Consumo di suolo, riqualificazione del costruito e pianificazione urbanistica comunale

icon1

Attente politiche urbanistiche a livello europeo e dei singoli Stati membri da tempo si prefiggono l’obiettivo di promuovere un maggior contenimento nel consumo urbano del suolo, e di rafforzare piani e metodi strategici di riqualificazione del costruito. Il suolo è una risorsa naturale di primaria importanza per la vita dell’uomo, come sottolineato dal Rapporto Annuale di Ambiente Italia, promosso da Legambiente, nell’ultimo anno ad esso

interamente dedicato.

IMPORTANZA DEL SUOLO
Molteplici sono le funzioni naturalmente svolte da questa fondamentale risorsa: alcune strettamente ambientali, quali la salvaguardia di condizioni idrogeologiche adeguate e la regolazione e tutela degli ecosistemi; altre impattanti sulla qualità della vita dell’uomo, come la realizzazione di aree verdi per il tempo libero o l’incremento di flussi turistici per importanza delle condizioni paesaggistiche.

Il suolo è una risorsa finita e non rinnovabile, è un bene comune primario e limitato; il suo consumo non è reversibile, se non nell’arco di ere geologiche.

L’espressione “consumo di suolo” indica una serie di processi di trasformazione di parti del territorio che comportano un’alterazione delle funzioni ivi svolte naturalmente, realizzando così condizioni artificiali ed artificiose delle quali l’impermeabilizzazione è l’ultima fase. Grazie all’urbanizzazione del territorio, ad esso viene attribuita una funzione preponderante che diviene in grado da pregiudicarne irrimediabilmente tutti gli altri possibili usi.

Da alcuni anni il consumo di suolo cresce in maniera molto più rapida di quanto non accada per il fabbisogno abitativo e produttivo, soprattutto nelle aree agricole, ed in questo modo vengono ridotte le superfici a disposizione della produzione alimentare.

L’ESPANSIONE DELLE CITTA’
In Italia, così come in Europa, la causa principale dell’aumento del consumo di suolo è l’espansione delle città, con nuove aree che si affiancano alle zone esterne delle esistenti periferie, e la popolazione urbana corrisponde a quasi il 65% di quella totale.

In molti Paesi il motivo principale di questo fenomeno viene individuata nello sprawl, ovvero la dispersione abitativa, industriale e produttiva: lasciare ovvero che abitazioni ed industrie non siano concentrate sul territorio, ma in esso si disperdano, con la conseguente necessità di espandere il sistema infrastrutturale a servizio di esse. In Italia si parla di “città infinita”, per indicare un territorio caratterizzato da fenomeni insediativi frutto di scelte disorganiche.

Azioni che favoriscono questa crescita misurata sono la realizzazione di seconde case, che determinano lo sfruttamento a fini turistici di zone di pregio ambientale e paesaggistico, ma anche alcuni meccanismi interni delle nostre normative: le amministrazioni locali possono utilizzare fino al 50% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti, e di conseguenza, per mantenere i servizi, i Comuni sono incentivati a favorire il consumo del suolo e la successiva cementificazione di aree.

LA SITUAZIONE IN ITALIA
Alcuni Comuni si dimostrano virtuosi riguardo alla questione del consumo di suolo.

Osnago è un Comune in provincia di Lecco che ha approvato nel 2008 il nuovo Piano di Gestione del Territorio, contenente un ridimensionamento delle aree destinate all’espansione edilizia per un “consumo di suolo quasi pari a zero”. In questo caso, le misure coercitive per il bilancio dell’amministrazione hanno coinvolto le seguenti azioni: notevole risparmio di spesa, con monitoraggio e valutazione di quelle non indispensabili; attivazione di numerose reti di volontariato, organizzate in associazioni; contrasto all’evasione tributaria; attivazione di opportunità di risparmio energetico per il fabbisogno elettrico pubblico.

