Il paesaggio-scultura in un parco urbano: l’enfance du pli

A vederlo dall’alto il paesaggio-scultura di Gilles Brusset appare come una serie di screpolature del terreno, residui bituminosi che pian piano scompaiono/emergono da una spianata erbosa. Dal basso, il tracciato a pettine del parco urbano L'enfance du Pli si sviluppa irregolare, permettendo ai bambini di distendersi, sedersi a cavalluccio e saltare da una lingua all’altra nel parco svizzero di Meyrin, in un vasto terreno chiamato Boudines.

 © Pierre-Yves Brunaud © Pierre-Yves Brunaud

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 © Binocle © Binocle

L’artista francese Gilles Brusset termina nel 2017 il progetto “L’enfance du pli” quale interpretazione delle forze geologiche che hanno dato origine alle montagne del Giura, oltre la valle di Ginevra. Il terreno s’inflette e si corruga in increspature sensuali, secondo un progetto artistico semplice ma dalle forme straordinarie all'interno del continuum dello spazio urbano. Il tema dell'intervento è l’interstizialità, la “piega” che attraverso scavi e sbalzi offre l’opportunità di inventare giochi e usufruire liberamente di uno spazio assolutamente non organizzato.

Sullo sfondo si ergono le architetture razionaliste fra cui l’edificio scolastico di Boudines: volumi puri dell’estetica utilitaristica all’interno del progetto modernista, basato sull’idea che il suolo doveva essere uno sfondo piatto e neutrale sui cui appoggiare edifici a pilotis.

 © Pierre-Yves Brunaud © Pierre-Yves Brunaud

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Schema del parco Enfance du pli

 © Gilles Brusset © Gilles Brusset

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 © Laurent Barlier © Laurent Barlier

Le curve dell’inconsueto parco urbano esaltano la relazione tra il terreno artificiale scuro delineato dal bordo metallico e da faretti, e il suolo naturale vegetale. Il terreno inerte e quello vivente si compenetrano creando curve e volumi in contrasto con la piattezza dei fabbricati e al sistema formale ortogonale del parco Meyrin. Dal tetto degli edifici circostanti il parco diventa un'immagine evocativa del mondo dell'infanzia, ma anche dei paesaggi pieghettati e ondulati del Giura (vicini ma non visibili). I rialzi fino a 1,20 m agiscono come orizzonte avvolgente ed evocano le enormi scale spaziali e temporali della formazione geologica, reinterpretati secondo la scala dei bambini.

A differenza delle sculture effimere e non fruibili dei paradisi naturali della land art, “L’enfance du pli” diventa gioco topografico all’interno dei piani moderni. Solleva domande e si contrappone all’esistente “raccogliendo i due grandi movimenti moderni nati negli anni ’60 e ’70: quello architettonico con la realizzazione dello spazio urbano ‘moderno’ e l’altro artistico con la produzione di opere in situ nei deserti americani, la land art a cui la scultura si riferisce mettendo in gioco nella sua materialità e nella sua composizione le forme del paesaggio stesso".

Il tracciato oscillatorio con il rimando alla land art e alla sua straordinaria potenza illuminante porta con sè riflessioni sul mondo delle nostre possibilità, sulla funzione dell’arte e come anche il banale possa assumere forme straordinarie e giocare un nuovo ruolo.

 © Pierre-Yves Brunaud © Pierre-Yves Brunaud

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Elisa Stellacci

Elisa Stellacci Architetto

Di origine barese e studi ferraresi, si occupa di architettura e grafica a Berlino. Lavora in uno studio di paesaggio, adora le ombre, concertini indie-rock e illustrazioni per bimbi. Volubile e curiosa, si perde nei dettagli e divide non equamente il tempo tra lavoro, amici e passioni.

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