Strategie per illuminazione naturale nell’architettura sostenibile

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Il comfort visivo è un fattore spesso trascurato, ma che incide enormemente su prestazioni lavorative, salute, sicurezza, umore e atmosfera. La progettazione illuminotecnica di un ambiente, per quanto riguarda gli apporti naturali, si limita a liquidare la questione con la famosa regola dell’1/8, trascurando conformazione dell’edificio, specificità del sito, apporti di luce riflessa e coefficienti di riflessione dei materiali, qualità e tipologia degli infissi, edifici confinanti e oggetti potenzialmente ostruenti le superfici trasparenti delle finestre. Il tutto a svantaggio degli apporti di luce naturale diurna, che risulta in molti casi insufficiente.

Ricerche comparate tra le condizioni di benessere psicofisico, legate alle naturali alternanze e ai picchi del ciclo circadiano, così come dei livelli di attenzione e concentrazione degli occupanti, hanno mostrato maggiori livelli di comfort visivo nel caso in cui l’ambiente sia illuminato con luce naturale, quali:

  • Elevati livelli di illuminamento
  • Modellazione tridimensionale e acuita percezione dello spazio
  • Migliore resa cromatica
  • Acutizzazione degli stimoli visivi e percettivi
  • Effetto calmante
  • Maggior livello di attenzione e sollecitazione del ritmo circadiano
  • Riduzione degli sfarfallamenti causati dagli apparecchi per la luce artificiale

Questo perché la luce non è tutta uguale. Partendo dal presupposto che la luce è l’agente fisico che rende visibile gli oggetti, ovvero è la sensazione determinata nell’occhio umano dalle onde elettromagnetiche, comprese nell’intervallo del visibile; risulta evidente che differenti tipi di luce generano differenti sensazioni visive, e con esse, diversi livelli di comfort.

Uno dei principali obiettivi di buon progetto illuminotecnico è infatti quello di garantire questo comfort visivo, ovvero adottare tutti gli accorgimenti progettuali necessari affinché sul compito visivo l’attività possa svolgersi nelle migliori condizioni. Va notato però che per sua natura, il concetto di “compito visivo” è variegato, in quanto legato allo svolgimento di una determinata attività.

Ad esempio, i lavoratori negli uffici possono sentirsi più affaticati in presenza di un impianto che produce abbagliamento nell’illuminazione, ma allo stesso tempo le stesse persone possono temporaneamente provare stimoli piacevoli dalle luci lampeggianti di una discoteca (sempre che il capo non noti la loro fuga dal posto di lavoro).

Ulteriori vantaggi “collaterali” legati all’uso della luce naturale:

  • Benefici psicologici ed emotivi per le persone
  • Riduzione dei consumi energetici (utilizzo minimo di luce artificiale)
  • Guadagni solari passivi durante l’inverno (potenziabili con l’utilizzo di infissi con vetro a controllo solare)

Le tecniche costruttive di base per l’impiego diretto di luce naturale in un ambiente possono essere suddivise essenzialmente in tre categorie:

  • Sidelighting (attraverso le pareti laterali)
  • Toplighting (finestrature sul soffitto)
  • Corelighting (atrii, cortili e appositi condotti per diffondere la radiazione solare)

L’apporto di luce zenitale diretto o indiretto di Toplighting e Corelighting è tra i più efficaci, malgrado ciò si può facilmente constatare come siano soluzioni ancora scarsamente diffuse nei nostri edifici, i cui apporti di illuminazione naturale sono quasi sempre affidati al solo Sidelighting. Ciò in molti casi, complice una progettazione errata dei fronti finestrati, obbliga all’uso di fonti di illuminazione artificiali anche di giorno, con conseguenti sprechi energetici ed economici, e non ultimo, condizioni di stress visivo altamente controproducenti.

Ancora una volta la risorsa naturale si dimostra superiore all’alternativa artificiale, smentendo il luogo comune che la sostenibilità sia solo un progetto utopistico dalle scarse applicazioni pratiche. La luce del sole è lì, gratis e a disposizione di tutti, sta ai singoli progettisti la capacità di coglierne e sfruttarne al meglio i vantaggi.

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Fonti |
Hervé Descottes, Cecilia E. Ramos, “Architectural lighting: designing with light and space”, Princeton Architectural Press, NY, 2011.
Mohamed Boubekri, “Daylighting, architecture and health: building design strategies”, Architectural Press, London, 2008.
Dean Hawkes, “The environmental Imagination: Technics and Poetics of the Architectural Environment”, London, Tayor&Francis, 2007

Alberto Grieco

Alberto Grieco Architetto

Frequentando una signora chiamata Storia, ha scoperto che l’architettura bio-eco-ecc. non ha inventato Nulla©, ed è per questo che perde ancora tempo sui libri. Architetto per vocazione; tira con l’arco, gira per boschi, suona e disegna per vivere. Lavora nel tempo libero per sopravvivere.

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