Ripartire da Collemaggio. Il recupero della storica basilica de L’Aquila

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La basilica di Collemaggio, uno dei monumenti più conosciuti di L’Aquila, è stata fortemente danneggiata dal sisma del 2009. Con il crollo di parte della basilica si è perso non soltanto un luogo di ritrovo e di culto ma uno dei simboli principali della città. “Ripartire da Collemaggio” è un programma di restauro della basilica, per restituirla alla città di L’Aquila. Il progetto è frutto della collaborazione del Comune, dell’Arcidiocesi, dell’Università, della Soprintendenza e di Eni, mediante un accordo di sponsorizzazione tecnica.

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CENNI STORICI

La costruzione della basilica di Collemaggio fu avviata tra il 1275 e il 1287 per volere di Pietro Angelerio, che divenne poi papa nel 1294 con il nome di Celestino V. La consacrazione della basilica avvenne il 25 Agosto del 1288.

L’attuale basilica è però differente dall’originale voluta da papa Celestino, in quanto ha subìto modifiche nel corso dei secoli, in particolare a seguito di importanti eventi sismici che hanno segnato il territorio. Solo dopo il 1424 infatti si ebbe il completamento dell’attuale prospetto bicromo.

Nei secoli seguenti venne realizzato il mausoleo di Celestino V e venne riconfigurato l’interno della basilica. Nel 1703 la basilica, a seguito di un forte terremoto, vide crollare gran parte del transetto e della zona absidale.

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Dopo importanti interventi di ricostruzione, il secolo XX si apre con un nuovo forte sisma che causa il crollo della cupola, ricostruita poi dal Genio Civile tra il 1960 e il 1962 con una struttura in cemento armato.
L’attuale basilica è quindi frutto evidente di molti interventi e rimaneggiamenti che si sono susseguiti fino ai nostri giorni per più di 700 anni.

LE INDAGINI PRELIMINARI

Per dare inizio ai lavori di restauro e ricostruzione della basilica de L’Aquila si è innanzitutto provveduto a definire un quadro conoscitivo il più preciso e dettagliato possibile.
Sono stati quindi effettuati:

  • Approfondimenti geognostici per la definizione di una micro zonazione sismica;
  • Indagini strutturali per definire al meglio il comportamento dell’edificio, soprattutto in condizioni dinamiche;
  • Raccolte di conoscenze storiche ed artistiche;
  • Rilievi tridimensionali con tecnologia BIM.

Direttamene sulla struttura della basilica sono state poi eseguite indagini indirette non distruttive come termografie, georadar e indagini soniche.
Sono state compiute anche indagini parzialmente distruttive come carotaggi endoscopi e piccoli scassi per conoscere al meglio i materiali e il comportamento strutturale dell’edificio.

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Per valutare poi il comportamento in condizioni dinamiche della struttura si è passati a prove con i martinetti doppi, per la caratterizzazione meccanica dei materiali, e a registrazioni accelerometriche ottenute sia da sollecitazioni ambientali che indotte.

Tutto ciò è stato eseguito per ottenere la maggior quantità di conoscenze possibile, il più possibile precise, sulla basilica.

IL PROGETTO DI RESTAURO

Il progetto, come detto, è portato avanti in primo luogo da Eni e dalla Soprintendenza dell’Aquila.
Nel documento preliminare alla progettazione sono stati specificati i criteri di “minimo intervento” e di “non invasività” dei lavori che andranno svolti sulla basilica.

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Gli obiettivi del progetto sono la ricostruzione e il miglioramento sismico per portare la struttura ad adeguati livelli di sicurezza.
Il tutto è inserito in un più ampio progetto di conservazione del monumento.

La pianificazione attuale prevede il completamento dei lavori entro il dicembre 2016, con un investimento complessivo di circa 14 milioni di euro
.
Entro questa data quindi è previsto che la basilica di Collemaggio, con il suo carico di storia, fede e tradizioni, venga restituita alla città di L’Aquila.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.

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