Il padiglione della Francia per l’Expo 2015

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Il padiglione francese per l’Expo di Milano 2015 è stato presentato a meno di 380 giorni dall’inaugurazione dell’esposizione, 114 anni dopo l’Expo 1900 per cui è stato ideato il Petit Palais. La struttura è stata presentata da Alain Berger, Commissario Generale dell’Expo per la Francia, in presenza del ministro dell’agricoltura Stéphane Le Foll. Berger ha sottolineato come questo sarà un luogo simbolico di incontro e scambio, in cui poter affrontare la sfida di “produrre di più” e “produrre meglio”.

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Una vera e propria porzione di territorio francese, capovolta e realizzata interamente in legno smontabile e riutilizzabile; grazie ad esso la Francia propone un motto che ne esplicita le suggestioni: Produrre e nutrire diversamente.
Come nell’agroalimentare slow food, ove i prodotti sono a chilometro zero, questa struttura è sostenibile. Il legno con cui sarà realizzato il Padiglione della Francia per l’Expo 2015 proviene dallo Jura, distante circa 200 chilometri da Parigi.

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Il progetto, degli architetti Anouk Legendre, Nicola Desmazière e Alix Afferni, propone una rinnovata versione dei mercati coperti della seconda metà dell’Ottocento, realizzati nel cuore della capitale francese per volontà di Napoleone III.
Questo mercato coperto del ventunesimo secolo avrà una struttura composta da tre piani, con una superficie di 2mila metri quadrati vegetalizzata, al centro di un’area complessiva di 3.600 mq, circondata da un grande campo–giardino.
La struttura è realizzata con una forma spettacolare e tecnologica: linee libere e assemblaggi invisibili che garantiscono che il padiglione possa essere smontato e riutilizzato dopo l’esposizione.

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Il team di X–Tu Architectes ha effettuato scelte di filiera corta come quella del legno locale, il sistema di ventilazione naturale all’interno del padiglione, il basso consumo energetico, il riciclo dei rifiuti e la depurazione delle acque. I visitatori saranno accompagnati in un percorso attraverso un giardino in cui saranno presentate la diversità e la ricchezza delle varie regioni.

Il tour del padiglione inizierà dal labirintico e lussureggiante giardino, in cui saranno in mostra la diversità e la molteplicità dei paesaggi delle regioni francesi. All’interno del padiglione, il viaggio si sviluppa tra i pilastri della grande volta centrale, in cui il visitatore potrà vivere esperienze sensoriali, tattili e olfattive.
Il costo è di circa 20 milioni di euro, finanziati da sei ministeri; la quota maggiore, 5,5 milioni, è a carico di quello dell’Agricoltura.

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Tematica alimentare da gustare non solo con gli occhi ma anche col palato: saranno presenti una panetteria al piano terra, ed una brasserie all’ultimo piano, ove è una terrazza che si affaccia sui 110 ettari dell’esposizione milanese, con una gamma di erbe e vegetazione che contribuiscono attivamente all’esperienza realizzata dai visitatori del mercato fertile. Nel ristorante il prodotto fresco è cucinato e servito agli ospiti. Si tratterà di un vero e proprio biglietto da visita per la Francia, candidata ad ospitare l’esposizione universale per il 2025.

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In questa prima Esposizione universale dedicata a sicurezza e a diversità alimentari, che rientrano tra i più cogenti impegni pilastri della Francia, il padiglione francese espliciterà l’importanza e la varietà di agricoltura, pesca ed agroalimentare nazionali. Grazie alla scenografica struttura che la rappresenta, la Francia potrà presentare le proprie riflessioni ed ipotesi di risposte a tali problematiche mondiali, attraverso canali scientifici e tecnologici, attraversati dal fil rouge della sostenibilità.

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Paese prioritario per il ruolo di rilievo ricoperto in ambito europeo e mondiale, la Francia è stata il 65° Partecipante Ufficiale che ha sottoscritto il documento ufficiale per la propria presenza all’evento del 2015.

Il progetto intende trovare e suggerire soluzioni per l’autosufficienza, rispetto ai diversi metodi di produzione che permettono un migliore nutrimento. L’idea è quella di realizzare un luogo di scambio, ma anche di riflessione ed innovazione, metafora di un territorio fisico in cui nuove prospettive sul cibo e la nutrizione possano crescere e manifestarsi, influenzando positivamente e con successo il futuro del pianeta.

Ivana Fasciano

Ivana Fasciano Architetto e Designer

Inventiva a 360°, trova nell’architettura la valvola di sfogo per il suo estro creativo. Adora progettare ville immerse nel verde. L’arte, la musica ed i viaggi le danno la carica per imbattersi ogni giorno in una nuova avventura.

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