Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie. Consulta la cookie policy
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. OK

Abitare la città: il parco urbano a Copenhagen affronta i cambiamenti climatici

Copenhagen combatte i cambiamenti climatici con un nuovo parco urbano

Per combattere gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, anche la città di Copenhagen è corsa ai ripari con il progetto di un parco urbano,  firmato dal gruppo di architetti danesi SLA, che si propone come un modello replicabile anche in altre città.

In che direzione si stanno evolvendo le nostre città? Come far fronte ai problemi di inquinamento e di una sempre più feroce urbanizzazione? Il dibattito urbanistico riguardo al tema della città come luogo per e dell’uomo è sempre stato attuale. Oggi numerosi architetti e urbanisti con team multidisciplinari cercano di trovare soluzioni sostenibili e sempre più all’avanguardia mirate al bene comune sempre.

In particolare i paesi del Nord Europa fanno scuola con progetti di altissimo spessore abbinati ad un grande rispetto per l’ambiente. Ne è un esempio il gruppo danese SLA, che nel progetto di ricerca “The Soul of Nørrebro” definisce il tipico modello nordico di sviluppo urbano: possibilmente scalabile, basato sulla cooperazione, il dialogo e con un approccio progettuale rivolto a soluzioni naturali.

Il parco urbano di Norrebro a Copenhagen

A Copenhagen si mitigano gli effetti del clima con un parco urbano

Lo studio danese ha analizzato le condizioni in cui versano le nostre metropoli; esse non riescono a rispondere in modo efficiente in un mondo dove gli effetti dei cambiamenti climatici globali sono sempre più imprevedibili e terrificanti e con una sempre più evidente mancanza di acqua potabile pulita. La situazione è ulteriormente aggravata dalla tendenza ad un’urbanizzazione talmente feroce che, secondo una ricerca dell’ONU, entro il 2050 oltre il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città.

Di fatto, quindi, ci stiamo avvicinando a un nuovo tipo di essere umano che nasce, cresce, vive e muore in città: l’Homo Urbanus. Allo stesso tempo le persone stanno diventando sempre più insoddisfatte delle loro vite in città a causa dell’inquinamento, della mancanza di una buona vita sociale e la mancanza del contatto con la natura.

Anche l’ecologica e moderna città di Copenaghen sta, come quasi ogni altra grande metropoli, affrontando cambiamenti climatici critici e una crescita esponenziale della popolazione. Il progetto di SLA si propone di affrontare queste sfide ponendo l'acqua come una risorsa. La ricerca condotta è quindi un esempio di come il sistema nordico può risolvere i problemi urbani rendendo la qualità della vita nelle nostre città migliore.

Il parco cittadino Hans Tavsens e Korsgade

Il progetto del parco cittadino Hans Tavsens e Korsgade, commissionato dal Comune di Copenhagen, è profondamente circostanziato alla zona di Nørrebro, uno dei quartieri più vivaci della città, ma i suoi metodi e le sue soluzioni risultano applicabili ovunque. Con questo esteso progetto, di 85 mila metri quadrati, SLA sostiene e rafforza gli intricati sistemi urbani del luogo, i cosiddetti: circuito idrologico, circuito biologico e circuito sociale amplificando la sinergia tra essi in una sorta di microcosmo. Gli obiettivi principali per l'adattamento e il rinnovamento del clima del parco cittadino, sono il reindirizzamento dell'acqua piovana e, allo stesso tempo, la creazione di nuovi spazi urbani più vivibili.

Il parco urbano di Copenhagen ripensa all'ambiente come ad un microcosmo

Un sistema di tre circuiti per il parco urbano di Copenhagen

Il circuito idrologico del parco urbano di Copenhagen

Il circuito biologico del parco urbano di Copenhagen

Quindi, rafforzando il circuito biologico di Nørrebro, diventerà il luogo di nascita di una diversità biologica e numerose varietà si diffonderanno al di fuori della zona. Il circuito idrogeologico sarà usato come una risorsa: l'acqua piovana verrà raccolta, depurata e riutilizzata per irrigare la città e naturalmente rinfrescare nelle calde giornate estive. Infine, rafforzando il circuito sociale il progetto aumenterà ogni giorno la felicità dei cittadini.

Quando il progetto sarà completato, nel 2022, il parco agirà da rain garden come bacino naturale per accogliere le acque piovane in grado di gestire fino a 18.000 metri cubi di acqua alla volta. L'acqua piovana in eccesso sarà guidata verso i laghi di Copenaghen. L'acqua sarà quindi una caratteristica visibile nel paesaggio urbano, utile a contribuire all'irrigazione e a migliorare il microclima locale.

I rain garden nel parco urbano di Copenhagen

Il rain garden del parco urbano di Copenhagen per la raccolta dell'acqua piovana

La collaborazione più importante che ha assicurato l’applicabilità del progetto e la base per lo sviluppo futuro del quartiere, è stato il dialogo serrato e continuo con l’autorità locale, la scuola locale e i cittadini di Nørrebro. Ma contrariamente ai normali processi partecipativi, quali di solito sono limitati alla fase delle idee iniziali, The Soul of Nørrebro mira a rendere il processo partecipativo permanente. Per il team SLA, lo sviluppo urbano non è infatti monopolio degli architetti progettisti, bensì è un processo continuo e altamente sociale radicato nella comunità locale, un processo che deve continuare ad evolversi a lungo dopo che gli architetti, i pianificatori della città e i lavoratori comunali se ne sono andati. I legami sociali così si potranno rafforzare ed i cittadini si incontreranno attraverso i contesti culturali ed economici per fare della loro città un posto migliore in cui vivere. Il risultato sarà quindi una città più sana, più verde, più felice, più socialmente e culturalmente vivace.

Caterina Debidda

Caterina Debidda Architetto

Metà toscana, metà sarda, è un architetto alla ricerca della simmetria, ma in perenne squilibrio. Adora i gatti, l'arte in ogni sua forma e i film hipster di Wes Anderson. Ama i paesi nordici ma sogna un viaggio on the road in Sudamerica.