Calijus: la startup di Marco Calignano per quartieri ecosostenibili

La startup Calijus di Marco Calignano per quartieri ecosostenibili.

Marco Calignano è il fondatore di Calijus, la startup che vuole realizzare interi quartieri ecosostenibili ad alta efficienza energetica per combattere i cambiamenti climatici con il Made in Italy.

Marco Calignano si definisce audace, motivato e appassionato. La sua personalità, decisa e intraprendente, tracima fin alle prime risposte a questa intervista che ci porta a conoscere un ragazzo creativo, attento ai dettagli e focalizzato che, non senza molte difficoltà iniziali, sta costruendo con la startup Calijus un business di successo nel settore immobiliare green, investendo nel sogno di ogni architetto: costruire comunità ecologiche in quartieri ecosostenibili costituiti da passive house.

Proviamo a conoscerci meglio. Raccontaci chi sei, da dove sei partito e come sei approdato a questo progetto che vuole rivoluzionare il concetto di città e sostenibilità.

La cosa buffa è che fino a un anno fa, per raggiungere questi obiettivi ho dormito solo 4 ore per notte in 2 anni, svegliandomi spesso alle 4 del mattino, perché per 8 ore al giorno lavoravo in una clinica di fisioterapia in Svizzera per aiutarmi a sostenere tutte le spese funzionali a preparare la ribalta nel business, che date le grande ambizioni, sono state altissime, tra viaggi d’affari in Italia, Svizzera e nei Balcani, investimenti vari e corsi di formazione. Quindi mi svegliavo alle 4, lavoravo al computer, andavo in clinica alle 8, tornavo da lavoro e mi rimettevo al computer. Ogni weekend viaggiavo e mi concentravo sugli affari immobiliari, non ero mai in giro in vacanza, nonostante viaggi costanti. A Losanna e Ginevra, ho avuto un’intensa esperienza in International Business and Finance Operations, avendo la fortuna stringere rapporti strettissimi con dei veterani del settore. Rinviando i piaceri, mi sono costruito le opportunità attuali, in totale riservatezza e silenzio.

Nell’estate del 2017, oltre ai costanti corsi di formazione in business, leadership e comunicazione, esterni alla laurea, dopo vari risparmi, iniziavo il master in Communication e Management all’USI di Lugano, fino a quando per degli imprevisti economici, ho dovuto lasciare a metà gli studi. La rata era di 8000 franchi l’anno e trovarmi in quella situazione di incapacità finanziaria per me è stata una botta fortissima, stoppava i miei piani perché, passare da Lugano, era funzionale. Fino ad allora avevo guadagnato soldi con gli investimenti immobiliari e i guadagni estivi che facevo gestendo delle case vacanza.

Una volta a terra, quale era il modo più veloce per avere soldi e rimettere in moto il business? Far fruttare la mia laurea in fisioterapia: avevo deciso nel 2012 di studiare fisioterapia per garantirmi un lavoro sicuro mentre nutrivo parallelamente gli obiettivi attuali, ma ho capito subito quanto è dura fare ciò che davvero non vuoi, ho portato comunque a termine il percorso con 109/110. Quindi dopo appena il primo anno di studi in fisioterapia, in silenzio, avevo già iniziato ad addentrarmi nel mondo immobiliare, in particolare investimenti immobiliari… perché? Sarà stato un bisogno intrinseco, perché quando ero piccolo la risposta alla domanda “come influenzare il mondo per il bene della comunità” era diventare il nuovo Renzo Piano, quindi sono stato sempre attratto dall’immobiliare, e soprattutto in questo caso immobiliare green. In secondo luogo, a 20 anni, l’obiettivo di creare intere communities ecologiche mi sembrava il modo più impattante per contribuire nel mondo, per me e le mie persone più care. Per questo serve guadagnare soldi ed esperienza: gli investimenti immobiliari erano il passo più congeniale per i miei obiettivi a lungo termine.

A leggere la tua biografia mi rendo conto che, a dispetto della tua giovane età, hai vissuto tante vite e tutte focalizzate su una visione ben precisa. Credo di poter dire che finora sei riuscito là dove architetti (e anche politici) hanno fallito. In che modo stai provando a cambiare il settore immobiliare?

