Le città progettate da Norman Foster: elenco e dettagli

Elenco e dettagli delle città progettate da Norman Foster.

Le città progettate da Norman Foster sono numerose: Amaravati, Dharavi e Ireo City in India, Masdar City negli Emirati Arabi Uniti e Neom City in Arabia Saudita. Nell’elenco delle città progettate da Foster compaiono anche nomi di metropoli europee; in questo caso però, anziché di città progettate da zero è più corretto parlare di riqualificazione o sostituzione di porzioni degradate di esse.

Sir Norman racconta la sua vita nel libro biografico A life in architecture che accompagna nel percorso personale e professionale di uno degli architetti più influenti al mondo.

Un esempio importante è sicuramente quello di Duisburg, in Germania, dove nel 1997 il gruppo Foster+Partners realizza il progetto di recupero dell’area dell’ex porto fluviale. 16 anni più tardi, sempre lo stesso progettista, elabora un nuovo masterplan per il centro della città; lo scopo è trasformare Duisburg in una città vibrante, verde e sostenibile.

Progettare una città da zero rappresenta una sfida avvincente per qualsiasi architetto: l’assenza di vincoli imposti da un tessuto urbano consolidato offre un’occasione unica per la creazione delle città del futuro. Ne è consapevole l’architetto inglese Norman Foster che vanta sul suo curriculum numerose città progettate da zero. In questo articolo parliamo di tutte le città progettate da Foster.

Il progetto della città progettata da Norman Foster.

La sostenibilità è proprio una delle caratteristiche principali delle città del futuro. Le ricerche degli ultimi anni non lasciano spazio a dubbi: i nuovi centri abitati devono essere realizzati con materiali eco-compatibili, completamente autosufficienti dal punto di vista energetico e dotati di infrastrutture tali da ridurre al minimo il traffico veicolare; quest’ultimo deve approvvigionarsi totalmente da fonti rinnovabili in modo che ciascun agglomerato minimizzi le emissioni e quindi l’impatto sull’ambiente.

Oltre alla sostenibilità, un’altra parola chiave è la tecnologia: quando si discute di città del futuro si sente prevalentemente parlare di Smart City e di tecnologia come risposta al progresso. Ma progettare una città è un compito assai arduo e non per quanto riguarda gli aspetti meramente tecnologici. Occorre fare un passo indietro e ragionare più in termini di organismo urbano che di città. Questo termine infatti, racchiude in sé diverse sfaccettature: da quella più prettamente fisica della struttura portante, governata da regole ben precise e replicabili in caso di espansione, a quelle più ampie dei tessuti sociali e culturali. Per usare le parole di Leonardo Benevolo (uno dei più grandi studiosi italiani della storia dell’architettura, architetto ed urbanista) “l’architettura è un servizio che si presta all’uomo per l’intera vita quotidiana”: al centro di tutto devono esserci le persone, le loro esigenze e la qualità della loro vita; la tecnologia è importante ma rappresenta solamente uno strumento.

Darsi delle regole, creare delle gerarchie, offrire dei servizi alla collettività e soprattutto mantenere una scala “umana”: sono queste le vere sfide con cui un progettista che crea una città da zero deve confrontarsi.

Elenco delle città progettate da Foster 

Il masterplan di una delle città di Norman Foster.

L'elenco di tutte le città progettate da Foster:

  • Amaravati, India
  • Dharavi, India
  • Ireo City, India
  • Masdar City, Emirati Arabi uniti
  • Neom City, Arabia Saudita

Amaravati, Dharavi, Ireo City, Masdar City, Neom City: l'elenco dei progetti di città del futuro progettate da Foster, lo studio inglese con sede a Londra. 

L’ultima città progettata da Foster in ordine cronologico è quella di Amaravati, in India; l’iter progettuale è iniziato nel 2017 mentre il completamento è previsto per il 2025. Il progetto di questa città è definito dallo stesso architetto come il connubio tra la ricerca decennale condotta dal suo studio per la creazione di città sostenibili e “le ultime tecnologie attualmente in corso di sviluppo” nel paese asiatico.

A dieci anni prima risale il masterplan per un’altra città indiana, quella di Dharavi; quest’ultima costituisce uno dei più vasti e degradati quartieri periferici del mondo, la cui densità abitativa supera di 10 volte quella dell’area più popolata di Londra. Per tale motivo il progetto elaborato da Foster+Partners si muove su due fronti: da un lato risolvere l’emergenza igienico-sanitaria che affligge l’intera area e il problema degli allagamenti, dall’altra realizzare i servizi basilari per la collettività ossia suole, ospedali e parchi. 

