La seconda vita di Expo 2015. Il futuro dell'area espositiva

Oltre 20 milioni di visitatori hanno in questi mesi varcato le soglie di Expo Milano e calpestato gli oltre 400 mila metri quadrati di area espositiva, allestita tra aree a verde, padiglioni e strutture di servizio. Solo alcune strutture, tra cui Palazzo Italia e l’Albero della Vita, e le aree a verde resteranno sul luogo a ricordo della storia di Expo, mentre i padiglioni verranno spostati.

Molti padiglioni hanno pubblicizzato la loro “seconda vita” già dall’inizio dell’avventura Expo, spiegando come verranno riciclati, smontati, riutilizzati o trasferiti. Ma come verrà riutilizzata l'intero sito espositivo di Expo Milano 2015? 

LA PROPOSTA PER L'UTILIZZO DELL'AREA DELL'EXPO 

Tra Luglio e Agosto di quest’anno Agenzia del Demanio e Cassa Depositi e Prestiti hanno presentato a Regione Lombardia e Comune di Milano un dossier che presenta il progetto di futuro utilizzo dei terreni dell’Expo Milano 2015. Il dossier contiene i riferimenti ad alcune situazioni in cui si è riqualificata un’area di ampie dimensioni come per esempio il progetto Adleshof a Berlino e Silicon Roundabout a Londra.

Il progetto prevede tre macro aree: la cittadella universitaria, un parco tecnologico e un centro di servizi pubblici.

  • La cittadella universitaria ospiterebbe i locali dell’Università Statale, oggi collocati in via Celoria, dedicati alle facoltà scientifiche.
  • Il parco tecnologico vedrebbe collocato un polo di ricerca agroalimentare e il Crea, Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'economia agraria.
  • La cittadella dei servizi potrebbe ospitare invece diverse realtà pubbliche come Vigili del Fuoco, Agenzia delle Entrate, Archivio di Stato e altri servizi del Comune di Milano.

La proposta così formulata prevede un investimento totale di oltre un miliardo di euro. Il trasferimento dei locali universitari richiede all’incirca 540 milioni di euro, di cui metà coperti dal polo universitario. La realizzazione della cittadella dei servizi costerà oltre 200 milioni di euro, di cui una parte arriveranno dal risparmio dei canoni di locazioni dei locali che oggi ospitano i medesimi servizi.

Tutte le aree a verde presenti durante l’esposizione verranno mantenute.

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RIUTILIZZO AREA EXPO: LE IDEE DEL PUBBLICO

Su questo tema Corriere della Sera e Oxway, una delle prime piattaforme italiane di intelligenza e critica collettiva, hanno reso disponibile una piattaforma online nella quale dal 16 al 26 Ottobre, chiunque ha potuto esprimere la propria proposta.

Sono state oltre 500 le proposte caricate sulla piattaforma da oltre 1000 utenti iscritti tra imprenditori, architetti e ingegneri, liberi professionisti e pubblico comune. Le proposte pervenute sono state le più varie: molti hanno presentato l’idea di realizzare un polo universitario o un polo tecnologico. Altri hanno proposto l’idea di istituire un’area museale o una fiera mondiale a tema alimentare. Altri ancora avanzano la possibilità di realizzare strutture sportive.

I trenta migliori partecipanti, valutati sia della proposta progettuale che dei commenti su quelle di altri utenti, sono stati premiati da una giuria di giornalisti della Redazione del Corriere della Sera.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.

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