Il Muro di Berlino cade di nuovo: un progetto di appartamenti di lusso minaccia la Storia

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Il Muro di Berlino “cade” ancora una volta. Non per abbattere un simbolo stavolta, per decretare la fine di un’era. No, per far spazio ad appartamenti di lusso. Questo è il progetto per il 2013. Non buttate giù quel “Muro”. La Storia non può essere “spostata”, nemmeno di un metro, non può essere spazzata via dalle ruspe. È quello che invece sta accadendo dal mese scorso. Uno scempio senza precedenti. Il Muro di Berlino, lo storico Muro simbolo di divisione dei due Mondi, è stato divelto in alcuni tratti senza troppi indugi per far spazio a lussuosi appartamenti.
Immagine in alto: Foto storica 9 novembre 1989: Caduta del Muro.

Berlino è in rivolta. I Berlinesi (e non solo) stanno manifestando per impedire che il Muro venga “smembrato” per far posto a quella che pare essere un’invasiva “operazione edilizia”.

Il Muro di Berlino è un “pezzo” importante non solo per la frastagliata storia della città, ma per tutto il Mondo: ha fatto e continua a far da monito ai figli degli anni ‘80 e ‘90 e anche le nuove generazioni che arrivano ad ammirare le opere della East Side Gallery (la parte di Muro interessata dall’intervento) imparano ad osservare e tramandare la memoria.

Veder campeggiare le ruspe nei pressi del Muro e ancor più veder rimuovere dei pezzi di Muro per sostituirli con l’ingresso di un cantiere è una vera dissacrazione.
Ma allora è più giusto “conservare la memoria” o dar vita ad un nuovo complesso di appartamenti, contestano i Berlinesi?

IL MURO DI BERLINO
Brevi cenni storici
13 agosto 1961
Il Muro di Berlino venne eretto a partire dal 13 agosto 1961 dalle forze armate della Germania dell’Est come “protezione antifascista” e sancì l’inizio di 28 lunghi anni di Guerra Fredda: chiunque tentasse di oltrepassarlo per andare principalmente da Est ad Ovest veniva colpito alle spalle dalle raffiche dei proiettili dei soldati di frontiera; in seguito il Muro venne dotato anche di mine anti–uomo e di filo spinato alimentato con corrente ad alta tensione e addirittura di impianti che sparavano automaticamente su tutto ciò che si muoveva.

9 Novembre 1989: il Muro cade. Il Governo della Germania dell’Est annuncia la libera circolazione fra Berlino Est e Berlino Ovest. Migliaia di persone in festa si assiepano nei pressi del Muro, si arrampicano, lo superano senza paura e… fanno la Storia.
E’ la fine dei due “mondi divisi”, è la fine della Guerra Fredda di cui il Muro era il simbolo. Berlino diventa una e indivisibile: non esiste più Berlino Est, non esiste più Berlino Ovest.

Immagini in alto: Foto storiche, 9 novembre 1989: Caduta del Muro.

Per 28 anni, dal 1961 al 1989, il muro di Berlino aveva tagliato in due la città, ma in realtà aveva tagliato in due il Mondo: era considerato il simbolo della “Cortina di ferro”, la linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la Guerra Fredda. Tra Berlino Ovest e Berlino Est la frontiera era fortificata da due muri paralleli di cemento armato, separati da quella che in seguito venne ribattezzata “striscia della morte” larga alcune decine di metri.

IL PROGETTO AL POSTO DEL MURO
La East Side Gallery e il nuovo progetto “Living Levels”
Nel mese di Marzo sono state spostate alcune sezioni del Muro, più precisamente della East Side Gallery,ciascuna di circa 1,5 metri di larghezza.La rimozione serve a far posto a una via d’accesso al cantiere destinato ad un edificio chiamato Living Levels che ospiterà appartamenti e uffici di lusso lungo il fiume Sprea.

Foto: Graffito sulla East Side Gallery raffigurante le popolazioni unite fra le due strisce del Muro. © Getty Images

La East Side Gallery è la parte più lunga rimasta in piedi del Muro di Berlino ed è nota perché è considerata la più lunga galleria d’arte a cielo aperto della storia. Per 1 km e 300 metri si susseguono i murales di artisti famosi e sconosciuti che nel 1990 giunsero a Berlino da 21 Paesi per realizzarla.

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Foto: Graffito sulla East Side Gallery raffigurante il famoso bacio fra Breznev e Honecker. La scritta in alto, in cirillico, recita: “Signore! Aiutami a sopravvivere a questo amore letale”. © Getty Images

Ai tempi della divisione si trovava entro i confini di Berlino Est (da qui il suo nome) ed oggi è oggetto di interessi di alcune società di costruzione che sfrutterebbero l’area per il suo interesse storico–culturale. C’è chi ha definito l’operazione una vera e propria operazione di gentrificazione”, un’operazione edilizia dalla massima resa economica: costruire appartamenti di lusso in un’area di inestimabile valore storico e culturale equivarrebbe ad ottenere enormi profitti.

La notizia ha suscitato stupore, indignazione e sconcerto e i Berlinesi non hanno aspettato ad affermare il proprio disappunto dando vita a diverse proteste davanti all’East Side Gallery.

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Foto: Graffito sulla East Side Gallery raffigurante il simbolico Curriculum Vitae del Muro dal 1969 al 1989. © Getty Images

Il progetto, nominato “Living Levels”, della società di investimento berlinese Living Bauhaus, prevede la costruzione di un edificio di 15 piani, alto 63 metri, contenente appartamenti e uffici di lusso di varia metratura (dai 58 ai 194 metri quadrati) e di conseguenza lo spostamento di 23 metri di East Side Gallery.

I Berlinesi hanno dato vita in pochissime ore ad una forte protesta che ha fermato temporaneamente lo spostamento delle sezioni del Muro e che ha fatto aprire in qualche modo un tavolo di confronto tra politici, autorità e la società interessata. Quello che i Berlinesi (e non solo) chiedono è se sia più giusto “tutelare la memoria” o smantellarla per far posto all’ennesimo edificio, che potrebbe trovare un’altra collocazione più idonea.

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Foto: protesta dei Berlinesi davanti alla East Side Gallery, Marzo 2013. © Getty Images

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GAE AULENTI, L’ARCHITETTO DELLA PACE E IL SIGNIFICATO DEL MURO
Gae Aulenti, l’ “architetto per la pace” (così è stata definita), propose nella sua lunga carriera visioni di un mondo migliore partendo dal concetto che bisognava ricostruire la società partendo dalle macerie, macerie idealmente intese come morali prima (ed oltre) che materiali.

Il suo lavoro di architetto ruotò attorno ad un’idea ben precisa che divenne il fulcro della sua attività e che venne concretamente tradotta nelle sue opere: l’architettura intesa come “plusvalore” per la società, come strumento fine a risollevare la società dalle macerie ed elevarla dalle brutture che aveva vissuto nel ‘900. Così intermezzava l’architetto durante un’intervista: “(…) vedere le macerie ancora oggi mi è insopportabile”.

E proprio sul significato del “muro” in una società (e sulla reiterazione nell’alzarne altri in varie parti del Mondo) affermò in poche parole secche in un’intervista rilasciata a Repubblica: “Mi stupisco della tragedia che viviamo. (…)Cade il Muro di Berlino e ne costruiscono uno in Palestina. Non è possibile”.

Antonietta Pinnetti

Antonietta Pinnetti Architetto

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