Cassinetta di Lugagnano, Comune di 1.883 abitanti, in provincia di Milano, ha approvato un Piano di Governo del Territorio senza alcuna zona di espansione. I mancati proventi, diversamente derivanti dagli oneri di urbanizzazione, hanno determinato una profonda rivisitazione dell’intero bilancio comunale, attraverso l’attivazione di specifiche azioni: riduzione delle spese dell’amministrazione; aumento delle tasse comunali dopo il coinvolgimento dei cittadini nella decisione; ricerca attiva di nuovi contributi e di altre fonti di finanziamento; utilizzo di alcuni appartamenti sfitti; creazione di nuovi introiti con attività legate al turismo ed all’edilizia di recupero del patrimonio esistente (viene promosso il comune come località ideale per la celebrazione del matrimonio). Ed è proprio a Cassinetta di Lugagnano che è nato il Forum italiano dei movimenti per la terra, il 29 ottobre 2011, cui aderiscono oltre 10.000 persone a titolo individuale e 589 Organizzazioni. E’ stato rapidamente seguito da oltre 70 Comitati locali “Salviamo il Paesaggio”, con l’obiettivo di fermare il consumo di suolo nel nostro Paese.

A partire dal 27 febbraio 2012 è partito il censimento per il patrimonio edilizio esistente: tutti i Comuni stanno ricevendo una scheda, elaborata da architetti, pianificatori, urbanisti e professionisti del settore, che sono tenuti a rinviare compilata entro sei mesi, in modo da restituire al Forum la mappa degli edifici sfitti su tutto il territorio nazionale.

COSA ACCADE IN EUROPA
In molti Paesi è diffusa la preoccupazione per la crescente trasformazione di spazi liberi in aree urbanizzate, ed è urgente la necessità di arginare questo fenomeno.

In Germania il governo ha fissato un limite quantitativo, ed inoltre da molti anni pone il consumo di suolo tra i temi fondamentali dell’azione politica. Nel 1998 il Ministro per l’Ambiente ha fissato un obiettivo molto ambizioso, ovvero ridurre il consumo a 30ettari al giorno entro il 2020, per arrivare a zero nel 2050, partendo dai 130ettari al giorno del 2000. A livello regionale e nei singoli Lander vengono sviluppati principi che seguono il target nazionale, attraverso diversi criteri stringenti per l’uso prioritario di aree dimesse, per la non urbanizzazione delle aree agricole, per la perequazione ed i permessi di costruire.

In Inghilterra dal 2004 il 60% delle nuove urbanizzazioni deve avvenire su aree dismesse. La densità delle abitazioni non è inferiore a 30 per ettaro, e le aree agricole vengono tutelate in quanto tali. Le green belt sono aree verdi intorno alla città, realizzate per limitarne l’espansione, ed entro le quali è vietata qualsiasi tipo di urbanizzazione.

Nei Paesi Bassi sono state realizzate vere e proprie zone off–limits, dedicate solo a zone agricole e spazi naturali, e dal 2007 il 40% delle nuove costruzioni dovrà essere realizzato in aree dimesse o sottoutilizzate.

icon1

UN’OCCHIATA MONDO
Negli Stati Uniti, il controllo del consumo di suolo e la limitazione dello sprawl son divenuti legge in 11 Paesi; tuttavia l’esperienza ha realmente funzionato laddove oltre ad essere normata, ha trovato un’ampia condivisione a livello locale da parte delle popolazione, coinvolta nei processi decisionali e maggiormente consapevole delle scelte e dei rischi.

In Canada nel 2003 è stato approvato un Piano con validità di 40 anni, nel quale viene definito un ordine di priorità per le nuove urbanizzazioni, favorendo quelle inserite in zone in cui fossero già presenti infrastrutture e servizi.

In Giappone il programma per il controllo dell’urbanizzazione è stato istituito nel 1968, e prevede una frontiera, realizzata intorno alla città, entro la quale è possibile costruire, mentre al di fuori di essa è inibito ogni tipo di urbanizzazione.