Gli Urban Hubs e il loro ruolo nella città sostenibile

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Le stazioni intermodali sono un punto focale per i nuovi modelli di città sostenibile. La necessità di spostarsi velocemente in città sempre più grandi ha portato alla nascita di sistemi di trasporto integrati per garantire un servizio capillare su tutto territorio urbano ed extraurbano. Tuttavia dietro lo sviluppo di queste enormi strutture ruotano una serie di altri fattori che hanno trasformato l’idea di semplici Hubs di trasporto in veri epropri “Urban hubs” capaci di gestire e organizzare le complesse realtà urbane.

Una foresta tropicale in città: la stazione Atocha a Madrid

RAPPORTO TRA HUB E CITTÀ

Raggiungere tutte le parti della città utilizzando un trasporto collettivo a scapito di quello privato gioca senza dubbio un ruolo fondamentale anche per l’abbattimento delle emissioni dei gas serra, ma quali sono gli altri fattori importanti all’interno di una città sostenibile? E in quale modo questi poli ne favoriscono lo sviluppo sostenibile?

Fattori sociali, economici e ambientali

Il grande flusso di persone che attraversa l’interscambio genera un meccanismo di sviluppo per una serie di servizi (negozi, uffici, servizi pubblici, ecc.) che inevitabilmente gli danno un carattere attrattivo, favorendo la coesione sociale e lo sviluppo economico.
L’Urban hub funziona come una sorta di grande calamita che, capace di attrarre persone, incentiva l’utilizzo di quei trasporti che si ricollegano tutti al suo interno, liberando la città dai pesanti flussi di traffico e riducendo le emissioni. Il fenomeno che si genera da questi fattori è un circolo che non fa altro che accrescere il suo potere attrattivo in modo da garantirne sempre la vitalità.

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Progetto per la Stazione centrale di Bologna, MVRDV

I livelli dell’hub

Grazie alla capacità di condensare infrastrutture, servizi e spazi urbani al suo interno, l’interscambio permette di definire ed organizzare i rapporti fisici con la città. La struttura gerarchizzata si basa solitamente sulla divisione in livelli che consente una maggiore sinergia tra i diversi spazi, pur mantenendo la chiarezza dei singoli elementi. La verticalità all’interno dell’hub si trasforma poi in orizzontalità nei collegamenti col tessuto cittadino.

Lo sviluppo delle città ha portato alla nascita e alla crescita di queste strutture, non è difficile immaginare come esse possano diventare i protagonisti del futuro, e come il rapporto tra città e polo attrattivo si possa invertire trasformando l’hub nel motore responsabile della nascita e della crescita di un nuovo modello di città sostenibile.

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Los Angeles Union Station Master Plan, USA, UNStudio, 2012

Edificio, infrastruttura o sistema?

Sebbene gli elementi che compongono i nuovi magneti sociali siano chiari a tutti, i modi di interpretarli e mescolarli possono dare origine a forme diverse. Innanzitutto c’è da chiedersi che natura debba avere l’hub, se debba assomigliare ad un classico edificio, o assumere una forma propria che riesca ad esprimere e legare al meglio le diverse funzioni.

INTERPRETAZIONI DEI PROGETTISTI. DUE CASI STUDIO

Vediamo come i progettisti riescono differenti interpretazioni attraverso due casi studio.

Arnhem Central Station, Arnhem, Netherlands (UNStudio)

Lo spazio interno sembra assecondare in maniera equilibrata tutti i tipi di flussi che si mescolano nel polo intermodale; l’edificio che ne deriva è una forma relativamente semplice che non enfatizza il carattere infrastrutturale, ma che appare come una sorta di grande centro polifunzionale. Il traffico su rotaia non si mescola con le altre funzioni e rimane marginale rispetto all’edificio così come lo spazio dedicato agli autobus, questo permette ai singoli elementi di mantenere una loro identità riconoscibile a scapito forse del sistema globale che appare debole se si considera la struttura come un polo intermodale.

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Bijlmer Arena Station, Amsterdam, Netherlands (Grimshaw Architects)

La struttura prende forma dall’organizzazione dei binari, attorno alla quale ruotano la grande copertura e la pianta del livello zero, tanto da farla sembrare una semplice stazione ferroviaria.

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Le banchine rialzate al primo livello permettono il passaggio dei flussi senza creare un taglio netto a livello urbano, particolare al quale l’architetto ha prestato molta attenzione per inserire il progetto all’interno del tessuto preformato. Il complesso organizzato in livelli garantisce il minimo spostamento per passare da un sistema all’altro e permette un’integrazione piuttosto efficace riuscendo a far convergere tutto al suo interno.

Luca Carlin

Luca Carlin Architetto

Nasce a Belluno dove attualmente vive dopo l'esperienza universitaria a Venezia e un piccolo assaggio di vita tedesca. Abbandona temporaneamente il sassofono contralto e lo sport per aprirsi a nuove esperienze e allo studio del tedesco. Nel tempo libero si interessa al design e al bricolage. 

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