Green Deal: il modello britannico per ristrutturare gli edifici senza alcuna spesa

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Con il programma Green Deal Energy Saving for home or business, da un anno, in Gran Bretagna si ristrutturano gli edifici senza spendere. Il Governo britannico rende così l’efficienza energetica disponibile a tutti, affinché il conseguente miglioramento –in termini di comfort indoor– dell’edificio energeticamente riqualificato, non sia più solo appannaggio dei ricchi ma anche dei meno abbienti, che purtroppo sono la maggioranza della popolazionein tutti i Paesi! Vi proponiamo un’analisi di questa strategia vincente affinché possa essere d’esempio per stimolare la ripresa economica in Italia secondo un modello più equo.

Una rete di imprese per la riqualificazione energetica degli edifici

CHE COS’È IL GREEN DEAL PER IL RISPARMIO ENERGETICO

In Gran Bretagna, con l’avallo della UE, si ristrutturano gli edifici per renderli più efficienti dal punto di vista energetico senza far pagare il conto agli utenti finali. A gennaio del 2013 il Governo britannico avviò il Green Deal (l’accordo verde, n.d.t.), ovvero un nuovo strumento che consente, sia ai cittadini che alle imprese, di eseguire lavori di efficientamento energetico ripagando –negli anni successivi– le spese sostenute solo con i risparmi ottenuti in bolletta.

Si tratta di una misura politica altamente innovativa, con un importante aumento dell’efficienza energetica, riduzione delle emissioni inquinanti e occupazione oltre 60.000 nuovi posti di lavoro entro il 2015. L’iniziativa è stata ideata per raggiungere gli ambiziosi traguardi fissati dall’ultima direttiva UE sulla riduzione delle emissioni grazie a 700 milioni di euro erogati da Bruxelles.

COME FUNZIONA L’ACCORDO VERDE?

Con il Green Deal le multiutility si fanno carico degli interventi di efficienza energetica degli edifici britannici (isolamento pareti, tetto e pavimenti, riqualificazione dell’impianto di riscaldamento, riduzione degli spifferi e dei serramenti, tecnologie per le energie rinnovabili, etc.) recuperando i costi sul risparmio energetico prodotto dalle abitazioni servite.

Gli utenti non pagano nessun centesimo per i lavori, però si impegnano a pagare una bolletta fissa nei 10 – 25 anni successivi all’intervento di riqualificazione, a seconda della sua entità
. Dato che il contratto è legato all’immobile, qualora la casa venisse venduta o affittata la bolletta verrebbe ereditata dai nuovi proprietari, o inquilini.

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Un esempio: se per una data abitazione si paga una bolletta di 1.500 Sterline, con il Green Deal si potrebbe ottenere un intervento di efficienza energetica di 10.000 Sterline, pagabile con una quota pari a 500 Sterline all’anno e per vent’anni con la bolletta, la quale resterà sempre al di sotto delle 1500 sterline iniziali. Per l’utente in termini di costo di bolletta non cambierebbe nulla per 20 anni ma migliorerebbe il comfort indoor, ovvero ridurrebbe il rischio di ammalarsi e in definitiva guadagnare in benessere diffuso.

GLI STAKEHOLDER DEL GREEN DEAL

  • Inquilini
  • Fornitori di prodotti e servizi
  • Valutatori tecnici e finanziari degli investimenti
  • Installatori
  • Proprietari di residenze
  • Proprietari di uffici
  • Investitori privati (Private equity e Banche)
  • Investitori pubblici (Regno Unito)

GLI OBIETTIVI DI RISPARMIO

Gli interventi previsti grazie al Green Deal ridurranno i consumi energetici di oltre 680.000 abitazioni, come stimato dal Dipartimento dell’Energia e del Cambiamento Climatico (DECC britannico) generando 14 miliardi di sterline di investimenti solo per l’ambito residenziale e creando più di 60.000 nuovi posti di lavoro entro il 2015.

Il Green Deal consente ai consumatori e alle imprese del Regno Unito di migliorare l’efficienza energetica dei loro edifici senza investimenti iniziali ingenti. Questo è un altro esempio di come la nostra politica di controllo degli aiuti di Stato potrebbe facilmente sostenere gli investimenti privati nel risparmio energetico e, allo stesso tempo, aumentare la concorrenza dei beni immobiliari.

