I finalisti del concorso Smart Harbor per la riprogettazione di un cantiere navale

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La Y.A.C. (Young Architects Competitions) è una società che promuove concorsi di architettura e progettazione per giovani progettisti, studenti e laureandi, con lo scopo di attivare un dibattito teorico, divulgare la ricerca in campo architettonico ed urbanistico, individuare nuovi giovani talenti. L’ultimo concorso, di cui ora conosciamo finalisti e vincitori, è “Smart Harbor”, che propone la riprogettazione per l’areadell’ex–cantiere navale di Pesaro. Molto interessante, anche se attualmente senza risvolto fattivo, e il bando apre un interessante dibattito sul tema del cantiere navale. Vediamo di cosa si tratta.

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In alto: 2° classificato, “E.V.A.Lab” di Valeriano Boragina, Andrea Grillo, Eleonora Sisinna, Annamaria Vallone.

IL CONCORSO

La promozione del concorso Smart Harborè stata curata da Y.A.C., in collaborazione con importanti partners come l’Università di Bologna, il Comune di Pesaro, la Renco s.p.a., The Plan Magazine, e dà luogo ad un’attività formativa, di sensibilizzazione e confronto su temi delicati di urbanistica e riconversione di aree urbane.

Per arrivare al più presto alla proclamazione dei finalisti, si è stabilito un preciso calendario di concorso, che prevedeva una serie di appuntamenti compresi tra febbraio e luglio 2013: le iscrizioni, la consegna degli elaborati, la riunione della giuria, la pubblicazione dei risultati, ed infine la cerimonia di premiazione e d’inaugurazione dell’esposizione.

La giuria è stata composta da eminenti personalità del settore architettonico: esperti in grado di leggere ed interpretare correttamente ogni singolo progetto, come Giovanni Leoni (direttore del dipartimento di architettura UNIBO), Nicola Leonardi (direttore di The Plan), Nardo Goffi (dirigente del servizio di pianificazione urbanistica della città di Pesaro), Marco Gaudenzi (progettista del nuovo porto turistico), Francesco Tarentini (Area 17 studio).

Il concorso ha visto la partecipazione di circa 2000 progettisti (tra studenti, laureandi, liberi professionisti tutti under 35) provenienti da ben 57 diverse nazioni.

IL CONTESTO

Come è noto, la crisi economica ha colpito particolarmente la cantieristica navale negli ultimi anni: i grandi arsenali sono in crisi, e quelli di piccole–medie dimensioni sono in disuso da tempo, sprecando così importanti spazi fronte mare nelle città.
Partendo da questa considerazione la Y.A.C. ha proposto come tema per un concorso di idee la riprogettazione di vecchi arsenali, indirizzandosi ai giovani progettisti under 35.

Tema e richieste di Smart Harbor
L’accento è stato messo soprattutto sul valore che di solito hanno i cantieri navali, dal punto di vista economico, strategico e paesaggistico: luoghi suggestivi e a contatto col mare. Inoltre la richiesta è stata quella di riconvertire questi spazi in luoghi a destinazione ludico–ricreativa, per servire cittadini e turisti: spazi, dunque, dedicati all’intrattenimento e al benessere.

L’area individuata per la riqualificazione urbana è stata quella dell’ex cantiere navale di Pesaro, fermo restando che il concorso d’idee non porterà a veri cambiamenti architettonici ed urbanistici, essendo in corso le trattative per la vendita dell’area.

La scelta prende avvio da un’analisi urbanistica, con l’obiettivo di diversificare l’offerta per una città a vocazione prettamente industriale e poco votata al turismo, nonostante la presenza di un patrimonio culturale–storico interessante.
A Pesaro, infatti, i servizi di tipo ricreativo sono carenti se non completamente assenti, motivo per cui spesso i giovani si spostano nei centri vicini.
L’obiettivo del concorso è stato quello di riflettere sulla creazione di spazi dinamici, aree attrezzate e componibili. La ri–funzionalizzazione ed il ripristino dei luoghi è stato il fulcro per immaginare di riappropriarsi di una parte di città visibile dal mare.

