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La tecnologia X-Lam per la ricostruzione post sisma

Zoom su un pannello Xlam

L’Italia negli ultimi anni è stata una delle nazioni più colpite da eventi sismici in particolare lungo gli Appennini, motivo per cui attualmente si discute molto del tema della ricostruzione, puntando sulla sicurezza antisismica e sulla tecnologia X-Lam. Fondamentale è riflettere su una ricostruzione post sisma efficace e duratura nel tempo, ed il legno è un ottimo materiale naturale e sostenibile per questo tipo di costruzioni perché in grado di garantire resistenza elevata, tempi di realizzazione brevi e costi ridotti. Inoltre l’utilizzo del legno comporta vantaggi ambientali (protegge la biodiversità e gli ecosistemi) e benefici sociali (migliora la qualità della vita e la salute degli occupanti).

La tecnologia X-Lam per la ricostruzione post sisma

Le strutture in legno hanno ottime proprietà meccaniche e fisiche, offrendo buone garanzie in caso di scosse. Inoltre il legno è particolarmente indicato nelle zone sismiche perché si tratta di un materiale leggero (il peso specifico è quattro volte più basso rispetto al calcestruzzo), flessibile ed elastico in grado di assorbire e dissipare l’energia sviluppata durante il sisma, riportando eventuali piccoli danni facilmente risanabili.

Molte delle costruzioni da realizzarsi in seguito al terremoto saranno realizzate con una struttura principale multistrato in legno unita da connessioni meccaniche in grado di fornire rigidità all’intero edificio ed allo stesso tempo deformabilità in caso di necessità: la tecnologia più diffusa è l’X-LAM, costituita da pannelli di legno massiccio a strati incrociati e più strati di lamelle sovrapposti ed incollati uno sull’altro, in modo che la fibratura di ogni strato sia orientata di 90° rispetto agli strati adiacenti, fornendo rigidezza e trasmettendo alle fondazioni sollecitazioni provenienti da varie direzioni. Per di più questo sistema fornisce un ottimo isolamento termico ed acustico, ottenendo risparmi dal punto di vista energetico ed un ottimo comfort termo-igrometrico interno, garantisce un’elevata resistenza al fuoco ed assicura da subito l’abitabilità.

Naturalmente sono stati effettuati dei test per verificare quanto appena descritto: già nel 2007 era stato effettuato un test antisismico (progetto SOFIE – Sistema Costruttivo Fiemme) su un edificio in x-lam di 7 piani (24 metri di altezza), resistendo con successo ad una simulazione di terremoto pari a magnitudo 7,2 della scala Richter.

Il test del progetto SOFIE

Un caso studio di ricostruzione post sisma in Italia

Caso studio di ricostruzione con xlam post sisma

Caso studio di ricostruzione post sisma con tecnologia xlam

Un caso studio di ricostruzione post sisma in Italia è stata la corte agricola di Schivenoglia (MN) danneggiata in seguito al terremoto del 2012, utilizzando le tecnica costruttiva dell’x-lam con l’obiettivo di perseguire il tema della sostenibilità ma mantenendo inalterate le caratteristiche  ed il linguaggio architettonico per non compromettere eventuali vincoli paesaggistici e garantendo una sicurezza sismica più performante ed una ventilazione in grado di evitare la formazione di muffe, raggiungendo infine elevate prestazioni energetiche (Classe energetica A) con l’installazione di pannelli fotovoltaici in grado di alimentare una pompa di calore. I tempi di realizzazione sono stati di 8 mesi.

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Erika Guolo

Erika Guolo Dottoressa in Architettura

Appassionata di disegno e di storia fin da piccola, nel tempo libero visita ville, chiese, castelli e tutto ciò che riguarda la crescita e l'evoluzione del paese in cui vive. La lettura è il suo passatempo preferito, che occupa ogni minuto libero delle sue giornate.