Ireo City, in Nuova Delhi, ha lo scopo di creare una “città dentro la città”. Il masterplan elaborato dallo studio londinese abbraccia un’area di 30 acri (poco più di 120 mila metri quadrati) ad est di Gurgaon, un distretto finanziario alla periferia della capitale indiana. I punti cardine del progetto sono la sostenibilità e soprattutto l’integrazione col paesaggio: uffici, residenze di lusso, negozi, ristoranti, parchi ed attrezzature comuni sono state progettare in modo da minimizzare l’impatto sul clima e sul paesaggio circostante.

Una delle più note città progettate da Foster è Masdar City si trova negli Emirati Arabi uniti e nasce con l’ambizioso obiettivo di essere la prima città al mondo carbon neutral e a rifiuti zero. L’idea è quella di coniugare le caratteristiche tipologiche degli insediamenti tradizionali arabi con le più innovative conquiste nel campo delle energie rinnovabili trasformando la città in un centro di eccellenza in grado di attrarre esperti da tutti il mondo. Masdar city può essere definito come un grande centro sperimentale che ha contribuito, tra le altre cose, allo sviluppo di Estidma, un sistema di valutazione per la sostenibilità degli edifici.

L’ultimo centro asiatico nell’elenco delle città progettate da Norman Foster è Neom City, in Arabia Saudita. Questa ha in realtà una storia un po’ particolare. L’architetto Foster è nominato, nel 2018, membro della commissione di esperti globali atti a supervisionare la realizzazione della nuova megalopoli; in realtà però lo stesso progettista ha recentemente rilasciato un comunicato stampa in cui si autosospende temporaneamente dal ruolo affidatogli in seguito ad alcune tensioni politiche tutt’ora in corso nel paese.

Amaravati City

Amaravati City città progettata da Norman Foster.

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Amaravati, città progettata da Foster, è il capoluogo del distretto di Guntur, nello stato indiano di Andhra Pradesh; situata lungo il fiume Krishna, gode di un continuo approvvigionamento di acqua. Ad oggi ha le dimensioni di una cittadina: si estende infatti su un fazzoletto di terra di circa 11 chilometri quadrati.

Dal 2017 è iniziato l’iter per trasformare il piccolo centro nella capitale amministrativa di Andhra Pradesh: nel 2025 (questa la data prevista per il completamento) Amaravati occuperà una superficie pari a 217 kmq.

L’obiettivo del governo indiano è quello di creare una delle città più sostenibili al mondo. Per tale motivo l’intera metropoli è concepita per rispettare i più alti standard di bioedilizia, impiegando tutte le ultime conquiste tecnologiche del settore sviluppate in India, prime fra tutte il fotovoltaico. I trasporti saranno assicurati da veicoli elettrici, taxi su acqua e biciclette; per incoraggiare la mobilità a piedi verranno inoltre realizzate infrastrutture apposite costituite da una rete di viali ombreggiati e piazze.

Per Amaravati city lo studio internazionale Foster+Partners firma il masterplan del nuovo complesso governativo, il cuore della nuova città. Si tratta di una porzione larga 1 chilometro e lunga 5,5 e si inserisce all’interno di una rigida griglia urbana che governa l’intero ambiente antropizzato, definendone gli spazi e dettando regole ben precise. L’ossatura portante dell’intero progetto di Norman Foster è una fascia di verde che corre per tutta la lunghezza dell’area di intervento; lo stesso architetto la descrive come una “spina verde” per la cui concezione lui ed il suo team si sono ispirati al famoso Central Park di New York e al meno noto quartiere Lutyens, nella capitale indiana Nuova Delhi. Questo grande parco lineare, oltre ad avere un forte valore compositivo, consente il rispetto di rigorose strategie ambientali imposte nella progettazione dell’intera città, prime fra tutte che almeno il 60% del suolo sia occupato da vegetazione e specchi d’acqua.

