L’Italia incompiuta: più di 600 opere mai terminate

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha stilato un elenco delle opere incompiute nelle diverse regioni italiane. Le opere incompiute vengono raccolte in un Sistema Informativo Monitoraggio Opere Incompiute, su segnalazione di tutte le Regioni d’Italia. Le Regioni hanno dovuto fornire al Ministero tale elenco di opere mai terminate in forza di una norma voluta dal governo Monti, che ha permesso per la prima volta di stilare una vera e propria anagrafe dello spreco di denaro in opere mai portate a termine e mai entrate in funzione. Negli elenchi regionali risultano però sviste e dimenticanze. Non si trovano nelle liste alcune opere note come incompiute, che National Geographic aveva tempo fa già segnalato come tali.

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In copertina: La Cittadella dello Sport di Tor Vergata, Santiago Calatrava. © National Geographic

GLI ESEMPI

Le opere incompiute ufficialmente dichiarate sono oltre 600 e riguardano tutte le regioni italiane. Unico caso virtuoso è la Provincia di Trento che dichiara di non avere nessuna struttura incompiuta presente nel proprio territorio.
Le opere passano dai grandi aeroporti, ospedali o centri sportivi, fino alle piccole infrastrutture provinciali o comunali come svincoli stradali, scuole materne o piscine comunali.
Tra i progetti incompiuti anche edifici e strutture progettati da grandi nomi dell’architettura internazionale.

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In alto: Teatro Verdi di Ferrara

La Cittadella dello Sport di Tor Vergata, Santiago Calatrava

È il caso per esempio della Cittadella dello Sport di Tor Vergata: un Palazzo dello Sport da 15000 posti e un palanuoto da 8000. La copertura è stata progettata da Santiago Calatrava ed è costituita da una vela d’acciaio alta più di 70m.

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I lavori su questa opera sono stati interrotti nel 2010 e non sono più ripresi. L’opera è costata fino ad oggi 200 milioni di euro e ne richiede ulteriori 400 per essere terminata.

Sport, cultura e turismo
Numerosi sono inoltre gli esempi di progetti troppo ambiziosi per la luogo cui erano destinati e che per questo e altri motivi sono rimasti incompleti. Ne è un esempio lo stadio per il polo progettato in un comune di meno di 30000 persone (provincia di Catania) o di un grande complesso alberghiero da realizzare in un comune di meno di 1000 abitanti (provincia di Foggia).

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In alto: Stadio per il polo di Giarre (Catania) – 1984. © National Geographic

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In alto: Teatro popolare di Sciacca (Agrigento), Giuseppe Samonà – 1978

Le dighe nel sud Italia

Categoria a parte è quella relativa alle dighe nel Sud Italia: ne sono state progettate ben dighe ma solo una decina sono funzionanti.

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In alto: Svincolo Cassia

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In alto: Ospedale di Alba

Il terminal dell’aeroporto in Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta è in elenco il nuovo terminal dell’aeroporto di Saint–Christophe, costato già quasi 9 milioni di euro, mai terminato e vittima di atti vandalici e saccheggi continui. L’opera richiede ancora più di 3 milioni per essere fruibile.

Un panorama davvero desolante per l’Italia che conta quindi uno spreco complessivo di più di 4 miliardi euro, utilizzati in opere magari solo progettate e mai realizzate, o in cantieri interminabili e abbandonati, o in edifici destinati a rimanere incompiuti, quasi come patrimonio archeologico disseminato qua e là nelle nostre regioni.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.

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