Mobilità sostenibile in Italia: Parma al primo posto. Seguono Milano e Venezia

La mobilità sosenibile in Italia nel rapporto di Euromobility

Il dodicesimo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile in Italia ha analizzato le principali 50 città italiane. Roma al ventitreesimo posto. Tra le città del sud, l’unica nella “top ten” è Cagliari, al settimo posto. Ultima Catanzaro, seguita da Potenza e Campobasso.

La classifica delle città secondo criteri di mobilità sostenibile, è contenuta nel rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città“, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

La mobilità sostenibile in 50 città d'Italia

Parma si riconferma anche quest’anno regina della mobilità sostenibile. Guidata da un mobility manager apposito, è una città con una ricca dotazione di servizi di sharing mobility, trasporto pubblico efficiente e veicoli a basso impatto ambientale.

Al secondo e terzo posto troviamo rispettivamente Milano e Venezia. Poi Brescia, Padova, Torino, Cagliari, Bologna, Verona e Modena a chiudere la “top ten” delle migliori 10 classificate. In fondo troviamo una buona rappresentanza del sud: Catanzaro, Potenza, Campobasso.

La classifica di Euromobility delle 50 città e la mobilità in Italia

Dal rapporto emerge che nel 2017 le condizioni generali della qualità dell’aria nelle grandi città sia peggiorata rispetto al 2016. Oltre a Torino si aggiunge infatti Padova, città che superano i valori medi annuali di concentrazione di PM10 nell’aria. Limite stabilito a 40 microgrammi/metro cubo dal Decreto Legislativo 155 del 2010.

Mobilità sostenibile e qualità dell'aria per concentrazione di PM10

Per quanto riguarda i giorni di superamento dei limiti del PM10 abbiamo anche qui un peggioramento: da 27 sono ora 30 le città fuorilegge. Torino anche qui vince su tutte con ben 112 giorni l’anno.

Come ci spostiamo in Italia

L’Italia si allontana sempre di più dalla media europea di 49,8. Continua a crescere, infatti, il tasso di motorizzazione (+0,8 %) raggiungendo la media di 59,3 vetture ogni 100 abitanti.

Da segnalare il trend positivo che vede la crescita dei veicoli a basso impatto (gpl, metano, ibride, elettriche), che passa del 9,2 al 9,5% del parco auto nazionale. I veicoli ibridi/elettrici aumentano del 45%, ma restano ancora molto marginali.

L’indagine rivela come il car sharing tradizionale (prelievo e riconsegna in parcheggi ben definiti) sia ormai superato. I dati dimostrano che il servizio di Free Floating (a flusso libero, dove cioè il prelievo e la riconsegna del mezzo può avvenire in qualunque punto della città) sia in netta espansione (+18%).

Il bike sharing convenzionale nel 2017 è in aumento (+4%). Presente in 21 delle 50 città, 3 in più (Salerno, Cagliari e Sassari) rispetto al 2016. In testa sempre Milano con 4650 bici, poi Torino (1300) e Brescia (390).

Novità importante del 2017 è l’arrivo in Italia del servizio di bike a “flusso libero”, con lo stesso funzionamento della controparte a quattroruote. Sono 4 gli operatori che hanno portato il servizio in Italia: gobee.bike, Mobike, oBike e Ofo. Ma il servizio è connotato da carattere di incostanza e problematiche tanto che una delle aziende ha già abbandonato il Paese (gobee.bike) e le altre non se la passano troppo bene. Notizia di queste ore è che Obike lascerà la città di Roma a causa, pare, di eccessi di vandalismi alle sue bici.

Mobilità sostenibile: il ruolo del mobility manager

Le città dotate della figura del mobility manager risultano avere un’organizzazione della mobilità più sostenibile. Non è un caso. Esso infatti ha il compito di pianificare in modo da ottimizzare gli spostamenti all’interno dell’area urbana, favorendo quelle attività meno sostenibili da un punto di vista economico, sociale, ambientale. Riducendo l’uso dell’auto.

In alcuni casi è presente un coordinamento provinciale, in altri comunali, oppure entrambi. Solo 10 città su 50 non possiedono questa figura. Ma, grazie ai finanziamenti messi in campo dal Ministero dell’Ambiente, si prevede che nei prossimi mesi tutte le città si doteranno di questa importante figura.

La mobilità sostenibile e la figura del mobility manager

I Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile viaggiano ormai a pieno regime. Sono soltanto 13 le città che non l’hanno ancora adottato (erano 25). Presto però, tutte dovranno averlo. Così prevedono infatti le Linee Guida nazionali sui PUMS approvate solo lo scorso anno (4 Agosto 2017).

Lorenzo Bertuccio, Presidente di Euromobility , osserva: “Questo dodicesimo Rapporto conferma ancora una volta che occorrono misure ben più coraggiose e strutturali di quelle fin qui messe in campo dal governo e dai nostri amministratori. La qualità dell’aria non accenna a  migliorare e, come se non bastasse, non diminuisce neppure il numero di morti sulle strade delle nostre città. E nonostante la mobilità condivisa, grazie anche all’affermarsi delle tecnologie, mostri segnali incoraggianti, seppure con qualche distinguo, continua a crescere il numero di automobili in circolazione e ci allontaniamo sempre di più dall’Europa”.

Emanuele Meloni

Emanuele Meloni Architetto

Architetto per caso, creativo per vocazione. Sogna una dimora autocostruibita, ecologica, a basso impatto ambientale, fatta di materiali naturali. Prodotta dalla natura, per tutti. Ama la montagna ed il trekking. Pioniere del muoversi in bicicletta nel traffico romano, considerato pazzo, o eroe.

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