Pannelli prefabbricati XLAM e le leggi in Italia: Norme tecniche e Istruzioni CNR

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La caratteristica fondamentale della tecnologia XLAM (pannelli di legno massiccio a strati incrociati) risiede nella stabilità dimensionale e la sostanziale rigidezza degli elementi strutturali piani. L’uso strutturale di elementi piani è noto da molti anni e si è diffuso inizialmente nel continente Americano. Il risultato è il prodotto dell’assemblaggio di più componenti, posati in opera in cantiere, costituito da elementi lineari (montanti e travi) con funzioni portanti e completato da tavole sottili per formare un involucro strutturale e mantenere la forma e la stabilità all’elemento piano.

In seguito, con l’evoluzione tecnologica le tavole d’irrigidimento sono state sostituite dai pannelli sottili (OSB, pannelli compensati o truciolati) che hanno permesso, negli anni, la realizzazione di strutture anche importanti e più performanti, con luci e solai di grandi dimensioni grazie anche alla tecnica cosiddetta dei “solai a cassone”.

Nonostante tutto però si trattava di elementi di piastra con effetto strutturale prevalentemente unidirezionale, con limiti d’applicazione intuibili soprattutto per la realizzazione di edifici multipiano moderni con esigenze di resistenza e rigidezza anche in funzione antisismica. L’uso della superficie come requisito organico richiede un attitudine strutturale del materiale lungo tutte le direzioni del piano.

La tecnica dell’XLAM ha risposto a questa esigenza mettendo a disposizione del progettista elementi strutturali massicci piani e di grandi dimensioni con funzioni di piastra e di lastra.

Il calcolo delle strutture realizzate con il sistema XLAM rappresenta però una novità nel campo della progettazione di strutture lignee, per la quale al momento non esistono normative specifiche. Attualmente non esiste una trattazione specifica in nessuno dei testi in uso da parte degli addetti ai lavori; esiste però una base normativa sulla quale poter lavorare che consente una particolare procedura di omologazione e di applicazione strutturale di materiali e prodotti (come avviene per altri materiali) che non sono definiti da una norma apposita.

Le basi Normative sono le “Norme Tecniche per le Costruzioni” e le Istruzioni CNR/DT

DM 14/01/2008 “NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI”

Le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC2008) contengono tre paragrafi che si riferiscono alla progettazione di strutture di legno, in particolare XLAM:

  • il paragrafo 4.4 “Costruzioni di legno” in cui si definisconoi requisiti generali e le metodologie di valutazione della sicurezza;
  • il paragrafo 7.2considerazioni generali per le zone sismiche e paragrafo 7.7 , aspetto particolare della sicurezza sismica delle strutture lignee.
  • Il paragrafo 11.7 e in particolare per l’XLAM 11.7.6 e 11.7.10 “ altri prodotti derivati dal legno per uso strutturale” che indicano le definizioni e le procedure di qualificazione e omologazione.

LE ISTRUZIONI CNR/DT 206/2007

Le istruzioni CNR/DT 206/2007 (edizione riveduta nel 2008) sono indicazioni più dettagliate delle succinte prescrizioni del paragrafo 4.4 delle NTC2008 relative alla progettazione, esecuzione e controllo delle strutture di legno.

Emerge subito un limite d’applicazione di questa tecnologia: si tratta di una tecnica che può essere affrontata soltanto con l’ausilio della grande industria, l’unica capace, di fatto, di affrontare le varie fasi procedurali di omologazione diretta dei singoli prodotti necessari per la realizzazione di qualsiasi progetto edificatorio.

Luca Facchini

Luca Facchini Architetto

Laureato all’Università di Firenze, dipartimento di Urbanistica - Progettazione Urbana nel 2001. Socio e Consigliere di INBAR, Sezione di Firenze. Ha fatto parte di Edilpaglia. Si occupa principalmente di Riqualificazione Energetica sensibilizzando la Committenza all’impiego di processi e materiali Biocompatibili.

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