Produrre energia elettrica facendo spinning. Energia umana in palestra e a scuola

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La palestra è uno di quei luoghi del nostro tempo dove si fa visibile il consumo spropositato e a volte insensato di energia. Anche perché si tratta di un triplo consumo: energia elettrica per illuminare le sale e gli spogliatoi, energia meccanica prodotta dalle persone con gli attrezzi e dissipata, energia termica necessaria per riscaldare o raffreddare gli ambienti. Tra le tecnologie che riguardano la produzione di energia rinnovabile e completamentesenza emissioni di gas serra ce n’è una che utilizza un principio conosciuto da tempo: trasformare l’energia meccanica prodotta da una bicicletta in corrente elettrica. Quante persone sperimentano quotidianamente che dal movimento della propria bicicletta attraverso una dinamo si accende la lampadina che illumina la strada da percorrere? Da poco tempo si parla di trasformare la grande energia prodotta da chi si allena in palestra in elettricità, potenzialmente ci sarebbero diversi modi ma per ora il sistema più semplice è attraverso le cyclette presenti nelle palestre. Il vantaggio di questa generazione che trasforma l’energia meccanica è che non comporta:

  • l’utilizzo di spazi e strutture dedicate esclusivamente alla generazione elettrica,
  • tempo dedicato esclusivamente alla produzione energetica,
  • l’approvvigionamento continuo di combustibile o di materiali,
  • personale da pagare.

LE PROBLEMATICHE
Quale sono allora le problematiche che si riscontrano? Principalmente due:

– Innanzitutto il vuoto normativo che in Italia non menziona la fonte elettrica “da pedalata” nell’elenco delle fonti rinnovabili. Per questo motivo in Italia non si può al momento allacciare un simile impianto alla rete elettrica nazionale né tantomeno usufruire degli incentivi economici destinati a chi produce elettricità da sorgente pulita.

– In secondo luogo un ostacolo attuale è la quantità di energia producibile con questo sistema, e quindi si deve superare una barriera psicologica e culturale per la quale non ha senso innovare se non c’è un buon margine di guadagno economico.

Nonostante le difficoltà e gli ostacoli esistono oggi delle felici realizzazioni che sono dei progetti pilota per il nuovo settore dell’energia elettrica da fonte umana.

LA SCUOLA A PEDALI, SPERIMENTAZIONE ATTIVA A ROMA
Una delle sperimentazioni più riuscite è quella che fa capo all’architetto italiano Oscar Santilli che con il patrocinio della Provincia di Roma ha realizzato in una scuola romana un impianto di generazione elettrica da fonte umana studiando sia il concept che l’aspetto ingegneristico.

E’ stata realizzata in una sala della scuola un’installazione composta da 18 postazioni a propulsione umana tra spin–bikes, manovelle e rulli liberi in grado di produrre energia elettrica mediante delle dinamo, a queste dinamo sono collegati degli accumulatori di corrente elettrica. Gli studenti vengono motivati alla produzione con la registrazione su tessera elettronica personale dei watt orari prodotti e che rappresentano dei “crediti energetici” che possono spendere in diversi modi.

L’ideatore ci tiene a sottolineare le finalità educativa di questo intervento: stimolare la consapevolezza dei propri consumi nei giovani studenti che saranno i consumatori del futuro. Questo nobile intento permette agli allievi dell’Istituto tecnico industriale G.Vallauri di capire la tecnologia che utilizzano e di partecipare in prima persona alla produzione elettrica per la propria scuola. E’ una realizzazione che ha mosso l’interesse di vari media e che potrebbe essere replicata in altre scuole in futuro.

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“GREEN GYM” LA PALESTRA DI PORTLAND, NELL’OREGON
Si può produrre energia elettrica facendo spinning. La più riuscita delle installazioni di energia elettrica da fonte umana è il quella della palestra ”Green Gym” negli USA. In una palestra di Portland, città nello stato dell’Oregon è nata una palestra sostenibile nella quale viene stravolto il concetto stesso di fitness e di spazio per lo sport. Il proprietario della piccola palestra verde è Adam Boesel afferma che quasi tutti gli attrezzi presenti in una palestra hanno dei meccanismi da cui si può ottenere energia. La tecnologia in questione è stata messa a punto, i dispositivi composti da spinning bike + componente dinamo sono stati commercializzati negli USA, ed è finalizzata a rendere meno impattanti le palestre dal punto di vista ambientale. La sfida adesso per i produttori di questi dispositivi è riuscire a rendere il prezzo conveniente per i centri sportivi rispetto alle tradizionali bici da spinning, visto anche la non altissima quantità di energia che per il momento sono in grado di generare. Attualmente l’investimento monetario che una palestra deve sostenere per l’acquisto di una cyclette che produca corrente si aggira intorno ai 300 dollari.

Tuttavia l’idea assume una certa consistenza già solo pensando a uno dei riti più comuni di una qualsiasi palestra: la lezione di gruppo nella quale decine di persone usano le biciclette con grande intensità, ecco in quel momento a dire dei fautori della green gym si può coprire il fabbisogno di una piccola palestra escluso l’impianto termico.

Le immagini sono gentilmente fornite dal sito Scuole a Pedali











Stefano Liberati

Stefano Liberati Architetto

Nasce a Roma dove vive da sempre. Ricorda gli anni universitari come i più stimolanti della propria vita. Crede che viaggiare sia estremamente importante per diventare un buon architetto. Ascolta musica mentre progetta al computer e trascorre il tempo libero con le persone che ama. Sposato da poco è in attesa che la famiglia si “allarghi”.

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