Rabat Agdal: il progetto dei Mecanoo per un Marocco sempre più multimodale

Il progetto per il nuovo hub di trasporto di Rabat in Marocco, vinto dallo studio olandese Mecanoo, affronta tematiche stimolanti dal punto di vista architettonico e sostenibile. Il grande sforzo di portare la progettazione sostenibile a livello urbano si sta facendo sempre più grande a partire soprattutto dalle reti di trasporto considerate, per certi versi, il cuore del sistema urbano. La nuova stazione ferroviaria “Ragbat Agdal” è stata concepita come un sistema complesso in grado non solo di gestire il trasporto urbano, ma di diventare anche luogo per abitare, lavorare e socializzare. La città crede molto nel progetto situato all’incrocio di alcuni assi importanti e mira a creare un’icona forte che ne testimoni lo sviluppo e la trasformazione in polo  multimodale.

URBAN HUBS: LE STAZIONI INTERMODALI NELLA CITTÀ SOSTENIBILE

IL PROGETTO DI RABAT AGDAL

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Pensata come elemento di coesione e non di divisione, l’imponente struttura è organizzata in una sorta di grande rete che collega i diversi punti della città. I fili di questa rete sono i passaggi che fanno spola da una parte all’altra dei binari ad un livello sopraelevato andando a cucire il taglio creato  dall’infrastruttura.

Coesione urbana e sociale

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L’obbiettivo dello studio olandese è dare unità e continuità al tessuto urbano attraverso una serie di collegamenti trasversali al percorso ferroviario. Allo stesso tempo si cerca di dare un’identità forte all’edificio dal punto di vista sociale, racchiudendo al suo interno un mix di funzioni per garantire l’unione dello spazio di trasporto con altre funzioni della vita cittadina. Il tema della coesione sociale è un aspetto che spesso viene trascurato quando si parla di sostenibilità, eppure esso è uno dei tre principi che costituiscono lo sviluppo sostenibile. I Mecanoo sono riusciti a dare forza a questo aspetto progettuale creando un sistema completo nelle sue caratteristiche funzionali: la struttura accoglie spazi per il lavoro, la cultura, lo svago e non da ultimo per il trasporto; un unico sistema che diventa una sorta di piccolo quartiere dove non manca anche il tema residenziale che si ritaglia uno spazio più riservato nella parte nord, così da fondersi anche col tessuto residenziale esistente.

Tecnologie sostenibili

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La stazione sopraelevata consente come già detto la continuità urbana, ma allo stesso tempo è importante il rapporto con quello che succede sotto: accanto ai binari trova spazio un ampio parco pubblico che si sviluppa per tutta la lunghezza dell’edificio e che accoglie giardini, spazi per il mercato e attrezzature sportive. La struttura a rete consente di mettere in atto alcuni accorgimenti per il raffrescamento passivo e la vivibilità sia dell’edificio che degli spazi sottostanti, consentendone l’utilizzo durante tutto l’arco della giornata. La copertura, al contrario, attraverso i pannelli fotovoltaici sfrutta a pieno le elevate temperature marocchine per garantire un apporto energetico elevato a tutta l’edificio.

La nuova stazione di Rabat è un intervento che si  pone con forza nel contesto urbano sicuramente dal punto di vista fisico, ma ancor più dal punto di vista sociale provando a dare maggior rilievo alla sostenibilità dei grandi interventi, quella capace di unire la tecnologia con la vita e che da quella spinta in più per cambiare il modo di vivere e condividere, non solo il modo di produrre. Se l’intervento sarà in grado di raggiungere questi propositi lo stabilirà solo il tempo. Intanto, almeno sulla carta, le proposte che si mettono in gioco sembrano interessanti dal punto di vista sostenibile.

Luca Carlin

Luca Carlin Architetto

Nasce a Belluno dove attualmente vive dopo l'esperienza universitaria a Venezia e un piccolo assaggio di vita tedesca. Abbandona temporaneamente il sassofono contralto e lo sport per aprirsi a nuove esperienze e allo studio del tedesco. Nel tempo libero si interessa al design e al bricolage. 

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