dal pubblico in ogni ora della giornata.

Agli ambienti destinati alla didattica, adattabili anche ad assemblee cittadine e a momenti di incontro, si può accedere da entrambe le sponde del torrente e sono realizzati sfruttando il leggero dislivello ottenuto dalla sagomatura della struttura portante.

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Nella porzione centrale della scuola il piccolo ambiente che costituisce il disimpegno ospita anche una piccola area biblioteca che diventa così il vero cuore simbolico del nuovo intervento: la cultura come elemento di incontro e relazione per la popolazione.

Le due estremità dell’edificio si caratterizzano per il loro ruolo sociale: verso nord la struttura può essere utilizzata per eventi come palco scenografico che sfrutta il tulou come sfondo architettonico; verso sud invece alcuni semplici elementi metallici inseriti nella struttura fanno di essa uno spazio per il gioco dei bambini.

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La Bridge School premiata nell’ambito dell’Aga Khan Award for Architecture nel 2010 per il suo carattere di edificio socialmente sostenibile, si costituisce così elemento di unione a vari livelli che, oltre a offrire occasione di integrazione e coesione alle due comunità che abitano le sponde opposte del fiume, mette in relazione il passato e il presente in un’unità formale costruita con un sapiente uso di materiali e strutture.

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Alla terra, elemento pesante ed opaco che, anche simbolicamente, protegge l’internità dei tulou, si contrappone la leggerezza della struttura metallica e la permeabilità degli elementi lignei che diaframmano e definiscono il nuovo volume, una struttura che non si chiude e non si isola ma che, al contrario, vuole aprirsi alla popolazione e costituirsi come vero nuovo nucleo sociale.





Ester Dedè

Ester Dedè Architetto

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