Torre Eiffel eolica metafora di un processo di conversione green di Parigi

La Torre Eiffel non è solo l’icona di Parigi, ma anche la metafora di un processo di conversione green della città. “Sguardo, oggetto, simbolo, la Torre Eiffel è tutto ciò che l’uomo decide di metterci, e questo tutto è infinito; […] è il simbolo puro, aperto a tutti i tempi, a tutte le immagini e a tutti i sensi: la metafora irrefrenabile“ (Roland Barthes).

In copertina: L'Arbre à Vent, Jérôme Michaud-Larivièr

PARIGI GREEN: UN PROGETTO PER RENDERE PIÙ VERDE LA TOUR EIFFEL

E nella varietà di interpretazioni cui si presta la Torre, una chiave di lettura attuale è appunto quella di vetrina per la svolta ecosostenibile della città di Parigi. Infatti è recente l’installazione al suo interno di due turbine eoliche ad asse verticale, ad una quota ottimale per garantire il massimo della prestazione (122 metri, al di sopra del secondo piano), provvedendo con i loro sette metri d'altezza e tre di diametro a fornire annualmente 10mila kWh di energia per le attività commerciali del primo piano.

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Progetto di alta carica simbolica: la Torre Eiffel, essendo visitata annualmente da circa cinque milioni e mezzo di turisti, contribuirà, con il suo ruolo di landmark, a diffondere i principi del processo di restyling che sta trasformando Parigi in una capitale sempre più green.

PARIGI E L’ENERGIA EOLICA

In tale ottica l’installazione di turbine eoliche si affianca a due progetti che, sfruttando l’energia del vento, concorrono all’ambizioso obiettivo di riconversione in chiave ecofriendly della città: l'Arbre à Vent, un’idea dell’ingegnere Jérôme Michaud-Larivière, albero hi-tech fotovoltaico biomimetico che produce energia con continuità sfruttando venti anche molto leggeri grazie ai microgeneratori dei rami e delle foglie artificiali orientabili; e lo skyline di grattacieli sostenibili che caratterizza la 2050 Paris Smart City dello studio belga di Vincent Callebaut, in cui gli impianti eolici si affiancano a giardini pensili e a centrali a biomassa.

Aggiungendo al quadro l’approvazione a marzo -quindi contemporaneamente all’installazione delle turbine- di una legge che stabilisce l’obbligo di dotare gli edifici delle zone commerciali di tetti verdi, è chiaro l’impegno profuso dalla Francia nella riduzione del consumo energetico e delle emissioni del 25 per cento entro il 2020.

RESTYLING E CONSERVAZIONE DEL VALORE ESTETICO

In allineamento con progetti internazionali che si contraddistinguono per la produzione di energia eolica come il Bahrain World Trade Center, il 10MW Tower di Dubai e il COR Building di Miami, lo sfruttamento del vento è il caposaldo per un intervento di rinnovamento della Torre Eiffel che sarà il più oneroso (30 milioni di euro) degli ultimi trent’anni, comprendendo non solo energia eolica, ma anche: solare -tramite l’installazione di pannelli in quantità tale da garantire il rifornimento del 50% del fabbisogno di acqua calda-, illuminazione a led e riutilizzo dell’acqua piovana per le toilette.

Il tutto integrato all’interno del profilo della struttura emblema di Parigi, e mimetizzato grazie alle scelte cromatiche, dimostrando la possibilità di sfruttare energie rinnovabili senza compromissione dei valori estetici esistenti.

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Silvia Gioja

Silvia Gioja Ingegnere edile-architetto

Ingegnere edile-architetto per un irrisorio ed irrisolto dubbio, tale duplice natura ne ha fatto un equilibrista fra estro e rigore scientifico. Poliedrica ed eclettica, è sempre alla ricerca di nuovi sogni, idee e viaggi. Quando non è alle prese con matite e calcoli, si divide fra kayak, trekking e cucina vegan.

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