All’interno del masterplan del nuovo complesso governativo il team di Norman Foster si occupa anche della progettazione di due edifici strategici: il palazzo dell’assemblea legislativa e il complesso dell’alta corte con alcune strutture per il segretariato e gli uffici riservati all’amministrazione statale. Il primo si trova all’interno della spina verde, al centro di essa; tale scelta non è casuale ma ha un forte significato metaforico: il palazzo dell’assemblea legislativa costituisce infatti un simbolo di democrazia e cultura per tutti gli abitanti dello stato di Andhra Pradesh. Il secondo si trova invece al di là dell’asse centrale, in posizione più decentrata; la singolare forma della copertura è un omaggio dei progettisti alla tradizione locale: si ispira infatti alle Stupas, antichi monumenti celebrativi presenti nel territorio indiano. Questa particolare geometria consente inoltre il rispetto dei principi della bioclimatica: garantire un adeguato ombreggiamento e, contemporaneamente, la naturale ventilazione dell’edificio.

L’intero progetto di città progettata da Foster si fonda su continui richiami alla tradizione del luogo e su elementi dal forte significato simbolico. A sud del complesso governativo, quasi a ridosso della riva del fiume, si sviluppa un quartiere a destinazione d’uso mista connotato da 13 piazze, una per ogni stato del distretto di Andhra Pradesh. Il palazzo dell’assemblea legislativa è progettato seguendo scrupolosamente i principi del Vaastu, una dottrina antica di 5000 anni secondo la quale le leggi della natura influenzano le abitazioni umane; nella tradizione indiana viene applicata soprattutto nella costruzione dei templi. Seguendo le regole fondamentali di tale disciplina, il palazzo ha una pianta quadrata al cui centro è presente un vuoto simile ad una corte. L’entrata pubblica si trova a nord, i ministri accedono dal lato est mentre nell’angolo sud-ovest, che è considerato il punto più propizio, è collocata la camera dove i ministri si riuniscono e dibattono i grandi temi. Anche il complesso dell’alta corte è fortemente influenzato dai principi dell’architettura tipica degli antichi templi: a livello planimetrico gli ambienti si sviluppano seguendo un andamento concentrico in cui si alternano spazi serventi e spazi serviti; gli “anelli più esterni” sono destinati alle funzioni pubbliche mentre, man mano che ci si avvicina verso il centro, gli spazi si fanno sempre più privati.

Dharavi City

Masterplan di Foster per Dharavi City.

Situata nei sobborghi della città indiana di Mumbai, Dharavi è ancora oggi la maggiore baraccopoli dell’Asia ed una delle più grandi baraccopoli al mondo; i dati sono sconcertanti: un bagno ogni 1400 persone e la totale assenza di spazi pubblici che costringe i bambini a giocare nei cimiteri e lungo i binari dei treni. Allo scopo di migliorare significativamente la qualità della vita della popolazione, nel 2008 lo studio Foster+Partners elabora un masterplan per un’area complessiva di circa 6 chilometri quadrati. Tale soluzione è una vera e propria opera di rammendo urbano, sociale e culturale: la nuova trama permette infatti la riconnessione del sobborgo di Dharavi con la città di Mumbai trasformando una periferia degradata, da sempre vista come ostacolo al progresso della sua metropoli, a parte sostanziale del processo di sviluppo.

Nel nuovo masterplan per la nuova più nuove città progettate da Foster prevede due tipologie edilizie predominanti: una rada, costituita da edifici di pochi piani, e una ad elevata densità ovvero grattacieli con funzione principalmente residenziale. In continuità con la tradizione locale, la prima tipologia è anche quella prevalente; vengono volutamente mantenute le principali caratteristiche delle abitazioni tipiche: l’articolazione su due livelli, che consente un movimentato sviluppo in elevazione, e la destinazione d’uso mista, ovvero case con annesse piccole attività commerciali o di industria leggera. Vengono però notevolmente aumentati gli standard abitativi fornendo un’edilizia di elevata qualità, con un bagno per abitante, acqua corrente in tutte le abitazioni e un piccolo terreno per ciascun residente.

La seconda tipologia, quella dei grattacieli, è presente in numero limitato allo scopo di ridurre l’occupazione di suolo e aumentare gli spazi pubblici. Notevole è l’incremento della sezione stradale che, da spazio residuale, si trasforma in un vero e proprio luogo urbano, con percorsi pedonali ben definiti e un’efficiente rete di trasporti pubblici. Il tracciamento della trama del nuovo reticolo stradale è scaturito dallo studio dei venti prevalenti: i tagli diagonali consentono alle correnti principali di raffrescare edifici e spazi pubblici aumentando il benessere abitativo.

Il progetto della nuova città di Dharavi City ha necessitato, più che in altri casi, di un’attenta analisi preliminare con estese ricerche, numerosi sopralluoghi e incontri con la popolazione locale. Il risultato finale è un costante dialogo tra vecchio e nuovo, tra tradizione locale ed innovazione, con al centro gli abitanti ed la qualità della loro vita.

