Mercato immobiliare: ancora resistenze sulla sostenibiltà

Siamo in un’epoca in cui la sostenibilità non è più soltanto una moda ma una necessità. Chi progetta ormai, al di là di ogni intenzione etica e sociale, deve dare la precedenza a quello che il mercato immobiliare richiede. Spiega Norbert Lantschner, presidente della Fondazione ClimAbita e responsabile dell’area Green Habitat al Saie, recentemente tenutosi a Bologna: Le famiglie italiane, stressate dai costi sempre più elevati dell’energia, sono alla ricerca di sistemi che diano l’opportunità di ridurre le voci di spesa per riscaldare, raffreddare e illuminare gli appartamenti”.

COME RIDURRE I CONSUMI PRO CAPITE DI ENERGIA

COSA DICONO I SONDAGGI

Secondo un sondaggio della società americana J Turner, specializzata in ricerche di mercato nel settore immobiliare, sono i 50/60enni quelli più sensibili ai temi della sostenibilità, mettendo al primo posto la scelta di elettrodomestici ad alta efficienza e, a seguire, la pedonabilità, il riciclo dei rifiuti, le fonti alternative e i servizi igienici con dispositivi di risparmio idrico.

Al contrario, nei giovani c’è ancora qualche resistenza perché in molti casi considerano la sostenibilità come una privazione, prediligendo, nella prima casa, aspetti come l’ottimizzazione degli spazi, la funzionalità e l’inserimento di oggetti "cool".

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NORMATIVE PIÙ CHIARE

“Le tecnologie ci sono, i costruttori sono pronti. Il problema è una normativa confusa – dice Lantschner – per cui c’è chi cambia la caldaia, chi sistema i pannelli solari ma pochi sono gli interventi strutturali che permetterebbero di risparmiare dall’80 al 95% di energia”.

È un treno che non possiamo perdere se vogliamo raggiungere l’obiettivo “case triplo zero” (zero consumi, zero emissioni, zero rifiuti) fissato dall’Europa per il 2050.

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OCCORRE UN MAGGIORE IMPEGNO

Siamo riusciti, dagli anni '60 a oggi, a eliminare i due terzi dei consumi; occorre perciò darsi da fare sull’ultimo terzo utilizzando materiali da costruzione con sistema a cappotto, serramenti a doppio/triplo vetro atermico, ventilazione controllata con recupero d’aria e tutto ciò che le nuove tecnologie permettono di fare oggi nel campo del risparmio energetico.

E occorre darsi da fare sul riciclo dei rifiuti, che in Italia è ancora oggetto di contrasti e sulla pedonabilità. Qui vediamo un dato positivo: Milano è diventata la terza città europea, dopo Copenaghen e Amsterdam, per utilizzo di biciclette in strada. È tempo quindi di provvedere a una rete adeguata di piste ciclabili.

Elena Bozzola

Elena Bozzola Architetto

Si è laureata quando la parola “sostenibile” la pronunciavano in pochi e lei si ostinava a spedire email sulla tutela ambientale a tutti i suoi amici. L’incontro con Architettura Ecosostenibile è stato un colpo di fulmine. Ama la fatica delle salite in montagna e una buona birra ghiacciata dopo la discesa.

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