Da piccolo mi sono sempre chiesto come influenzare il mondo per il bene della comunità. Sono cresciuto in una famiglia molto umile, ma sempre molto attenta ai temi per l’ambiente e agli sprechi. Crescendo, mi sono reso conto che l'innovazione non è solo migliorare, ma anche evitare il peggio: inquinamento, riscaldamento globale, spreco di energia e acqua.

Un giorno, dopo alcune riflessioni in Italia e durante il primo viaggio in Nord America, mi sono chiesto: perché, nel 2019 e in una società così piena di risorse, continuiamo a vedere noiose ripetizioni di case malsane, non ecologiche e senza alcuna forma di creatività urbana? In un decennio così significativo come il nostro, perché, nonostante ci siano favolose famiglie, persone e aziende, le comunità sono ancora costruite in un modo che non è fedelmente salutare, sostenibile per l'ambiente o orientato al futuro come tutti noi meritiamo?

Così son venuto in Nord America per fondare una startup per creare i complessi residenziali più energy-efficient, più vivibili e salutari al mondo, con costi accessibili, fino alla selezione tra le migliori startup e giovani leaders summit di Forbes Under 30 a fine ottobre.

Il fondatore della startup Calijus Marco Calignano.

I miei partners mi considerano creativo e motivatissimo nel reperire le risorse anche quando sembra che non ci siano. In effetti, sono partito da zero, e una forte motivazione unita al mio grande obiettivo di contribuire nel mondo mi ha sempre spinto a dare il massimo. Per questo credo fermamente al “se vuoi, puoi”. Voglio imparare costantemente e applicare subito quanto appreso, per questo motivo, dopo varie esperienze nel real estate fin dai miei 16 anni (nelle mie prime esperienze gestivo case vacanza a Gallipoli) prima in Italia e poi anche in Svizzera con operazioni più complesse dove hai bisogno di un team, e varie formazioni in business, comunicazione e leadership, ho partecipato, più recentemente a vari corsi, workshops, simposi e conferenze presso l’Harvard Business School, la Yale University e l’Urban Land Institute a Boston, New Haven e Calgary. Tutti orientati nello specifico a: sviluppo sostenibile delle comunità e nuovi approcci sostenibili di costruzione e investimento; energie rinnovabili, climate change e carbon emissions; sviluppo di complessi residenziali e commerciali per assicurare una vibrante vita sociale e orientata al futuro dei giovani. Quindi ho potuto approfondire più da vicino quanto seguito da tempo già in Europa, oltre ai vari corsi focalizzati sugli aspetti più tecnici di business ed economia ambientale.

Lavorare a Manhattan era il mio sogno, ma non pensavo che fossi così in anticipo…

Ho colto al volo l’ispirazione per il Canada. Da qui Manhattan non è più un sogno, ma un obiettivo concreto.

Ho vinto perché ho saputo correre un grande rischio. Ho lasciato le certezze che avevo in Europa, ho abbandonato la certezza del cashflow mensile che mi ero creato negli ultimi anni, tra progetti e investimenti vari, sempre tutti investiti per la scalata nel business.

Il tuo progetto è tutt’altro che avveniristico, anzi è perfettamente in linea con la lotta ai cambiamenti climatici e con una coscienza ambientalista che nell’ultimo anno ha dilagato con positiva prepotenza anche grazie all’azione di Greta Thunberg. Ora parliamo più in dettaglio del tuo progetto immobiliare. Calijus, la tua startup, ha obiettivi molto alti. Come saranno i tuoi quartieri residenziali ecosostenibili?

Ci concentriamo sull'integrazione tra ambiente costruito in costante dialogo con l'ambiente naturale e il verde pianificato. Grazie al favoloso lavoro di un team di progettazione multidisciplinare, crediamo che un progetto non sia solo "bello" per le sue caratteristiche visive, ma anche una sfida progettuale magnifica e complessa perché richiede, per i migliori risultati, un approccio multidisciplinare tra urbanistica, architettura, paesaggio, e tecnologia. Il raggiungimento della sostenibilità ambientale e della salute a lungo termine insieme alla qualità e al design è uno degli obiettivi principali del progetto. Raggiungiamo gli obiettivi grazie alle esperienze recenti e ai progetti residenziali dei miei partner di BlueArch Studio di Bolzano, che sono stati premiati con il premio Casaclima®, con l'adozione dello standard “casaclima -A-” e “casaclima -A- Nature”, che definiscono degli standard edilizi tra i più avanzati al mondo. Infine, lo standard di qualità Casaclima® certifica l'intero edificio per le sue prestazioni energetiche (risparmio energetico), per i costi di gestione molto bassi, per la sua sostenibilità ambientale e la salute dell'ambiente residenziale.

