• scritto da Chiara Barbieri
  • categoria Progetti

Pensare ecologico, per riqualificare la periferia: il progetto Cogito, Eco Sum!

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Cogito, Eco Sum! è un concept di edificio a funzione mista residenziale–commerciale all’interno di un’area industriale parzialmente dismessa ed altamente degradata nel territorio di Arzano (NA). Il progetto è stato il primo lavoro del giovane team italiano [ia]2 ed è un esempio diapproccio progettuale basato sull’integrazione sistematica già in fase preliminare tra architettura, urbanistica, struttura, impianti e bioclimatica, in modo da ottenere un risultato globalmente sostenibile. Il progetto è stato premiato dall’ACEN nel concorso “I’m a City Changer” (2° posto), esposto al VI World Urban Forum di Napoli, al PugliArch 2012 di Bari ed ha ricevuto la menzione d’onore del Premio Sirica 2012 dal CNAPP.

L’edificio prospetta su una nuova piazza che gli autori hanno voluto per restituire alla millenaria e abbandonata chiesa medioevale di Santa Maria della Squillace (per la quale è stato redatto anche un progetto di restauro) il ruolo di luogo urbano, fondendosi con essa attraverso il piano terreno porticato. Il livello 0 è costituito da tre volumi vetrati ospitanti funzioni che fanno urbanità: un bar, una bottega ed una libreria. Con la sua forma allungata il progetto si compone di due corpi leggermente ruotati l’uno rispetto all’altro ma tenuti insieme dalla scala che, posta in posizione centrale, ne costituisce il perno.

Il complesso è concepito come una grande scaffalatura in cui gli alloggi sono inseriti come scatole in una libreria, sfalsati l’uno rispetto all’altro. In questo gioco di “shifting” gli alloggi si ombreggiano a vicenda, definendo un prospetto dinamico.
Altro elemento caratterizzante è la presenza, al di sopra della copertura, di grandi pannelli ibridi fotovoltaici/termici che risultano integrati architettonicamente nell’edificio e che fungono da elementi di ombreggiamento per il tetto giardino.
Il volume poggia su una piastra in cls alleggerito da casseri a perdere in propilene riciclato (sistema u–boot) ed isolata sismicamente attraverso appoggi elastomerici che smorzano gli effetti del sisma e riducono le forze orizzontali sulla sovrastruttura. La struttura in elevato è realizzata con snelle sezioni miste in acciaio–calcestruzzo. L’impianto strutturale risulta modulare, altamente flessibile ed adattabile a futuri cambi e ristrutturazioni. L’utilizzo degli isolatori ha permesso di ridurre notevolmente le sezioni strutturali, determinando un consistente risparmio di materiale che ne ha compensato il costo.

Ulteriore aspetto che incide sulla sostenibilità dell’intervento è la scelta dei materiali che è stata effettuata valutandone l’impatto ambientale (procedura LCA). In questo modo sono state selezionate tecnologie e materiali quali solai in cemento armato con elementi a perdere in legno, isolanti in fibra di cellulosa prodotti da carta riciclata, materiali fotocatalitici o a basso impatto ambientale.

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Anche l’impianto di climatizzazione è innovativo e progettato con cura. Il cuore del sistema è costituito da una pompa di calore dual source a scambio acqua–acqua, assistita da energia solare e geotermica ed alimentata dal fotovoltaico, usata per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria.
L’energia solare è captata dai grandi pannelli in copertura mentre quella geotermica da serpentine scambiatrici annegate nelle strutture in cemento armato della fondazione. Questo sistema ha permesso di evitare le costose ed impattanti sonde geotermiche tradizionali, limitando anche il fenomeno del decadimento delle temperature del terreno nel lungo periodo. Il sistema impiantistico è completato da un impianto a soffitto radiante e da un sistema ibrido di ventilazione naturale/meccanica controllata, con recuperatore di calore termodinamico.

L’orientamento ottimale delle superfici vetrate, lo studio dei sistemi di ombreggiamento passivi e attivi per il controllo della radiazione solare, lo studio dei venti dominanti invernali ed estivi e la progettazione dell’involucro caratterizzato da un’elevata inerzia termica, capacità isolante e utilizzo di materiali a basso impatto ambientale hanno permesso la diminuzione dei consumi energetici ed una sostenibilità globale del progetto che raggiunge lo standard NZEB. Tre ulteriori aspetti che hanno caratterizzato il progetto bioclimatico sono la tutela della risorsa idropotabile, comfort visivo con illuminazione naturale e l’utilizzo di giardini indoor per la mitigazione microclimatica, il miglioramento delle qualità dell’aria e la sensibilizzazione alle tematiche ambientali degli utenti.







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