Renzo Piano: la Biblioteca Universitaria di Trento è un invito alla lettura

Apre a Trento la Nuova Biblioteca Universitaria realizzata dallo studio di Renzo Piano a pochi passi dal MUSE e dal quartiere Le Albere. L'edificio, con i suoi scaffali aperti in bambù, è un invito alla lettura.

La Bibliothéque Publique d’Information all'interno del centro Pompidou negli anni ’70 è stata la prima biblioteca progettata da Renzo Piano nella quale i libri erano immediatamente disponibili, liberi, senza la necessità di richiederli ai bibliotecari, perché “una biblioteca con scaffali aperti è un invito alla lettura”. Successivamente furono la Morgan Library di New York e la Biblioteca Nazionale di Atene ad essere progettate dallo stesso architetto secondo questo criterio guida.

Oggi è la volta della nuova Biblioteca Universitaria Centrale di Trento, non una vera e propria progettazione ex novo, ma il riadattamento di un progetto che prevedeva un centro congressi e che quindi ha comportato un lavoro progettuale impegnativo:

“In ogni progetto il libro rimane il luogo più importante. Non certo per nostalgia, per sentimentalismo – precisa Piano – ma i libri e le biblioteche che li contengono sono strumenti e luoghi che aprono al rapporto con gli altri: andate a vederla la nuova biblioteca universitaria, è luminosa, aerea, parla di convivenza, dello stare assieme”

L’intervento ricade nell'ambito del progetto dell'eco quartiere Le Albere di Trento per la riqualificazione urbana dell’area dell’ex fabbrica Michelin, non lontano dal Museo delle Scienze progettato dallo stesso Piano.

Dopo soli due anni di lavori, il trasloco è ancora in corso per consentire di ultimare le opere di cablaggio e montaggio degli arredi e la biblioteca sarà pienamente operativa da metà dicembre.

Il progetto della Biblioteca Universitaria di Trento

biblioteca universitaria trento piano b

L’edificio si sviluppa su sette livelli, di cui cinque fuori terra, ed in due grandi corpi di fabbrica collegati da una hall che si affaccia sulla vista del quartiere de Le Albere e delle montagne. Attraverso un sapiente gioco di volumi, il progettista è riuscito a conferire leggerezza a quest’architettura.

La hall, posta in prossimità degli spazi di consultazione, è dotata di una zona relax, un’area destinata al prestito dei libri mediante supporto informatico ed una postazione per gli utenti con bisogni particolari come dislessia, discalculia, ecc.

Il piano primo ospita sia una sala multimediale dotata di scaffali per la consultazione che gli uffici della Biblioteca mentre al secondo piano sono presenti numerosi spazi studio e una sala pensata come spazio polifunzionale o come zona a scaffale aperto. Altri due ampi spazi per la consultazione sono presenti al terzo piano, mentre al quarto vengono collocate le collezioni ed altre due aree studio.

Il quinto ed ultimo piano presenta una copertura di cristallo, scaffalature ma non ha postazioni studio. Ai piani interrati trovano spazio, invece, i parcheggi ed i depositi dei libri.

Tutti gli ambienti sono dotati di ampie vetrate e gli interni sono realizzati in colori chiari per ottenere spazi luminosi.

I numeri della biblioteca di Trento progettata da Renzo Piano:

  • 10 bagni attrezzati per i diversamente abili;
  • 28 bagni totali presenti nell'edificio;
  • 400 persone - capienza massima di persone tra utilizzatori della struttura e personale addetto;
  • 430 postazioni studio presenti su 5 livelli;
  • 6.000 mq - la superficie a disposizione per gli spazi lettura;
  • 340.000 volumi presenti;
  • 10 km di scaffali.

Le scelte sostenibili e funzionali di Renzo Piano

I materiali utilizzati per la realizzazione di quest’opera sono cristallo, acciaio, pietra e legno di bambù, selezionato, oltre che per le sue caratteristiche cromatiche, anche per quelle di resistenza e sostenibilità.

biblioteca universitaria trento piano c

Molte scelte sono state improntate alla sostenibilità: pannelli fotovoltaici sulla copertura vetrata, riscaldamento a trigenerazione per la produzione allo stesso tempo di energia elettrica, calore ed energia frigorifera per la climatizzazione, un sistema di recupero dell’acqua piovana per gli impianti di irrigazione e le cassette dei servizi igienici, docce a disposizione di chi decida di raggiungere la struttura in bicicletta ed una stazione per la ricarica dei veicoli elettrici. Un luogo pertanto accessibile, funzionale e sostenibile. Inoltre, l’insieme di questi accorgimenti e scelte progettuali hanno fatto sì che l’edificio ottenesse la certificazione energetica Leed® Gold.

“In realtà quando si finisce un progetto è come consegnare un bebè ad altri – spiega l’architetto - Si finisce un lavoro e questo lavoro lo si dà ad in mano ad altri. Ma è giusto così, la creatura non ti appartiene più e diventa della comunità: sia ben chiaro che questo sentimento di mestizia dura l'arco di mezza giornata poi prevale sempre la letizia”

Roberta Ruggieri

Roberta Ruggieri Architetto

L’architettura e l’arte sono da sempre le sue più grandi passioni, affiancate dall’interesse per la fotografia e dalla pratica del nuoto a livello agonistico. Idealista, crede ancora che un grande impegno porti a grandi risultati, nello sport e nella professione così come nella vita. 

Ti potrebbero interessare anche...