Il giallo del quinto Conto Energia firmato Enel

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Il Quinto Conto Energia Fotovoltaico non è ancora nato ed è già al centro delle polemiche. E non solo per i contenuti, in quanto minacciano una dura battuta d’arresto agli incentivi, ma piuttosto per un vero e proprio “giallo” legato alle bozze circolate nei giorni scorsi. Una manager di Enel S.p.A. compare infatti come autrice del testo del 23 marzo nelle proprietà del file pdf. La compagnia smentisce e annuncia un

procedimento interno per verificare che il documento non sia stato “manipolato”. Ma la questione ha scatenato polemiche e merita di essere approfondita.

Le bozze del Quinto Conto Energia sono state pubblicate sul sito Qualenegia.it e, poiché il web non perdona, un utente sveglio si è preso la briga di curiosare tra le proprietà del documento scoprendo che l’autrice era in realtà nientemeno che l’Environmental Regulation Analyst di Enel S.p.A. (il cui profilo Linkedin, curiosamente, non è più visibile da quando è stata pubblicata la notizia) e ha fatto subito il suo meritorio dovere di rompiscatole segnalando la preoccupante anomalia. La questione ha giustamente avuto immediata risonanza, propagandosi rapidamente nel web (seppur con meno clamore di un qualunque video di Belen Rodriguez, ma pazienza) e sollevando una serie di interrogativi inquietanti seguiti dalla consueta coda di polemiche. Questo perché se le cose fossero davvero andate come sembrano, si tratterebbe di un episodio molto grave, in quanto in un paese che voglia dirsi civile, un Ministero non può e non deve farsi dettare (o correggere) le proprie bozze di legge da un privato parte in causa, (ma poi che mondo sarebbe senza conflitto di interessi?).

L’azienda ha così replicato alle accuse che gli sono piovute addosso: “Abbiamo ricevuto la bozza come tante altre aziende, e non siamo intervenuti in alcun modo. Nessun documento può essere attribuibile a noi. Se rileveremo illeciti su nostri file o computer scatterà una denuncia”.

Ipotizzando per assurdo che ciò sia vero (dunque ignorando per un attimo il curioso incidente del pdf “targato” Enel) sarebbe comunque molto bello capire a che titolo e per quale motivo le bozze di legge ministeriali vengano spedite (e se così, vorremmo sapere il nome di colui che le ha inviate) alle aziende direttamente coinvolte. Sarebbe un conflitto di interessi grande come il fatturato Enel. Inoltre la smentita dell’azienda non sembra essere molto convincente visto e considerato che tale bozza non è pervenuta a nessuna associazione di categoria (ovvero gli unici soggetti con i quali eventualmente concertare decisioni simili) e a nessun’altra azienda.

La vicenda poi si complica, se possibile, ancora di più. Spunta l’ipotesi di hackeraggio ai danni dell’Enel, il che è del tutto possibile, ma onestamente, quanto è probabile che un hacker, per quanto abile nell’introdursi nei computer altrui, abbia le competenze per scriver una bozza di legge con il gergo linguistico di un esperto del settore quale evidentemente è chi ha scritto tale documento? Da un hacker ci si aspetterebbe semmai la diffusione di documenti riservati e confidenziali, e questo è già più ragionevole, se si considera quello che fa da anni Wikileaks. O forse, in accordo con il rasoio di Occam, potrebbe semplicemente trattarsi di una tremenda ingenuità del gosthwriter ministeriale, il cui nome e cognome è direttamente verificabile semplicemente editando le proprietà del pdf del 23 marzo. Insomma, che il documento sia di provenienza Enel sembra difficile da negare, altrimenti l’azienda non avrebbe incaricato la propria security informatica di verificare intrusioni hacker (il che sarebbe ben lungi comunque da smentirne la paternità o giustificarne il possesso).

Sulla vicenda, il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) è ancora più vago dell’Enel:
“Roma, 24 marzo 2012 – La notizia circolata su alcuni organi di stampa secondo cui Enel avrebbe inviato al Mise una bozza di decreto relativa agli incentivi per il fotovoltaico è, ovviamente, del tutto infondata.”

A parte la fastidiosanoncuranza con cui la vicenda viene liquidata senza fornire la minima prova a supporto, il Ministero si guarda bene dal fare menzione di quanto afferma la stessa Enel, ovvero di aver ricevuto la bozza. E poi c’è un ulteriore giallo: ilcomunicato è datato 24 marzo, cioè il giorno in cui è scoppiato questo putiferio, ma è stato rilasciato solo il giorno 26, nel tardo pomeriggio. Possibile che l’ufficio stampa ministeriale abbia commesso una svista così grossolana? O forse, come alcuni hanno suggerito, il comunicato era già pronto da due giorni ma si è aspettato che uscisse la risposta ufficiale dell’Enel prima di pubblicarlo?

In attesa di smentite degne di questo nome, con spiegazioni convincenti e inoppugnabili, noi ci riserviamo di credere al vecchio motto ’a pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca’, perché basta guardarsi intorno per capire che non esiste aforisma più cinico della realtà, sempre un passo più avanti della fantasia verso lo squallore.










Alberto Grieco

Alberto Grieco Architetto

Frequentando una signora chiamata Storia, ha scoperto che l’architettura bio-eco-ecc. non ha inventato Nulla©, ed è per questo che perde ancora tempo sui libri. Architetto per vocazione; tira con l’arco, gira per boschi, suona e disegna per vivere. Lavora nel tempo libero per sopravvivere.

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