Il ristorante sociale per i bisognosi

È attraverso i piccoli gesti che si riesce a ricostruire un rapporto con se stessi e con gli altri, grazie anche all’aiuto offerto in maniera poco invasiva e facendo sentire a proprio agio le persone bisognose: quelli che hanno perso il lavoro improvvisamente, oppure gli ex detenuti che hanno difficoltà a reinserirsi nella società, ma anche la nuova categoria dei padri separati e dei familiari dei malati che non sono in grado di sostenere i costi per mantenersi nel momento in cui si deve abbandonare il proprio lavoro per occuparsi di loro.

Nasce così, nel 2014, l'idea del Ristorante Solidale Ruben, a cura della Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus. Sul sito della Fondazione Ernesto Pellegrini si dice che il ristorante Ruben, che si trova nei pressi della Stazione San Cristoforo a Milano, sia frutto «di un desiderio personale e di una forte motivazione etica e sociale».

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Il nome del ristorante sociale, Ruben, è quello di una persona realmente esistita, un contadino a servizio della famiglia di Pellegrini. Anni dopo aver prestato il proprio servizio perse ogni cosa per l'esproprio dei terreni che ospitavano la cascina in cui lavorava e fu costretto a vivere come barbone. «Mi si stringeva il cuore a vederlo in quelle condizioni e mi ero riproposto, appena le mie finanze, allora scarse, me lo avessero consentito, di procurargli un letto caldo. Purtroppo non ho fatto in tempo», così racconta Ernesto Pellegrini.

Ruben non è una mensa per i poveri quanto un ristorante sociale, ovvero un posto per dare conforto in qualche modo a persone bisognose o in difficoltà. Per poter accedere ai servizi offerti dal ristorante sociale Ruben, occorre rivolgersi a uno dei tanti Centri di Ascolto della Rete di Ruben: gli operatori valutano le domande di accesso ai pasti e, in caso di approvazione, rilasciano una tessera nominativa che dura 60 giorni. Allo scadere dei due mesi la persona bisognosa può richiedere una nuova tessera effettuando un nuovo colloquio che ne attesti le effettive esigenze.

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Il ristorante sociale Ruben è aperto ogni giorno (per il momento solo a cena) e offre ogni sera 500 pasti al costo simbolico di 1 euro (e gratis sotto i 16 anni di età) a persone in difficoltà sia economica che sociale. Gli ospiti possono portare anche le loro famiglie e trattenersi oltre il tempo necessario a consumare il proprio pasto, affinché il ristorante sociale Ruben aiuti a rafforzare le relazioni umane e condividere momenti al di là del semplice consumo del pasto. 

Gli operatori cuochi e gli inservienti professionisti sono per lo più volontari come anche gli assistenti psicologi e gli animatori per i commensali. L'euro che si fa pagare infatti non ha un significato economico e ricopre solo una parte davvero esigua dei costi, però serve a dare dignità ai commensali che non hanno la cena come un'elemosina ma la pagano. Il resto delle spese sono invece coperte dalla Fondazione Ernesto Pellegrini onlus.

Il design di questo ristorante inoltre, esula da quello delle classiche mense per i bisognosi: è curato, originale, accogliente e mette allegria! La volontà di chi lo ha ideato è stata quella di restituire dignità a tutti coloro che si sono trovati a dover far fronte a pesanti problemi sociali. Un aspetto molto diverso anche per quanto riguarda i servizi: i camerieri sono in “divisa” e si può scegliere tra due tipi di menù ogni sera. 

Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.

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