La lanterna di Riyadh. Un edificio culturale tra innovazione e tradizione araba

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Nell’epoca delle archistars, i progetti, come immense astronavi, hanno trovato una loro naturale collocazione negli spazi immensi e ancora indefiniti dei paesi arabi, grazie anche alla disponibilità finanziaria degli sceicchi. Sono rari gli interventi di confronto con la grande storia architettonica araba e di cucitura del tessuto urbano. Lo studio GerberArchitekten ha raccolto la sfida con il progetto della King Fahd National Library, uno dei più importanti edifici culturali di Riyadh.

Medio Oriente: le torri del vento della tradizione araba per raffrescare gli ambienti

L’intervento di Riyadh riguarda la creazione del nuovo edificio della libreria nazionale e il parco che vi si apre davanti e insiste nel dinamico quartiere di Olaya, oggetto di grande sviluppo negli ultimi anni, in un’area situata tra i due più trafficati assi della città: King Fadh Road e Olaya Street con cui il parco si collega direttamente risultando una pausa urbana nell’intenso traffico cittadino.

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Il grande volume squadrato avvolge la struttura esistente, celando la pianta cruciforme al suo interno e rendendola il cuore della struttura con la sua trasformazione in archivio e centro conoscenza, inoltre la grande cupola esistente in cemento viene ricostruita in acciaio e vetro mantenendo il suo valore simbolico.

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L’atrio di ingresso ospita degli spazi espostivi, un ristorante e una libreria mentre il primo piano è riservato interamente alle donne che possono studiare e leggere anche senza burka. Un sistema di passerelle percorre il terzo piano, partendo dalla sala lettura e delimitando il vero spazio pubblico interno, illuminato dalla cupola vetrata. Il resto delle sale è illuminato da lucernari la cui luce viene filtrata da membrane bianche in tessuto.
Lo stesso tessuto è stato utilizzato nella facciata, la parte che maggiormente caratterizza l’edificio.

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Una struttura tridimensionale metallica tiene dei moduli romboidali in tela bianca che creano un pattern di membrane tessili in grado di evocare tramite il brise–soleil la tradizione araba, mostrando e celando l’interno al tempo stesso e creando di notte quell’effetto di luce che è valso all’edificio l’appellativo di “Lanterna di Riyadh”.

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Dietro l’aspetto estetico però, la facciata svolge la funzione di schermatura, lasciando passare soltanto il 7% dei raggi solari garantendo comunque permeabilità visiva. Il tutto, integrato ad un impianto di raffrescamento a pavimento che garantisce un confort termico elevato e consumi ridotti.

Antonino Puccio

Antonino Puccio Architetto

Siciliano, fondatore del giovane studio Nau Architetti con cui si dedica ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico. Adora l’high tech e le nuove tecnologie ed è un grande appassionato di Grafica e Design. 

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