Nuova residenza universitaria a Parigi: eco-vivere di gruppo

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Da un’attenta analisi del contesto e dall’obiettivo di integrazione urbana nasce una nuova residenza universitaria ad opera dello studio italo–francese LAN Architecture. Il progetto si inserisce nel distretto parigino La Chapell in cui è prevista una riqualificazione urbana del quartiere attraverso la realizzazione di attività culturali, sportive e sociali. Le caratteristiche di questa parte della periferia cittadina hanno condotto i due giovaniarchitetti (Benoit Jallon e Umberto Napolitano) a disporre i sei corpi di fabbrica, che compongono la struttura, attorno ad una corte centrale. Anche le diverse altezze e il ritmo dei pieni e dei vuoti che delineano il disegno complessivo del progetto sono dettati dall’influsso del variegato contesto in cui si alternano case in stile haussmaniano, fabbriche e officine. La corte, di memoria storica, misura 15x15 m e ha una duplice funzione: favorire la vita collettiva e distribuire la luce all’interno degli alloggi.

SISTEMI BIOCLIMATICI PASSIVI
Negli apporti energetici la corte definisce un preciso comportamento termico in base al periodo dell’anno. Infatti in inverno lo spazio circoscritto della corte riduce le dispersioni di calore e la presenza degli alberi a foglia caduca non impediscono ai raggi solari di penetrare all’interno degli edifici, mentre in estate si può usufruire di uno spazio esterno più fresco. L’involucro della struttura traduce l’impegno ecosostenibile dei progettisti: l’isolamento con lana di roccia, l’intercapedine areata e il rivestimento in mattoni consentono di trattenere il calore prodotto disperdendolo all’esterno in estate e di distribuirlo all’interno in inverno. Come dimostrazione dell’intento di usare materiali resistenti e naturali che non emettono sostanze lesive per la salute, gli architetti hanno optato per due tipi di rivestimento: quello dei prospetti che si affacciano sulla corte centrale è in lastre di larice che rievocano un aspetto più intimo e senza legami con il contesto circostante, mentre le facciate rivolte verso la strada sono rivestite da mattoni in ardesia in accordo con gli edifici limitrofi. I prospetti principali, più ampi, sono rivolti a sud e ad est per ricevere una maggiore irradiazione solare nel periodo invernale, mentre la riduzione della superficie delle facciate esposte ad ovest impedisce un surriscaldamento degli ambienti nel periodo estivo.

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SISTEMI BIOCLIMATICI ATTIVI
L’impianto a collettori solari posti in copertura garantisce la produzione di acqua calda sanitaria. Inoltre il riscaldamento degli ambienti interni è affidato a sistemi radianti a pavimento composti da tubazioni in cui circola l’acqua calda accumulata. Invece per le attività che non richiedono l’uso di l’acqua potabile, come ad esempio l’irrigazione degli spazi verdi, è stato progettato un impianto di recupero delle acque meteoriche.

In conclusione, la nuova Residenza Universitaria parigina, oltre ad essere un progetto compiuto sia in termini funzionali che estetici, ha ottenuto la certificazione VHEP nella categoria “Habitat and environment” grazie alle tecniche innovative che consentono di sfruttare al meglio le prestazioni energetiche nel rispetto dell’ambiente.









Francesca Pedico

Francesca Pedico Ingegnere edile-architetto

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