• scritto da Angela Crovace
  • categoria In Europa

Teorie e progetti di Friedensreich Hundertwasser, pioniere della bioarchitettura

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Friedensreich Hundertwasser può essere definito a tutti gli effetti un precursore dell’architettura sostenibile perché in tempi non sospetti – stavano appena nascendo i primi movimenti ambientalisti – esponeva con vigore teorie eco–friendly e realizzava edifici ‘green’ ed energeticamente efficienti. Friedensreich Hundertwasser nasce professionalmente come pittore ma ben presto realizza numerosi edifici in cui utilizza la vegetazione come elemento architettonico: tetti verdi, giardini pensili, loggiati, terrazze e facciate sono ricoperti di piante.

In una delle sue pubblicazioni (‘L’albero inquilino’) afferma che l’albero alla stregua dell’uomo è un vero e proprio inquilino, è parte integrante dell’abitazione e perciò lo ‘pianta’ un po’ dappertutto, fedelmente al suo principio secondo cui la casa deve essere in armonia con la natura: “for a more human architecture in harmony with nature’.

“Che tutto sia ricoperto di vegetazione”, intitola un suo saggio. “Fai del bene alla tua città. Usa i trasporti pubblici”, recita uno dei numerosi poster ecologisti che ha disegnato.

Aspramente critico nei confronti dell’edilizia moderna che riteneva essere troppo fredda, anonima, grigia, priva di emozioni e avverso alle correnti razionaliste e del Bauhaus, che utilizzavano la linea retta a tutti i costi, sosteneva che nella società c’erano tutti i sintomi di un imminente declino dovuto all’omologazione, all’individualismo ed alla mancanza di creatività.

Frederich Hundertwasser biografia

Friedensreich Hundertwasser, all'anagrafe Frederich Stowasser, è stato pittore, architetto ed ecologista attivo prevalentemente a Vienna, dove nacque nel 1928.

Padre scomparso prematuramente, madre ebrea, da bambino fu costretto a frequentare la gioventù hitleriana per evitare le persecuzioni.

Gli studi d'arte che ha seguito per breve periodo fino al 1949 presso l'Accademia di Vienna gli hanno insegnato le tecniche di base del disegno ma non hanno influenzato le sue opere, sempre state uniche nel loro genere ed estremamente originali. 

Sono stati i suoi viaggi (Italia 1949, Parigi 1950, Marocco e Tunisia 1951, Giappone 1961 e Nuova Zelanda), gli stimoli visivi di cui ha fatto tesoro, la natura e le personalità incontrate ad influenzare le sue opere d'arte.

Dopo una fase in cui realizzò opere per lo più astratte, in cui ricorre il motivo della spirale, che rimanda alla vita, a 30 anni, nel 1958, l’artista si avvicinò ufficialmente al mondo dell’architettura pubblicando un manifesto contro il razionalismo dell'architettura.

Rientrato a Vienna si dedicò alle opere per cui è oggi conosciuto ed elaborò una serie di manifesti sull'architettura e la natura. 

Manifesti pubblicati da Frederich Hundertwasser:

  • Manifesto per il boicottaggio dell'architettura (1968)
  • Il diritto della finestra, il dovere dell'albero (1972) 
  • Che tutto sia ricoperto di vegetazione (1980) 
  • L'albero inquilino (1981) 
  • Il medico dell'architettura (1990) 

Mongrafia di Frederich Hundertwasser 

Artista poliedrico, durante la sua vita si è dedicato all'architettura quanto alla grafica, ai dipinti e ai francobolli, riscuotendo successo in ogni campo. 
La casa Hundertwasser è riconosciuta un caposaldo dell'architettura ecosostenibile, l'artista ha esposto alla Biennale di Venezia, le sue doti di grafico l'hanno portato ad essere l'autore del poster per le olimpiadi di Monaco del 1971 e ha ricevuto dal presidente della repubblica italiana nel 1984 la medaglia d'oro per la realizzazione del miglior francobollo.

Muore a Vienna nel 2000, all’età di 72 anni.

