Casa Hobbit: in Galles la Low Impact Woodland Home

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E se in tempi di crisi, in cui non sempre ci si può permettere di sostenere le spese di un mutuo, qualcuno ti offre un terreno gratuitamente, a patto che tu ne prenda cura, vale la pena accettare e costruire lì la tua nuova abitazione, in questo caso ispirata alla casa degli Hobbit. È quello che è accaduto alla famiglia di Simon Dale, un fotografo freelance del Galles, che ha ben pensato di abbandonare lo stress causato dalla gestione della sua vecchia casa e di costruire da sé Low Impact Woodland Home, una dimora per sua moglie e i suoi due figli.

Il progetto: la casa degli Hobbit

Siamo nel villaggio di Lammas, nei boschi del Galles; qui Simon, suo suocero e qualche amico, armati disegae martello, hanno costruito in appena 4 mesi di lavoro la Low Impact Woodland Home, una piccola casa degli Hobbit, sfruttando le risorse che la natura offriva loro: pietre e fango per le fondazioni e i muri di contenimento; balle di fieno per coibentare pareti e pavimenti; legno per la struttura; paglia rivestita da una guaina di plastica, ricoperta da terra seminata a prato, per il tetto. Scrive così sul suo sito “Non sono un muratore né un carpentiere”, e aggiunge: “questo tipo di casa è accessibile a chiunque abbia buona volontà e fiducia”.

IL PROGETTO
Dopo aver scavato nella collina, Simon ha realizzato la struttura in legno della casa hobbit; completato il guscio esterno, ha innalzato le pareti interne con balle di fieno accatastate sui muri a secco messi insieme con legni di nocciolo. Una volta pronte le pareti, ha posato le assi di parquet del pavimento su un sottofondo a base di pallet, mentre per la copertura ha realizzato un tetto giardino in balle di paglia impermeabilizzate con fogli di plastica e completate con un manto erboso.

La casa, che prende il nome di Low Impact Woodland Home, non solo è completamente autosufficiente ed ecologica, ma è costata soli 3500 euro. D’inverno viene riscaldata grazie ad una stufa a legno, mentre d’estate il raffrescamento è garantito da un sistema di ventilazione naturale che attinge aria fresca dal sottosuolo.

I pannelli solari forniscono l’energia elettrica necessaria, una deviazione di una sorgente naturale garantisce l’approvvigionamento idrico all’interno, mentre si garantisce un maggior apporto di luce naturale grazie alla presenza di un lucernaio.

I muri interni sono stati ultimati con una pellicola di calce traspirante; arredi e pavimenti sono stati realizzati con legno di recupero; gli infissi e le tubature sono stati ricavati da materiali di scarto; è presente una compost toilette e, dulcis in fundo, la temperatura del frigorifero è mantenuta bassa dall’aria fredda proveniente dalle fondamenta.

Il tetto verde non solo garantisce un maggiore isolamento termico, ma consente alla casa di mimetizzarsi nell’habitat naturale in cui è inserita, donandole quell’aspetto bucolico e surreale che ha fatto sì che molti la definissero “la casa degli Hobbit”.

“Essere il proprio architetto è molto divertente… ti permette di creare e godere di qualcosa che è parte di te stesso e della terra, piuttosto che acquistare e vivere, nella peggiore delle ipotesi, in una casa che è un prodotto in serie, tipo scatola progettata per il massimo profitto, alimentando l’economia del settore delle costruzioni che impattano fortemente sull’ambiente.Costruire con materiali naturali elimina le speculazioni edilizie che costruiscono con materiali a basso costo rivenduti al costo più alto producendo quei cocktail di veleni cancerogeni che riempiono gli edifici più moderni.”

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Queste le parole di Simon Dale, che ha chiaramente fatto “di necessità virtù”; nessun architetto, nessun incantesimo alla Tolkien, solo semplici strumenti, l’aiuto di qualche amico, tante letture e una buona dose di coraggio.





Marina Block

Marina Block Laureanda in Architettura

Amante dei gatti, zen e folle; un haiku nato a Napoli, sempre in compagnia di un buon libro e di un pacchetto di caramelle gommose. Affetta dal male incurabile del sognare, sa che se dovesse fallire come architetto, non si perderà d’animo: alle persone, invece che luoghi sicuri, regalerà storie fantastiche in cui rifugiarsi.

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