Solar Wind, il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex viadotto autostradale

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E’ del team italiano formato da Francesco Colarossi, Giovanna Saracino e Luisa Saracino il progetto del Solar Wind, un ponte pensato per divenire una vera e propria “promenade” in sostituzione dell’originario viadotto nel tratto autostradale da dismettere della Salerno–Reggio Calabria, lungo la quale si alternano punti panoramici e serre solari interamente autosufficienti, in cui i visitatori possono sostare per l’acquisto dei prodotti locali.

LA COMPETIZIONE

Il Solar Wind ha meritato il secondo posto nella competizione internazionale Parco Solare Sud, indetta dall’Assessorato Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria, concorso di idee mirato a stimolare proposte innovative da coniugare col riuso dei tratti autostradali tra Scilla e Bagnara, in un punto in cui la vista panoramica è eccezionale: il mare, le acque dello Stretto, la Sicilia e le Isole Eolie.

L’amministrazione, consapevole dell’importanza ormai assunta dalla forma fisica del viadotto nell’immaginario collettivo, ha ritenuto opportuno incentivare “la produzione di energia da fonti rinnovabili, per sperimentare nuove tecnologie eco–compatibili, per favorire il collegamento tra i paesi e l’accessibilità alle colture agricole di pregio attestate sui crinali, per sviluppare nuove forme d’arte ambientale e di land art funzionali alla creazione di un turismo responsabile”. Così, anziché spendere la cifra, stimata intorno ai 40 milioni di euro, necessaria per l’intera operazione di carattere ambientale, ha ritenuto più opportuno destinare la stessa quantità di risorse per la realizzazione di investimenti produttivi, grazie alla creazione del Parco Sud.
Degno di nota è l’approccio che l’ente ha proposto: evitare consumo di suolo, rendere possibile il riuso dell’esistente, proporre una concreta integrazione paesaggistica, favorire l’autoproduzione energetica e l’autosostenibilità economica.

SOLAR WIND

Le 26 pale del sistema ibrido eolico–solare di Solar Wind, sfruttando le correnti d’aria presenti nel tratto della costa calabrese che si incanalano per sfociare verso il mare, riuscirebbero a produrre circa 36 milioni di kilowattora all’anno.
La strada che attraversa il ponte inoltre sarebbe rivestita con una superficie stradale detta “strada solare”, già in uso negli Stati Uniti, costituita da un fitto reticolo di celle solari rivestite da una forma trasparente ad alta resistenza, e che permetterà a questa superficie di produrre una ulteriore quantità di energia, pari a 11,2 milioni di Kilowattora.

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Nel complesso, la quantità di energia prodotta, pari a 40milioni di Kilowattora all’anno, potrebbe essere sufficiente per soddisfare il fabbisogno energetico di circa 15mila famiglie.
La strada, attrezzata anche con una corsia pedonale, permetterebbe ai guidatori di poter sostare, passeggiare, ammirare le viste panoramiche, visitare le serre solari ed acquistare i prodotti locali in un vero e proprio mercato dei prodotti tipici locali ultra freschi.
“L’idea alla base di Solar Wind”, spiegano i progettisti, “ è quella di sfruttare lo spazio esistente tra i piloni del viadotto per installare le turbine eoliche. Questo consente non solo di minimizzare l’impatto del sistema sul panorama, ma addirittura di valorizzare il profilo del viadotto”.
Molto meglio che abbattere i vecchi viadotti!

Ivana Fasciano

Ivana Fasciano Architetto e Designer

Inventiva a 360°, trova nell’architettura la valvola di sfogo per il suo estro creativo. Adora progettare ville immerse nel verde. L’arte, la musica ed i viaggi le danno la carica per imbattersi ogni giorno in una nuova avventura.

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