Un quartiere ecosostenibile della startup Calijus di Marco Calignano.

L'architettura delle case si fonde in modo indissolubile con il design delle aree pubbliche e la natura circostante, a partire dalla qualità dell'ambiente costruito, visto nella sua interezza e complessità. Infatti anche i materiali, per esempio delle panchine, di piazzette ricreative e monumenti di public art verranno tutti presi dalla natura circostante con certificazioni e permessi per lo sviluppo ambientale sostenibile, e soprattutto, senza alcuna procedura di produzione che emetta CO2.

Le case garantiscono un risparmio energetico dal 67% al 90% in più rispetto alla media. Terreno permettendo, con impianto geotermico collegato ai pannelli solari, addirittura riduciamo le emissioni di CO2 del 94% rispetto ai sistemi di riscaldamento e aria condizionata tradizionali. Le case ora sono costituite da 3 piani, puntiamo su salute e vivibilità nella casa, quindi creiamo spazio vivibile anche nella mansarda, che diventa il terzo piano. I materiali sono sostenibili e non contengono sostanze cancerogene come le colle e le pitture usate nei metodi tradizionali, per esempio. Anche l’eventuale demolizione della casa, tra 300 anni, sarà sostenibile e non emetterà CO2. Oggi vengono demoliti milioni di case di cemento o di legno di scarsa qualità, ogni anno, 2 milioni solo negli USA. La demolizione delle case tradizionali avviene molto più presto, e soprattutto, ha un impatto incredibile sul surriscaldamento globale. Per questo motivo occorre cambiare i metodi costruttivi che migliorino il ciclo di vita di una casa.

Una casa passiva della startup Calijus di Marco Calignano.

Le caratteristiche delle passive house della startup Calijus di Marco Calignano.

Che progetti hai per il futuro? Credi che l'esperienza di Calijus sia replicabile e scalabile anche in Italia?

Il piano per il futuro è solidificare la presenza nel mercato nordamericano, partiamo dal Canada e arriviamo in USA. Tuttavia il goal di cambiare il mondo passa anche dalla green hospitality, quindi resort sostenibili. Per esempio abbiamo l’incarico di portare avanti un mega progetto di 30 acri in Ecuador che sia residenziale e turistico, con finanziamento legato ai green bond, quindi obbligatoriamente sostenibile e ad alto risparmio energetico. Si costruiranno circa 150 villette e circa 9.000 metri quadrati di resort.
Per quanto riguarda il nostro focus sul residenziale, pensando all’Italia, credo che bisogni aspettare almeno il 2025 per seguire direzioni simili. C’è comunque un ingente piano di investimenti privati per lo sviluppo delle città, ma occorre focalizzare queste spese su investimenti green con standard ecologici più rigidi. 

Collegandomi alla seconda domanda la risposta è: assolutamente sì!
La mission di Calijus è proprio quella di eccitare la relazione tra business, ambiente e impatto sociale in tutto il mondo. Questo vuol dire collegarsi con la vision di superare le barriere culturali che influenzano le operazioni economiche e in questo caso, le infrastrutture delle città. E in una società piena di risorse come quella italiana, nonostante alcuni possano essere non d’accordo, ci sono tutti i requisiti micro e macro-economici per espandersi sostenibilmente. Per questo motivo, a maggio saremo in Europa per stilare un piano di sviluppo ambizioso, a partire da luglio 2021.

 

Anellina Chirico

Anellina Chirico Architetto

Cilentana, si avvicina al mondo delle costruzioni per gioco grazie ad un regalo della Befana. Quella casa in legno da montare diventa una passione e decide di farne il suo mestiere. Quando ripone matite e computer, guarda fuori dalla finestra, parla tanto e lavora a maglia.