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Il Parco Nazionale del Pollino diventa patrimonio UNESCO

L'UNESCO, nel novembre del 2015, ha inserito tra i siti da tutelare anche il Parco Nazionale del Pollino, che con i suoi 192 mila ettari detiene il primato di parco nazionale più esteso d'Italia. Il 16 novembre 1972 la Conferenza generale dell’UNESCO adotta la Convenzione sul patrimonio dell’umanità, un documento che ha l’obiettivo di individuare luoghi del nostro pianeta distinti per le loro peculiarità e per la loro importanza sotto il profilo naturale e culturale. La convenzione si prefigge anche lo scopo di tutelare questi territori così unici e di impegnarsi affinché anche la popolazione mondiale ne riconosca l’eccellenza e si prodighi per mantenere intatta la loro bellezza.

Da quel giorno l’UNESCO ha avviato un’intensa attività di ricerca, raccogliendo sotto la sua ala ben 1007 siti distribuiti in 161 Stati del mondo. Di questi 779 sono beni culturali, 197 sono beni naturali e 31 rientrano in entrambe le categorie.

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A detenere il primato per numero di siti UNESCO all’interno del suo territorio è proprio l’Italia che, con i suoi 51 siti attualmente riconosciuti, guarda dal gradino più alto del podio la Cina, seconda, e i suoi 48 siti e la Spagna, terza in classifica, con 44 aree tutelate.

Lo scorso 17 novembre, a Parigi, l’UNESCO è tornato a dibattere sul tema dell’individuazione di aree denotate da “unicità” in occasione della 38° Sessione Plenaria della Conferenza Generale. Alla chiusura dei lavori era entrati a far parte dei siti tutelati dall’Organizzazione anche un gruppo di Geoparchi individuati a livello mondiale. Ne è derivata una nuova categoria, UNESCO Global Geoparks, che, tra le 120 aree tutelate in tutto il pianeta, conta ben dieci Geoparchi italiani.

Il Parco Nazionale del Pollino diventa patrimonio UNESCO 

Tra i Geoparchi prescelti spicca il nome del Parco Nazionale del Pollino, una riserva di 192 mila ettari condivisi da Calabria e Basilicata, più precisamente dalle province di Matera, Potenza e Cosenza.

Il Parco Nazionale del Pollino è il più grande parco naturale italiano ed è anche la maggiore area protetta del nostro paese.  Sono state tante le motivazioni che hanno spinto la commissione esaminatrice a scegliere il Parco del Pollino, tra cui la biodiversità che caratterizza flora e fauna locali, i paesaggi incontrastati che si possono ammirare dalle cime montuose ad oltre 2000 metri s.l.m., la possibilità di poter spingere l’occhio nudo fino alle coste lambite dai due mari che abbracciano le regioni ospitanti. La presenza dell’uomo in quest’area si è sempre mantenuta discreta e rispettosa, cercando di convivere con la natura circostante e facendo attenzione a non compiere alcun gesto violento nei confronti del territorio.  È con questo spirito che, dal 1993, si è deciso di tutelare questa vasta area identificandola con il simbolo del Pino Loricato, particolare specie arborea diffusa, in Italia, esclusivamente sulle vette delle montagne che delineano lo skyline del parco. Altri esempi di Pino Loricato si riscontrano soltanto nei Balcani.

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Il Parco Nazionale del Pollino: flora, fauna, paesaggio e cultura

La riserva del Pollino include al suo interno ben 56 comuni, dei quali 24 si trovano in Basilicata e 32 in Calabria. Soltanto due dei comuni lucani sorgono in provincia di Matera. Sono presenti diversi siti di interesse storico-archeologico, come Castelluccio Inferiore, Viggianello e Rotonda, in Basilicata, Castrovillari, Laino Borgo, Mormanno e Papasidero, in Calabria.

Il Parco Nazionale del Pollino ospita diverse specie di alberi particolarmente affascinanti: l’abete bianco, il faggio, il pino nero e l’acero, oltre al famosissimo Pino Loricato. Sono presenti, inoltre, castagni, querce ed erbe officinali aromatiche, quali timo, lavanda, santoreggia e issopo, in perfetto stile "macchia mediterranea".

In questo habitat d’eccezione trovano dimora animali ormai estitnti nelle zone montuose, come il nibbio reale, il gracchio corallino, il nibbio nero e il capovaccaio.

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L'UNESCO e la Geodiversità: la tutela della natura come obiettivo primario

La data del 17 novembre 2015 rappresenta per il Parco Nazionale del Pollino e, in generale, per tutti i parchi italiani, un importante traguardo raggiunto agli occhi della comunità internazionale. L’obiettivo primario della formazione della categoria Unesco Global Geopark è quello di diffondere una maggiore consapevolezza della Geodiversità di queste riserve naturali e di individuare la strada migliore per tutelarli e preservarli al loro stato attuale. Già nel 2004, quando si era tenuta, in Cina, la prima Conferenza Internazionale sui Geoparks, era stata istituita una Rete Globale dei Geoparchi. Il punto di partenza era stato un programma UNESCO datato 1998, ma la gestione dell’evento era affidata alla Divisione Scienza della Terra, ente costantemente impegnato nella ricerca di un metodo ti tutela dei doni gratuiti offerti dal pianeta e nel tentativo di promuoverne l'attuazione a livello mondiale.

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Parco Nazionale del Pollino: orgoglio e spinta al miglioramento

Il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, si è mostrato subito entusiasta del risultato ottenuto. “Rappresenta oltre che motivo di orgoglio per il nostro territorio, anche un fondamentale impulso alla corretta gestione, tutela e valorizzazione della Geodiversità e del sistema ambientale-culturale del Parco del Pollino.”, ha affermato Pappaterra. Ringraziando chi ha voluto che questa fetta di terra a cavallo tra Basilicata e Calabria entrasse a far parte della rete mondiale dei Geoparchi “marchiati” UNESCO, il Presidente spiega che, concretamente, il titolo ottenuto permetterà di attuare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030, intenzioni universalmente condivise per favorire lo sviluppo consapevole a livello internazionale.

Il Parco del Pollino, intanto, si è già rivolto al Presidente della Commissione Nazionale UNESCO per chiedere, nel 2016, un Forum Nazionale dei Geoparchi, come ha confermato lo stesso Pappaterra. Tra gli invitati all’evento figura anche l’ambasciatrice italiana dell’associazione no profit, la dottoressa Vincenza Lomonaco, a cui si intende dare dimostrazione del fatto che l’opportunità offerta al parco calabro-lucano sarà sfruttata subito e con grande entusiasmo, per cercare di contribuire, anche in minima parte, a fare del mondo un posto migliore rendendo migliore la natura che lo caratterizza, prima di tutto.

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Maria Laura Leo

Maria Laura Leo Architetto

Nata e cresciuta in Basilicata, interpreta l’architettura come arte al servizio dell’uomo, come sintesi di bellezza e praticità. Dopo la laurea si stabilisce a Matera, dove studia un’architettura rispettosa del luogo e delle tradizioni nell'affascinante contesto dei Sassi. Ama leggere, scrivere, viaggiare e fotografare i posti che visita.