I progettisti si sono confrontati sui temi dello spazio pubblico: giardini artificiali, water play ground, piazze marittime, spazi effimeri, il tutto in rapporto con l’acqua e con i mezzi di trasporto marittimi. Inoltre al centro del progetto l’essere smart, la velocità d’informazione e la tecnologia avanzata.

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In alto: 1° classificato, “onlab” di Diego Superiori.

I vincitori e finalisti
In generale i vincitori ed i gruppi di progettazione sul podio di Smart harbor si sono distinti per l’appropriata interpretazione del vivere contemporaneo e per aver proposto architetture coerenti con questo concetto.

Il vincitore, Diego Superiori, è stato seguito dal gruppo Valeriano Boragina, Andrea Grillo, Eleonora Sisinna, Annamaria Vallone, secondi classificati, e Nikola Malinov e Denitsa Parleva, al terzo posto.

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In alto: 3° classificato, “DNA” di Denitsa Parleva, Nikola Malinov.

Di seguito alcuni progetti, ritenuti molto interessanti per quanto riguarda gli aspetti della promozione della sostenibilità in architettura:

“FUNA–GAKU” di Yusuke Koyama, Ayaka Suzuki, Sotaro Takahashi, Yosuke Muraji, Barbara Weber, Ruiu Sandro Pasca: hanno proposto un progetto di qualità, mirando a riutilizzare gli stabili di archeologia industriale preesistenti, piuttosto che ad abbatterli e proporre nuove forme architettoniche. In un’ottica di sostenibilità e risparmio anche economico, una proposta di architettura effimera caratterizzata da sezioni navali dismesse e capannoni abbandonati per accogliere attività culturali varie.

“ALGAE POWER” di Michele Andreatini, Emanuele Dionigi, Marco Ciavatti: con un progetto contemporaneo e sensibile alle tematiche ambientali, viene inclusa la proposta di una nuova tecnologia per le produzione di energia elettrica basata sulla fotosintesi di particolari alghe come bioreattori. Una tecnologia che viene utilizzata anche visivamente come simbolo di sostenibilità e nuovi paesaggi.

“THE RECYCLE HARBOR” di Giacomo Bergonzoni, Matteo Cominetti, Marco Magnani, Luca Pedrielli, Francesco Tizzani: il progetto di propone come area per il riciclo di se stessa, ovvero come luogo in cui i materiali delle imbarcazioni dismesse riprendano vita in altro modo.

“BEYOND THE CLOUDS” di Carlos Zarco, Zuhal Kol, Jose Luis Hidalgo: si distingue per il lavoro fatto sul Landmark, infatti vengono sfruttati dei palloni che producono energia elettrica a partire dall’azione prodotta su di essi dal vento. Anche in questo caso il paesaggio si caratterizza per la presenza di una tecnologia sostenibile.

“CLEANING FIELDS” di Ricardo Toro, Felipe Araya, Francisco Mizon, Cristian Piwonka: il progetto ruota intorno all’impianto di fitodepurazione, come fulcro del parco urbano e generatore d’interesse ed emozioni da parte del fruitore.

“FOREST” di Ken Sei Fong: si basa sul concetto di restituzione del luogo alla natura, contro ogni tipo d convenzione. Se l’area era stata strappata alla natura, ora il nuovo contesto conduce alla sua restituzione, che genera, così un luogo a cavallo tra naturalità e artificio.

Rosaria Agueci

Rosaria Agueci Ingegnere Edile ed Architetto

Ingegnere edile-architetto per professione, girovaga e curiosa per carattere. Lavora nella bella isola sarda, dove nel tempo libero può godere della natura incontaminata e dedicarsi agli aspetti green della cooperativa “Greetings from Alghero”, di cui è socia cofondatrice.

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