Un giardino cresce liberamente in verticale nell’aeroporto di Portland

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L’aeroporto internazionale di Portland, nell’Oregon, si distingue per l’impegno profuso a tutto campo in favore della sostenibilità, dal progetto degli edifici costituenti il vasto complesso, alla diffusione di iniziative volte a sensibilizzare i viaggiatori sulle tematiche del risparmio energetico e del riciclo. In questa ottica si collocano ad esempio il recente intervento green sul preesistente parcheggio multipiano e la nuova espansione del 2010.

IL GIARDINO VERTICALE

L’impressione che si ha giungendo in aeroporto, al di sotto della grande struttura di copertura in vetro e metallo (costruita negli anni Novanta) che costituisce l’elemento di snodo e collegamento tra il Terminal e i parcheggi, è quella di una sorprendente, selvaggia e rigogliosa “cascata” verde. La realizzazione di un giardino verticale estemporaneo sfrutta la conformazione di un fronte del grande parcheggio per la sosta breve: i parapetti continui e le griglie di protezione che si affacciano sulla trafficata area di transito veicoli vengono adornati con piante ed essenze che crescendo liberamente hanno creato una parete verde quantomeno insolita in un contesto aeroportuale “tradizionale”. L’idea è tanto semplice quanto efficace non solo dal punto di vista di una migliore accoglienza dei viaggiatori, ma anche da quello strategico di contributo alla riduzione dell’inquinamento da gas di scarico.

UN SISTEMA SOSTENIBILE INTEGRATO

Gli accorgimenti ecosostenibili messi in atto a Port of Portland comprendono anche una serie di pannelli fotovoltaici installati su uno dei bordi longitudinali della grande pensilina vetrata (quello adiacente al parcheggio multipiano per la sosta breve); questo impianto è in grado di produrre 12 mila Kwh di energia ogni anno, che saranno progressivamente incrementate fino a raggiungere l’obiettivo di 30 mila Kwh per anno. Altri punti di forza nella gestione del sistema aeroportuale sono l’impegno per una efficiente raccolta differenziata e la integrazione di sistemi di trasporto tradizionali con altri meno inquinanti – come il Max Light Rail – o ecologici, con la predisposizione di unarete di piste ciclabili e di una serie di servizi legati all’uso di biciclette sia per raggiungere l’aeroporto che per spostarsi da una zona all’altra dello stesso.

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LA NUOVA SEDE PER UFFICI E PARCHEGGI

L’ultima espansione dell’aeroporto, completata nel 2010 ad opera del gruppo ZGF Architects LLP, è in linea con l’incremento delle politiche ecosostenibili appena esaminate. L’intervento riguarda la creazione di un parcheggio multipiano per la sosta lunga, e di una nuova sede unica per gli uffici (prima variamente dislocati). Le due funzioni vengono ovviamente mantenute separate, ma integrate – sette piani destinati a parcheggio e i tre sommitali ad uffici – in un unico edificio ipertecnologico e concepito per ottenere la certificazione LEED Platinum. Uno dei criteri di progettazione dell’edificio, situato ad est del Terminal principale, è costituito dalla realizzazione di ambienti di lavoro illuminati naturalmente e salutari, attraverso l’impiego di materiali certificati a basse emissioni di composti organici volatili per i rivestimenti e le finiture, locali come la quercia dell’Oregon, e sostenibili (come alcuni elementi d’arredo, interamente smontabili e riciclabili al termine del loro ciclo di vita).

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La copertura di parte del penultimo piano è costituita da un tetto–giardino, che riduce l’effetto di surriscaldamento dei livelli sottostanti e consente di raccogliere le acque meteoriche. Un sistema organico di trattamento delle acque piovane e grigie ne consente il filtraggio e la purificazione naturale, permettendone il riutilizzo per gli usi non potabili. L’uso di queste tecnologie porta ad un risparmio idrico del 70% ed energetico del 40% rispetto ad un edificio analogo costruito con tecnologie convenzionali.

Matilde Fagotto

Matilde Fagotto Architetto

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