Ireo City

Il progetto di Foster per la città di Ireo City.

La città di Ireo si trova in India, in uno dei distretti nella periferia di Nuova Dehli. Punto cardine del masterplan elaborato da Norman Foster è il costante dialogo tra il paesaggio naturale e quello antropico: il programma imposto dalla committenza, con abitazioni di lusso, hotel, negozi, ristoranti, parchi e servizi comuni, è sempre tradotto in chiave ecosostenibile, nel rispetto del clima e dell’ambiente in cui il progetto insiste.

Tutti gli edifici più importanti della nuova città sono progettati in modo da massimizzare la vista sul verde, che sia il parco adiacente oppure il paesaggio circostante: atrii con altezza di 17 metri, tetti giardini e terrazze coperte sono tutti elementi il cui inserimento non è mai lasciato al caso ma dettato da precise scelte progettuali. Esemplificativo è il complesso di residenze di lusso nella zona est della città: questo è costituito da 5 torri orientate in modo da poter godere della miglior vista possibile in tutti i punti dei diversi corpi di fabbrica. Tale complesso caratterizza inoltre lo skyline dell’intera città grazie alla presenza di gallerie sospese che collegano tra di loro i 5 grattacieli.

Emblema dell’intero intervento è una torre per uffici che, situata nell’angolo nord-ovest, segna l’accesso a Ireo City. I 30 piani di cui è costituita sono scanditi da un’alternanza di terrazze e skygarden: un verde verticale simbolo del paesaggio (filo conduttore dell’intero progetto) che penetra la città e diventa parte integrante di esso.

Il differente uso dei materiali scandisce le diverse zone funzionali: nelle aree residenziali, le pavimentazioni che caratterizzano la parte commerciale lasciano spazio a prati, alberi e piccoli corsi d’acqua.  Nella zona dei negozi l’attento studio dell’attacco a terra consente la creazione di un microclima ideale: il fronte dei negozi, arretrato rispetto ai piani superiori, permette di ricavare uno spazio coperto che offre riparo dal sole e piogge monsoniche mentre la presenza di piantumazioni contribuisce a migliorare la qualità dell’aria.

Massima attenzione è posta ai percorsi pedonali: un ampio viale percorribile solo a piedi corre da nord a sud dell’area di intervento, collegando la principale piazza delle città con uno storico hotel. Da questo asse principale si dirama una rete di percorsi secondari per uno sviluppo complessivo di circa 2 km. L’accesso alla città da parte dei veicoli è consentito ma in maniera limitata e sempre nel rispetto della mobilità pedonale che resta quella prevalente.

Masdar City

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Situata Negli emirati Arabi, Masdar City è una città progettata da Foster fortemente voluta dal governo di Abu Dhabi; lo scopo è quello di promuovere lo sviluppo di energie rinnovabili e tecnologie pulite dimostrando al mondo che esiste “una vita oltre il petrolio”.

Il progetto di Foster+Partners risale al 2007 mentre la costruzione dei primi edifici è datata 2010. Nel disegno generale la città è suddivisa in due settori distinti, collegati tra loro da un parco lineare. In caso di un futuro aumento del numero degli abitanti è previsto anche un piano per l’accrescimento della città; lo scopo è quello di creare una pianificazione razionale, evitando i fenomeni di crescita disordinata e incontrollata di cui sono spesso vittima le città contemporanee.

Il masterplan di Masdar City è inoltre concepito per essere costruito in fasi successive; il nucleo primario (il settore più grande) rappresenta una sorta di progetto pilota mentre ogni espansione consente di migliorare, dal punto di vista tecnologico, la realizzazione di quella successiva.

Tante sono le soluzioni in materia di energia pulita e sostenibilità grazie alle quali Masdar City può essere definita un esempio di città del futuro: l’utilizzo dell’energia solare ed eolica, il risparmio idrico ed il riciclo dei materiali oltre all’intero sistema di mobilità. 

Vanessa Tarquini

Vanessa Tarquini Ingegnere edile-architetto

Razionale e puntigliosa, ama la progettazione a 360° e si concede per hobby sporadici viaggi mentali. Salutista, pratica regolarmente yoga e sfrutta la sua passione per la corsa per ordinare le idee. Nel tempo libero si perde in escursioni tra le montagne abruzzesi. 

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