Il restauro del Museo della Marina Antica di Magonza

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La sala principale del Museo della Marina Antica di Magonza in Germania, è stata restaurata dall’architetto Ralph Schulte che ha scelto di conservare le stratificazioni migliorandone la performance energetica. La sala, costruita alla fine del XIX secolo, ha subito delle trasformazioni strutturali e di destinazioni d’uso. Oggi è adibita all’esposizione delle flotte navali di epoca romana e consente all’intero museo di essere energeticamente autosufficiente. Gli accorgimenti tecnologico prevedono, tra l’altro, l’installazione di un tetto giardino e di vetri per il controllo della luce e la produzione di energia elettrica.

IL MUSEO E LA SALA PRINCIPALE

Il Museo della Marina Antica di Magonza conserva un gran numero di reperti navali che risalgono al III e IV sec. d.C. Nel 1980 sono state ritrovate nella città, durante degli scavi, cinque navi della flotta romana che oggi occupano la grande sala espositiva.

La sala, costruita nel 1870 come officina per le riparazioni delle locomotive, è stata inglobata all’interno del museo dopo essere stata adibita dal 1929 al 1989 come spazio per il mercato.

Circa 20 anni fa in un primo restauro, i mattoni che ricoprivano il tetto vennero rimossi e sostituiti con un lucernario vetrato. La copertura in vetro si comportava come una serra, abbagliando i visitatori e riscaldando eccessivamente il salone. Poiché la luce non era filtrata, il materiale organico degli elementi esposti si deteriorava sensibilmente. Da qui la necessità di un nuovo intervento.

IL RESTAURO

Durante il restauro del Museo della Marina Antica di Magonza l’architetto Ralph Schulte ha deciso di conservare gli interventi precedenti ma di migliorare le prestazioni energetiche della sala inserendo in copertura un tetto giardino e sostituendo le parti vetrate con 1.100 mq vetri antiriflesso che consentono di generare ombra e energia elettrica. La sala conserva la sua struttura originaria fatta di travi in acciaio verniciate e i lucernai vetrati che riducono la luce naturale in ingresso lasciando inalterata la percezione dell’esterno.

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

Scopo principale del progetto era quello di rendere il museo autosufficiente, conservare la struttura esistente e ottenere un esposizione ottimale degli oggetti. Tutto questo è stato possibile grazie ad uno studio della luce e all’applicazione di vetri speciali e mobili, che favoriscono la ventilazione naturale.

Francesca Parisi

Francesca Parisi Architetto

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