Animazioni virtuali su architetture reali: il 3d Architectural mapping

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Si immagini la facciata di un palazzetto di periferia, una vecchia fabbrica in disuso e perfino il campanile della piazza. Su di esse, proiettate, gigantesche immagini tridimensionali, effetti di colore, crolli, spostamenti in 3d, sagome in movimento... Lo skyline urbano si anima, rivelando elementi surreali con effetti cinematografici sorprendenti offrendo in tempo reale uno spettacolo esaltato e sottolineato da musica sincronizzata.Si parla di digital mapping che, in ambito architettonico, merita ulteriori definizioni: 3d architectural mapping, facade projection, videoprojection mapping, architectural Vj set …
In sintesi, si tratta di proiezioni su superfici bidimensionali con una precisa sincronia tra le stesse e la musica. In pratica, si realizza con la mappatura di un ambiente in 3d e con la creazione di un video da proiettare sui volumi esistenti e per un pubblico ampio.

Augumented reality in architettura: da Vasari al video mapping

L’INGANNO CONSAPEVOLE

La rappresentazione della terza dimensione su superfici bidimensionali è una sfida irrinunciabile per artisti di varie epoche e, nel contempo, inganno e illusione per gli spettatori ignari ma esigenti. Le prospettive murali cinquecentesche, gli scorci prospettici, il quadraturismo e il trompe l’oeil riescono, tutt’oggi, ad impressionare l’osservatore, oltrepassando e squartando lo spazio reale. Tali illusione pittoriche, proprio come il videomapping, sono state applicate con un effetto amplificato sull’architettura reale, soprattutto nel periodo barocco.

Durante le videoproiezioni, le immagini sono bidimensionali ma sono percepite come 3d. La definizione Augmented reality è, perciò calzante, poiché si tratta di percezioni visive alterate e aumentate a beneficio dello stupore dell’osservatore. La musica e gli effetti luminosi accrescono l’emozione, la suspense e l’effetto sorpresa.

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ARCHITETTURA LIQUIDA

L’architettura diventa liquida, le linee di costruzione, le arcate e le finestre si distorcono mostrando mondi paralleli e visionari con cambi di scala, prospettive e scenari. La facciata di cemento a vista può diventare un muro medioevale in pietra, illuminato da fiaccole o capanna africana rivelata, pian piano, dalle lucciole. In un immaginario viaggio nel tempo, la stessa può trasformarsi in un ristorantino francese e, dopo pochi minuti, in una stazione metro con passeggeri e neon che si fulminano (Nuformer, California).

Interi palazzi possono diventare enormi scatole con cassetti in cui cadono biglie colorate, disgregati tragicamente in pezzi di puzzle, schegge di vetro verso lo spettatore, pesci che si infilano lentamente in anfratti neri (le reali ed arcate). Si rimane a bocca aperta ed occhi sgranati se, l’antistante palazzo da robot diventa cubo di Rubik, Transformer ed, infine, castello di ghiaccio (Kulturbrauerei, Berlino).

VIDEO MAPPING PER EMOZIONARE

Le architetture, nell’oscurità della notte e per una manciata di minuti, diventano sfondo attivo di installazioni fantasiose, mostrando, seppur virtualmente, una nuova estetica.
Videomapping, effetti digitali e simulazioni virtuali nascono dalle tecnologie militari, di cui – si sa! – è dato conoscere e usufruirne con ritardi decennali. La potenza e la potenzialità di tali strumenti nelle mani dei video designer sono, dunque, assai ridotte rispetto alle conoscenze reali (cosa potremmo ancora aspettarci?). La tecnica permette e permetterà qualsiasi cosa. Il valore aggiunto di tali videoinstallazioni, come per qualsiasi forma artistica, non è la tecnica. E’ l’idea, la storia o valenza che si vuol comunicare. Partendo dal presupposto che non deve essere semplicemente uno sfoggio di virtuosismi tecnici, può essere uno strumento potentissimo per installazioni urbane, rivisitazioni e rappresentazioni artistiche. La comunicazione senza contenuto difficilmente porta benefici per un pubblico onnivoro e incolto. Come vettore di contaminazioni, messaggi e interpretazioni non convenzionali, può produrre benefici per un pubblico eclettico e reattivo.

