Restart: la piazzetta autocostruita con le macerie del sisma

Ci troviamo nel cuore de L’Aquila in Piazza San Basilio, in un’area prospicente il Dipartimento di Scienze Umane della Facoltà de L’Aquila. Qui nasce Restart, una piazzetta construita con la partecipazione dei cittadini ripartendo proprio dalla macerie del sisma che colp L'Aquila nel 2009. Una città ancora da ricostruire, un cantiere continuo, dove sicuramente il coraggio e la grinta degli abitanti sono il motore pulsante della ricostruzione in atto. VIVIAMOLAq, un gruppo di giovani, da anni si sta occupando di interventi di architettura partecipata ed autocostruzione, coinvolgendo attivamente i residenti nella trasformazione di aree urbane, partendo da progetti di riqualificazione anche di piccoli spazi cittadini, per ridare luoghi di aggregazione a chi è rimasto e per chi verrà. Un esempio ammirevole di come l’unione di competenze diverse e una buona dose di sensibilità e creatività possano contribuire alla rinascita di una città distrutta da un evento catastrofico come quello del terremoto del 2009, notevole è senza dubbio l’apporto sociologico di questo tipo di interventi urbani che permette ai cittadini di sentirsi partecipi di questa rinascita.

ricostruire l'aquila con colori e riciclo

L'autocostruzione della piazzetta

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Restart nasce con l’intento di riconvertire uno spazio urbano per costruire una piazzetta di circa 64 mq a servizio di tutti e soprattutto per dare agli studenti della Facoltà di Lettere uno spazio in cui fare pausa all’aperto. All’interno della piazzetta 3 grandi alberi preesistenti assicurano ombra e rendono piacevole la sosta. Un primo progetto prevedeva la costruzione di una seduta continua che andava a suddividere l’intera area in zone dedicate rispettivamente alla lettura, al picnic e alla conversazione. Successivamente il progetto si è trasformato in sedute separate pur mantenendo la suddivisione nelle suddette aree tematiche.

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La particolarità di questo intervento è legata inoltre alla particolare ubicazione, nel pieno centro de L’Aquila, proprio questo ha portato i giovani progettisti di VIVIAMOLAq ad utilizzare un materiale dal particolare significato emotivo per la città: le macerie causate dal sisma. Le sedute sono state progettate e pensate utilizzando materiali di riuso: grandi gabbie metalliche per contenere le macerie e tavole di legno dai ponteggi dei cantieri dismessi, che una volta tagliate e carteggiate sono state agganciate alle strutture metalliche per andare a costituire la seduta e gli schienali.

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Per costruire queste panche sono stati utilizzati in totale:

  • circa 6 tonnellate di macerie per un volume di 3,5 metri cubi
  • 35 tavole di legno da 4 m, per un totale di 140 m lineari
  • 17 m lineari di gabbioni metallici zincati modulo 50 cm x 50 cm x 100 cm.

Per la sua realizzazione sono scesi in campo tutti coloro che volevano dare il proprio contributo per ridare vita agli spazi di questa città. Un intervento di arredo urbano dal forte carattere sociologico che dimostra come si possa ottenere un grande risultato con poche e semplici cose.

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VIVIAMOLAq è stata selezionata per partecipare alla Triennale di Milano 2016 nella mostra  “Comunità Italia - Architettura, città e paesaggio dal dopoguerra al Duemila” e raccontare il loro lavoro di recupero e autocostruzione, con i loro numerosi progetti a L’Aquila e nel territorio circostante.

Francesca Latini

Francesca Latini Architetto

Di origini italo-francesi non poteva che essere un’appassionata di arte in tutte le sue forme: danza, musica, pittura, fotografia e architettura! Tra i banchi universitari scocca la scintilla per la tecnologia e la bioclimatica. Nel tempo libero si diletta ai fornelli e viaggia per conoscere le culture e le architetture del mondo.

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