La prima LEED for Retail ad un negozio italiano

Quanto può fare l’industria del Retail per ridurre l’impatto sull’ambiente? La nuova Coop di Carpi, via Carlo Sigonio (MO) è il primo edificio in Italia e il secondo in Europa ad ottenere la prestigiosa certificazione “LEED for Retail”, la cui targa, arrivata nell’ottobre 2014, è esposta all’entrata del supermercato.

LEED FOR SCHOOL LIVELLO PLATINUM AD UNA SCUOLA DI TRENTO 

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Il certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è il protocollo più diffuso a livello mondiale sugli edifici a basso impatto ambientale che certifica le nuove costruzioni o ristrutturazioni che presentano le migliori soluzioni di risparmio energetico, comfort e vivibilità degli ambienti.

Macro Design studio di Rovereto ha seguito per conto di Coop Estense sin dalle prime fasi di progetto il processo di certificazione LEED, lavorando in sinergia con i suoi consulenti, il gruppo di progettazione INRES e l’impresa di costruzione CMB.

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Il progetto ha avuto come obiettivo quello di dare al punto vendita un carattere fortemente improntato alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico, realizzando un edificio a basso impatto ambientale, aumentando il comfort e la vivibilità interna per clienti e lavoratori, riducendo i costi di gestione rispetto ad analoghi punti vendita e mantenendo lo stesso livello di qualità e servizio.

La scheda del punteggio che ha prodotto l’ottenimento della certificazione consiste nella somma dei crediti che l'edificio ha raggiunto in sette aree tematiche: sostenibilità del sito, gestione efficiente dell'acqua, energia e ambiente, materiali e risorse, qualità dell'aria negli ambienti interni, progettazione e innovazione, priorità regionale. Con il punteggio di 65, Carpi Sigonio si aggiudica la certificazione LEED livello GOLD, la più alta dopo la platinum.

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L’illuminazione all’interno dell’edificio è pressoché naturale, grazie alle ottantacinque celle solari che captano, rifrangono e amplificano la luce dal tetto, ed è stato previsto un sistema di dimerizzazione dell’illuminazione, affinché i led si spengano qualora il livello di luce naturale sia sufficiente.

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La qualità dell’aria interna è continuamente rigenerata servendosi di una “cascata” di piante vere, sopra gli scaffali, che contribuiscono a migliorare la salubrità abbattendo l’anidride carbonica in circolazione. La temperatura è costante, in tutti i reparti, ed è mantenuta grazie all’utilizzo di frigoriferi verticali e chiusi da sportelli di vetro. Risparmio energetico non indifferente, sia per la conservazione degli alimenti che per evitare il fastidioso passaggio “in ghiacciaia” quando ci si avvicina alla zona dei surgelati.

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Le soluzioni per contenere i consumi non finiscono qui: doppie porte agli ingressi e tripli vetri alle finestre, un riciclo dell’acqua piovana per le toilettes, l’importanza dell’isolamento che ha visto l’impiego di abbondanti strati di lana di roccia le strutture, la centrale termica che trasforma il calore prodotto dai motori frigoriferi in riscaldamento.

Il supermercato sostenibile costa più di quello tradizionale? I progettisti Davide Roncaglia (direttore tecnico Coop), Michele De Beni (consulente per il risparmio energetico) e l’architetto Paola Moschini (responsabile del protocollo Leed) dicono che, a fronte di una spesa che supera del 2% i costi di partenza, il risparmio energetico in tre anni sarà tra il 35 e il 45%.

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Lucia Terenziani

Lucia Terenziani Architetto

Si perde passeggiando nei borghi storici e nelle città, le piace cogliere istantanee e scorci dimenticati. Vive e lavora a Parma, dove progetta e ri-progetta spazi. Ama leggere, scrivere, visitare musei, immergersi nei boschi e interrogarsi sulle possibilità dell’abitare in armonia con se stessi e la natura che ci circonda.

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