Alcuni artisti hanno intrapreso e sperimentato, perciò, un approccio lontano dall’abilità tecnica ed dagli effetti sensazionali. Philipp Geist realizza e proietta video da lui prodotti, ingrandendo, sfocando e sovrapponendo immagini di oggetti comuni (foglie, capelli, tendaggi …). Studio Azzurro ha realizzato mapping su vari palazzi storici in piazza Scala a Milano (‘Risveglio allegoria di figure e musica’, 2011) in cui personaggi pittorici fluttuano e, uscendo dai quadri, invitano gli spettatori al museo (in concomitanza con l’inaugurazione del Polo museale ‘Gallerie d’Italia).

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ARTE PUBBLICA O PUBBLICITA’ DI MASSA?

Se le illusioni pittoriche cinquecentesche e barocche erano destinate ai ceti nobili e famiglie ricche, rinchiuse nelle enormi stanze private o musei, il 3d architectural mapping rappresenta la nuova frontiera di arte pubblica digitale destinata alla massa. In connubio con il light design, video art, animazione 3d, sound design e teatro, rappresenta, per aziende desiderose di nuovi clienti inconsapevoli e impressionabili, una grandissima forma di pubblicità. Per tale motivo, i grandi marchi internazionali – con budget da capogiro– hanno utilizzato tali tecniche per il lancio di prodotti o nuovi sedi (H&M e Samsung ad Amsterdam, HP ePrint & TRON, Ralph Lauren a Londra, BMW a Singapore, Sensodyne a Istanbul…).

Diffondendosi in tutto il mondo come la più vivace e applaudita forma d’intrattenimento e comunicazione è ampiamente utilizzata da artisti indipendenti (Videosculture di Tony Oursler), eventi musicali, notti bianche anche in ambito pubblico (Antivj a Bruxelles, 30 installazioni per la notte bianca a Lione).

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ARCHITETTURA PERFORMATIVA PER PAESAGGI IMMAGINARI

Il mondo virtuale e immaginario incontra lo spazio urbano e le architetture reali. Oltrepassando i limiti dello schermo, l’installazione diventa un’esperienza collettiva e sensoriale, che coinvolge attivamente il paesaggio urbano (non è uno schermo piatto). La partecipazione e l’interazione dello spettatore (Projection on Buildings dei Nuform, Polygon Playground) estendono il concetto di architettura classica – con le annesse configurazioni topografiche, spaziali e progettuali – in particolar modo della sua fruizione e con la sperimentazione e contaminazione con altri ambiti.

Polygon Playground

AMBITI DI APPLICAZIONE DEL VIDEO MAPPING

Nel 3d architectural mapping il video e le immagini in movimento sono sagomate appositamente per uno sfondo architettonico. La mappatura può, però, essere realizzata per qualsiasi oggetto, dagli interni ad oggetti più piccoli (la differenza degli altre animazioni digitali è che avviene tutto in tempo reale). Quindi tali tecnologie sono utilizzate per l’interior design, gli showroom, le rappresentazioni teatrali, i concerti e il live painting. Inoltre sono una forma espressiva accessibile a tutti grazie la diffusione e disponibilità di nuovi software (molti dei quali open source) e hardware.

TECNOLOGIE E SOFTWARE UTILIZZATI

Architetti – le cui opere spesso rimangono racchiuse nel mondo virtuale 3d senza pubblico – programmatori, disegnatori, artisti, game designer, attori e musicisti si interfacciano per tali installazioni. Sono utilizzati software per la composizione 2d (molto dettagliata), modellazione e animazione 3d. Per lo sviluppo di applicazioni visuali e interazione suono/ambiente sono utilizzati: vvv (V4 o V four), Processing (open source), KPT (free), Isadora, Adobe Flash, Cinema 4D, MAX/MSP, Pure data (open source), Jitter, OpenFrameworks (open source). Per la modellazione 3d: 3D Studio Max, Blender (Open source).

Elisa Stellacci

Elisa Stellacci Architetto

Di origine barese e studi ferraresi, si occupa di architettura e grafica a Berlino. Lavora in uno studio di paesaggio, adora le ombre, concertini indie-rock e illustrazioni per bimbi. Volubile e curiosa, si perde nei dettagli e divide non equamente il tempo tra lavoro, amici e passioni.

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