Il nuovo muro vegetale dell’Oasis d’Aboukir è l’ultima opera di Patrick Blanc

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Quando si nomina Patrick Blanc, non ci si può che domandare quale altra facciata abbia tinto di verde col suo estro da “artista–botanico”. Questa volta siamo a Parigi, città in cui ha avuto luogo la sua prima esperienza nel 1988 con il muro vegetale della Cité des Sciences de La Villette; in sole sette settimane, “The Green Man” ha realizzato l’Oasis d’Aboukir,un giardino verticale collocato tra la rue d’Aboukir e la rue des Petits Carreaux, opera omaggio alla biodiversità, che rimarca ancora una volta la crescente necessità di spazi verdi nei grandi centri urbani.

Muro vegetale: tecniche per la realizzazione di facciate verdi

I giardini verticali di Patrick Blanc: sfoglia la sezione dedicata ai suoi progetti

“Sono molto felice di supportare la coscienza sociale e ambientale degli abitanti di un quartiere storico nel cuore di Parigi” dice Blanc, che realizza pareti verdi da più di 30 anni.
Inaugurata il 10 settembre, in occasione della Paris Design Week che ha animato la capitale francese dal 9 al 15 settembre, l’oasi è l’ennesima opera d’arte vegetale di quello che è da molti ritenuto l’inventore del muro vegetale e che ha collaborato con i migliori architetti al mondo, da Andrée Putman a Jean Nouvel, da Herzog & de Meuron a Renzo Piano.

IL PROGETTO

L’Oasis d’Aboukir si colloca all’interno di una tendenza mondiale rivolta alla progettazione di spazi urbani a misura d’uomo; frutto di un’iniziativa privata, il suo effetto positivo sullo spazio pubblico si è rivelato innegabile.

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L’orientamento della parete a sud–ovest ha permesso la crescita di una vasta gamma di specie vegetali e la sua installazione ha necessitato di appena sette settimane, beneficiando delle ottimali condizioni climatiche per l’impianto, tra marzo e aprile. Il giardino verticale si colloca sulla facciata angolare di un edificio all’incrocio di tre strade molto trafficate, Montorgueil, Reamur Sebastopol e le Grands Boulevards.

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Alto 25 metri, con i suoi 250 metri quadrati di vegetazione raccoglie 7600 piante e 237 specie differenti, che lascerebbero pensare ad una piantumazione a lunga durata, ma sono in realtà state piantate ad aprile, tenendo gli occhi di tutti rivolti verso l’alto ad osservare giorno per giorno l’evolversi di quest’opera d’arte naturale.

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Patrick Blanc coniuga ancora una volta arte e tecnologia: da un lato il disegno diagonale conferito alla vegetazione, come a ricordare le venature di una foglia, tecnica da lui più volte utilizzata, che sfrutta le conformazioni e i diversi cromatismi delle piante come fossero una trama dinamica; dall’altro l’assorbimento dell’eccesso di acqua piovana per decongestionare il sistema fognario della città, la produzione di ossigeno contro l’inquinamento urbano e la mitigazione degli estremi delle temperature. Non va sottovalutato anche il miglioramento del microclima interno e il potere fonoisolante di tale installazione, che consente parallelamente alla natura di arricchire il paesaggio urbano, garantendo un beneficio estetico per la città e un contributo per l’ecologia.

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L’AUTORE

Patrick Blanc è un botanico francese, conosciuto per avere ideato la tecnica del muro vegetale. Durante la sua adolescenza crea un filtro biologico per un acquario tropicale, segno che un botanico per vocazione nasce molto presto; nel 2009, durante il Festival dei Giardini a Chaumont–sur–Loire, fu lui stesso a raccontare: “A casa avevo un acquario e a 12 anni avevo letto in una rivista tedesca che per purificare l’acqua vi si dovevano immergere delle radici di filodendro. Vedere le radici bianche crescere in acqua mi parve quasi una magia: io sono un protestante e sono andato in una scuola religiosa dove ci insegnarono che, una volta espulso dal Paradiso, l’uomo fu costretto a coltivare la terra con il sudore della fronte e la lotta contro le spine; tutto ad un tratto, mi resi conto che il mio filodendro cresceva a meraviglia con le sue radici in acqua, senza che io dovessi stancarmi”.

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Intraprende nel 1972 la prima missione scientifica in Thailandia eMalesia, osservando la crescita delle piante sulle rocce e nel sottobosco; si laurea nel 1989 in biologia all’Université Paris VI Pierre et Marie Curie e ne diviene responsabile del Laboratorio di biologia vegetale tropicale. Ricercatore presso il Cnrs (Centre National de la Recherche Scientifique) dal 1982, da allora collabora a numerose missioni botaniche in tutto il mondo che lo hanno addirittura portato a scoprire nelle Filippine una nuova specie di Begonia.

Grazie alle conoscenze botaniche delle piante e le loro esigenze, i suoi living wall sono diventati un monito per una nuova visione delle città di tutto il mondo, arricchendole di incredibile respiro artistico grazie alla trasformazione di muri di cemento in rifugi di biodiversità.

Caixa Forum Art Museum, Herzog & de Meuron, Madrid.Caixa Forum Art Museum, Herzog & de Meuron, Madrid.

I giardini verticali sono solo una delle tante risposte che vengono offerte, in un’ottica ecosostenibile, alla sfida di conciliare verde urbano e densità; appaiono sicuramente come la più estrosa e meno impattante, con piante che “diventano un elemento di dialogo con l’uomo, attraverso la disposizione verticale, dunque senza invadere più lo spazio orizzontale, lasciando libera l’attività urbana e il movimento dei passanti“.

Divenuto famoso con opere quali il Musée du Quai Branly a Parigi, in collaborazione con Jean Nouvel, e il Caixa Forum Art Museum a Madrid, progettato da Herzog & de Meuron, con l’Oasis d’Aboukir, Patrick Blanc regala ai passanti l’ennesima piacevole battuta d’arresto nel loro cammino, spesso frettoloso e distratto, invitandoli ad un attimo di sosta quasi dovuta per rendere omaggio all’artista e godere della sua interessante fusione di natura, arte e tecnologia.

Marina Block

Marina Block Laureanda in Architettura

Amante dei gatti, zen e folle; un haiku nato a Napoli, sempre in compagnia di un buon libro e di un pacchetto di caramelle gommose. Affetta dal male incurabile del sognare, sa che se dovesse fallire come architetto, non si perderà d’animo: alle persone, invece che luoghi sicuri, regalerà storie fantastiche in cui rifugiarsi.

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