PROCEDURA D’ACCESSO AI BENEFICI

L’accesso al Green Deal implica un processo in 3 fasi:

  1. Una diagnosi energetica indipendente dell’abitazione, indispensabile per fornire chiari consigli sulle migliori opzioni di efficienza energetica;
  2. Il finanziamento da parte di una serie di provider previamente accreditati, i quali saranno ripagati attraverso risparmi sulle bollette energetiche in un tempo predeterminato;
  3. Le abitazioni e le aziende stipulano il proprio contratto di efficienza energetica. Soltanto misure accreditate possono essere installate e solo da installatori debitamente qualificati, supervisionati dal Governo britannico, a garanzia della qualità e del risparmio economico ottenibile per i consumatori.

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GARANZIE PER I CONSUMATORI

Oltre le garanzie chiare e certificate la fiducia è un altro fattore importante del Green Deal che, attraverso accreditamenti, marchi di qualità e polizze assicurative, tutela i consumatori contro l’inefficacia dei lavori di riqualificazione realizzati nei loro immobili. In particolare, i clienti ricevono consigli sull’efficientamento energetico, e sottoscrivono regole che impediscono le pratiche di vendita ingannevoli o sleali. Per rappresentare tutto ciò è stato creato un apposito marchio di qualità, il “Green Deal”.

UN CONSORZIO DI SPONSOR DIETRO AL GREEN DEAL

Per finanziare il programma è stato creato anche un consorzio pubblico–privato di Esco, utility e istituti bancari tra cui citiamo la Green Investent Bank, British Gas, Carillion, E.ON, EDF Energy, HSBC, Insta Group, Kingfisher, Linklaters, Lloyds Bank, Mark Group, PwC, RBC Capital Markets eSSE.

VANTAGGI DEL MODELLO BRITANNICO RISPETTO A QUELLO ITALIANO

L’iniziativa inglese è una sorta di rivoluzione per l’edilizia sostenibile, in quanto gli interventi per l’efficienza energetica non vengono pagati direttamente dai cittadini ma verranno anticipati da un consorzio tra pubblici e privati, mentre il cittadino potrà comodamente pagare (anche se con un tasso d’interesse, d’altro canto le banche non brillano per opere di beneficienza) tramite la bolletta energetica, dunque non con moneta contante e sonante, bensì con i risparmi energetici, monetizzati nel tempo.

L’innovazione rispetto al modello italiano sta anche nel target del finanziamento, il quale è legato all’edificio e non alle persone, vuoi proprietari o vuoi inquilini. Ciò vale a dire che in caso di cambio di abitazione per forza maggiore, il pagamento passa automaticamente sulla bolletta dei nuovi inquilini oppure del proprietario dell’immobile.

In ultima analisi, ci rincresce ammettere che a prendere per primo iniziative di tipo popolare sia stato un governo “monarchico” e non di uno “repubblicano” con un occhio di riguardo all’ambiente.
Inoltre, con il Green Deal le società fornitrici saranno obbligate ad agevolare sia le famiglie a basso reddito e sia gli utilizzatori di abitazioni più difficili e costose da riqualificare.

Una rivoluzione, appunto, rispetto al modello italiano che prevede, con il nuovo decreto “Del Fare” approvato a ottobre i seguenti sgravi fiscali fino al 31 dicembre del 2014: del 65% per gli interventi di efficienza energetica e del 50% per le ristrutturazioni edilizie semplici.
In Italia il target privilegiato è il proprietario dell’edificio
ed inoltre solo nel caso in cui faccia la dichiarazione dei redditi, l’inquilino benché possa fare qualche intervento non è incoraggiato in quanto la durata dei contratti d’affitto e l’insicurezza del rinnovo dello stesso avviene in un periodo inferiore a quello necessario per ammortizzare l’intervento di riqualificazione energetica del sistema edificio–impianto.

Per concludere diremmo che in Italia si è piuttosto mirato a premiare chi dichiara rispetto a chi evade le tasse con un rigido e farraginoso sistema di rendicontazione, che se non seguito da un consulente specializzato rischia di non consentire al cliente di accedere agli sgravi previsti.

Giovanna Barbaro

Giovanna Barbaro Architetto e Tecnologo

Deve il suo carattere cosmopolita a Venezia, dove si laureò in architettura (IUAV). Dal 2008 europrogettista nei settori green economy e clean tech. Nel 2017 ha realizzato uno dei suoi più importanti sogni: fondare Mobility-acess-pass (MAP), un'associazione no profit per la certificazione dei luoghi pubblici per le persone con disabilità motorie. Tra i suoi hobby preferiti: la fotografia e la scrittura

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