Un’architettura organica e naturale

Era fautore invece di un’architettura organica, irregolare, più vicina alla natura che alla ragione perché “il pavimento piatto è un vero pericolo per l’uomo”, perché camminando sulle superfici piane, sul cemento, sull’asfalto si perde il contatto naturale con la terra, con gravi ripercussioni sull’equilibrio fisico e mentale. Sembra quasi un filosofo metafisico quando arriva a teorizzare ‘I diritti delle finestre’, in pratica Hundertwasser riteneva che le case non fossero costituite da pareti murarie bensì da finestre. Conoscendo già, evidentemente, le teorie di un altro pioniere dell’edilizia ecologica, Karl Ernst Lotz, sosteneva che “L’uomo è avviluppato in 3 strati: la sua pelle, i suoi vestiti ed i muri della casa. Le finestre sono il ponte tra l’interno e l’esterno, sono come i pori della pelle. Le finestre sono l’equivalente degli occhi.” Attraverso la finestra l’inquilino guarda fuori, ma si tratta di un filtro anche per chi osserva dall’esterno, quindi ogni finestra ha una sua storia, ha qualcosa di diverso dalle altre, è unica, è originale. Basta osservare una qualsiasi delle sue architetture per capirlo: l’artista disegnava una finestra diversa dall’altra, per dimensione, per colore, per decorazione.

Hundertwasser House

La sua più famosa creazione è l’Hundertwasserhaus di Vienna. Costruita tra il 1983 ed il 1986 è un vero e proprio prototipo di social housing perché è costituito da 50 appartamenti per 150 persone meno abbienti con negozi, un ristorante, un parco giochi per bambini, una palestra, 16 terrazze private e 3 comuni. I costi ed i tempi di costruzione di questo progetto interamente pubblico sono stati regolari e nel pieno rispetto delle normative vigenti comunali. Ancora oggi il Comune di Vienna gestisce il complesso e lo fitta al prezzo di 5 euro al metro quadro, prediligendo nuclei familiari in cui ci siano artisti contemporanei. L’Hundertwasserhouse è stata costruita con materiali ecologici: mattoni di argilla per le murature, legno per porte e finestre, ceramica per i pavimenti, colle, vernici, tende e tappeti sono di origine naturale. Per renderlo energeticamente efficiente lo spessore delle murature è consistente, i vetri tripli con infissi speciali e si produce acqua calda per mezzo di pompe di calore.

Tetti verdi e recupero delle acque

Per il rimboschimento delle terrazze e dei tetti sono state utilizzate 900 tonnellate di terreno, una cisterna raccoglie l’acqua piovana utile all’irrigazione delle piante e le ceramiche decorative sono di recupero. I tetti verdi sono costituiti da fogli anti–radice per la protezione dei solai e dei pannelli isolanti, da strati di pomice e ghiaia per il drenaggio dell’acqua e da triangoli di ferro che sostengono le piante finché non mettono radici in apposite griglie di acciaio inossidabile. L’artista viennese aveva progettato anche un sistema biologico di recupero delle acque reflue sfruttando le proprietà di determinate piante, come il papiro e la canna, di purificare l’acqua sporca convertendola in sostanze vegetali e minerali.

Altri progetti

Completamente immerso nel verde è il complesso alberghiero Rogner Bad Blumau, sempre in Austria, costituito da vari quartieri uno diverso dall’altro, coperto da tetti verdi e con case ecologiche sotterranee provviste di cortile interno. Un tetto verde inclinato ad andamento spiraliforme e facciate variopinte contraddistinguono il Waldspirale, altro complesso residenziale costruito nel 1990 a Darmstadt, in Germania. Nel 2005, invece, viene completata la Cittadella Verde a Magdeburgo, sempre in Germania.

Hundertwasser opere d'arte

Le opere d’arte di Hundertwasser sono esplosioni di colore, forme e natura. La sua tecnica, tutta nuova e personale, è definita da lui stesso “transautomatismo”, parola che richiama il ricorso che l’artista fa ai movimenti automatici del subconscio mentre dipinge su tela.

Le opere d’arte di Frederich Hundertwasser  sono astratte, ripropongono la realtà filtrata dalla sua inesauribile fantasia. Forme rigide e linee rette lasciano spazio a curve, spirali e gocce, più vicine alle forme della natura. Nemico del razionalismo, nei suoi dipinti si rispecchia anche la sua visione dell’architettura, colorata, fluida, naturale.

hundertwasser opere arte switch board

Tra le opere dell’artista come pittore menzioniamo:

  • 690 Green Power (1972)
  • 745 Blobs Grow in Beloved (1975)
  • 104 Cathedral (1951)
  • 224 The Big Way (1995)
  • 691A Irinarland Over the Balkans (1971)
  • 622 Mourning Schiele (1965)
  • 738 Grass for those who Cry (1975)
  • 816 Switch Board (1980) nell’immagine.