City Life: Hadid, Libeskind e Isozaki per un quartiere di lusso a emissioni zero

Siamo a Milano nel quartiere City Life, realizzato dal Gruppo Generali per riqualificare la zona della storica Fiera Campionaria, che si estende su una superficie di 336.000 mq.

L’intero progetto si compone di un grande parco, il terzo di Milano per dimensioni, un’area residenziale per circa 4500 residenti, tre torri a destinazione direzionale, commerciale e servizi, un asilo nido, percorsi pedonali e parcheggi sotterranei.

In quest’oasi green, l’archistar anglo-irachena Zaha Hadid presenta le sue sette palazzine residenziali, collaborando con Daniel Libeskind e Arata Isozaki per dare un nuovo volto al quartiere milanese.

BABY LIFE: UN ASILO PER L'AREA CITY LIFE DI MILANO

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IL PROGETTO DI CITY LIFE

Il suo progetto privilegia un andamento sinuoso delle facciate, realizzate al 60% con metodi parametrici e rivestite da candido alluminio e doghe in legno di cedro che, viste dall’alto, formano un cordone continuo ondulato attraversato diagonalmente da un viale pedonale.

L’altezza delle residenze varia dai cinque ai tredici piani, per un totale di 225 appartamenti, studiati con metrature differenti e dotati dei più moderni sistemi domotici, dal trilocale di 90 mq all’attico duplex extralusso e una palestra comune a disposizione dei condomini. 

Spiega l’architetto Maurizio Meossi dello Studio Hadid: ”La sfida è stata quella di dialogare con volumi diversi fra loro, che fossero però riconoscibili come un organismo unitario e coerente”.

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LA SOSTENIBILITÀ DI CITY LIFE

Le palazzine sono certificate in classe A, la loro forma a corte sfrutta il raffrescamento naturale delle aree verdi presenti, mentre fontane e specchi d’acqua favoriscono l’evaporazione, agendo come climatizzatore naturale.

Ampie vetrate sono poste sul lato sud-est, per sfruttare al meglio la radiazione solare durante l’inverno e un sistema di brise-soleil sulle terrazze evita il surriscaldamento delle facciate in estate.

Il riscaldamento e la climatizzazione degli appartamenti sono regolati da un impianto geotermico, associato a un sistema di teleriscaldamento; l’acqua utilizzata è recuperata per l’irrigazione delle aree verdi comuni e per gli scarichi dei servizi igienici.

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UNA TRIPLA PELLE

Particolari le facciate che utilizzano una “tripla pelle” ventilata, ad alta tecnologia e a elevata efficienza energetica. Come spiega l’ingegner Davide Mangini: "Per il rivestimento delle facciate non ci sono prodotti di serie ma singoli elementi su disegno, customizzati, per assecondare al meglio le specifiche richieste dello studio Hadid. Su più di due milioni di pezzi, il 60 per cento ha un codice singolo, caratterizzato da un’unicità produttiva. Il risultato è una facciata-puzzle che riveste come una pelle lo scheletro in calcestruzzo armato degli edifici. Uno schermo del tutto indipendente rispetto alla struttura interna che funziona come una sorta di sandwich tecnologico organizzato secondo tre diversi layers: il reticolo in alluminio estruso, connesso ai solai in calcestruzzo, che contiene vetri e serramenti; il sistema oscurante avvolgibile realizzato in doghe di alluminio; il rivestimento ventilato opaco caratterizzato da pannelli in alluminio verniciato bianco, alternati a pannelli in cedro canadese”.

Elena Bozzola

Elena Bozzola Architetto

Si è laureata quando la parola “sostenibile” la pronunciavano in pochi e lei si ostinava a spedire email sulla tutela ambientale a tutti i suoi amici. L’incontro con Architettura Ecosostenibile è stato un colpo di fulmine. Ama la fatica delle salite in montagna e una buona birra ghiacciata dopo la discesa.

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