Lampada plantalàmpara: energia elettrica dalla fotosintesi delle piante

Plantalampara è la lampada che funziona con energia elettrica dalla fotosintesi delle piante.

Plantalàmpara è la lampada che sfrutta il naturale meccanismo della fotosintesi clorofilliana per ottenere energia elettrica dalle piante.

Una lampada frutto della ricerca dell’università di UTEC, è in grado di generare energia elettrica sfruttando il naturale meccanismo delle piante, la fotosintesi clorofilliana, attraverso dei batteri presenti nel terreno in grado di generare elettroni a contatto coi nutrienti rilasciati dalle piante.

L'universita di UTEC che ha progettato la lampada Plantalampara.

La fotosintesi clorofilliana: cos’è?

Foto (luce) + sintesi (chimica) + clorofilliana (clorofilla)

La fotosintesi clorofilliana è un processo, una reazione chimica che avviene in presenza di luce naturale. La clorofilla, presente nelle foglie, cattura la luce. Permette di ottenere sostanze organiche (carboidrati e zuccheri) da sostanze inorganiche di partenza.

Acqua + Anidride carbonica vengono scisse e trasformate attraverso l’energia solare intrappolata dalla clorofilla. Chimicamente avviene questo:

CO2 + H2O = carboidrati e O2

Che può essere schematizzata così:

CO2 + H2O + luce = [C H2O] + O2

I carboidrati ottenuti dalla reazione hanno molta più energia dei prodotti iniziali. L’acqua è alla base di tutte le reazioni. Le sue molecole scisse dalla clorofilla per mezzo della luce producono:

2 H2O + luce = O2  + 4 H+ + 4 e-

L’ossigeno [O2] viene liberato

L’idrogeno viene scisso in protoni  [H+]  ed elettroni [e- ] per poi produrre i carboidrati.

Plantalampàra sfrutta proprio il potere degli elettroni per generare energia.

La formula della fotosintesi delle piante che fa funzionare la lampada Plantalampara

Come funziona la lampada Plantalampàra?

Vediamo come funziona la lampada Plantalampàra. La pianta, per mezzo della fotosintesi clorofilliana genera energia. O per meglio dire, genera elettroni attraverso la decomposizione nel terreno dei suoi residui elaborati dai batteri ivi presenti. E attraverso degli elettrodi viene convertita in energia elettrica. Pulita e sostenibile.

Nello specifico avvengono 4 cose:

  1. I residui della fotosintesi al contatto col terreno ed i microorganismi presenti, si decompongono sottoforma di elettroni.
  2. Questi elettroni vengono catturati dagli elettrodi posti nel terreno, creando un flusso di corrente.
  3. Il flusso viene immagazzinato all'interno di una batteria.
  4. L’energia viene usata per far funzionare una lampada LED pari a 50 watts di una tradizionale.

Un'infografica con il funzionamento di Plantalampara

Il 42% delle aree rurali della giungla peruviana non ha elettricità.

"Comprendendo la carenza di energia elettrica nelle aree remote del Perù, quest'anno all'UTEC abbiamo deciso di indagare e sviluppare una proposta di soluzione che generi energia pulita autosufficiente, che va ad aggiungersi alle iniziative prese per ridurre il divario esistente. La sfida è grande, ma sappiamo che con l'ingegnosità e l'innovazione è possibile dare soluzioni a difficoltà reali, con un impatto positivo sul nostro ambiente sociale", ha dichiarato Elmer Ramírez, responsabile della carriera di Energy Engineering presso l'UTEC.

La lampada Plantalampara porta luce nei luoghi remoti del Perù

L’illuminazione notturna domestica comporterebbe un miglioramento della qualità della vita e un aumento di produttività espandendo le ore di lavoro e istruzione.

Al momento Plantalampàra ha solamente due ore di autonomia, ma la ricerca prosegue.

Emanuele Meloni

Emanuele Meloni Architetto

Architetto per caso, creativo per vocazione. Sogna una dimora autocostruibita, ecologica, a basso impatto ambientale, fatta di materiali naturali. Prodotta dalla natura, per tutti. Ama la montagna ed il trekking. Pioniere del muoversi in bicicletta nel traffico romano, considerato pazzo, o eroe.