Un progetto internazionale per salvare Pompei

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La cronaca degli ultimi anni è stata prolifica di notizie riguardanti il sito archeologico di Pompei. Purtroppo si tratta quasi esclusivamente di notizie di crolli, degradi, abusivismi e abbandoni del patrimonio storico e culturale di questo prezioso bene. L’ultima notizia in ordine di tempo riguarda un nuovo progetto internazionale per la conservazione sostenibile, ribattezzato “Pompei Sustainable Preservation Project”, nato con l’obiettivo di salvare quel che resta dell’antica città.

Pompei: crolla l’armeria della casa del gladiatore

Ricordiamone solo alcuni tra i più recenti:

  • Novembre 2010, crollo della scuola dei gladiatori;
  • Dicembre 2010, crollo di parte della casa del Moralista;
  • Ottobre 2011, cedimento di un pezzo di cinta muraria nei pressi di Porta Nola;
  • Settembre 2012, crollo di una trave di sostegno degli scavi con danneggiamento del patrimonio sottostante;
  • Luglio 2013, fermate guide abusive nel sito archeologico di Pompei;
  • Luglio 2013, cedimento di un muro di duemila anni fa del Teatro Piccolo.

In alto: una trave crollata in copertura

Pompei si sta lentamente, o forse non poi così lentamente, distruggendo.
Numerosissimi negli anni gli appelli del Fondo Ambiente Italiano, del Ministero dei Beni Culturali e del Presidente della Repubblica, ma la situazione non è ancora stata risolta.
Pompei è già stata oggetto di un’iniziativa, denominata Grande Progetto Pompei, promossa dai ministeri dei Beni Culturali, della Ricerca, dell’Istruzione e dell’interno, iniziata nell’Aprile del 2012 e tutt’ora in corso.

Un nuovo progetto internazionale è stato però annunciato e avrà inizio l’estate prossima, per una durata di dieci anni. Il nuovo piano per salvare l’antica città prende il nome di “Pompei Sustainable Preservation Project” ed è promosso dal Fraunhofer–Institut für Bauphysik Ibp, dall’Istituto di restauro della Technische Universität di Monaco di Baviera (Tum) e dall’International Center for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property (Iccrom), con la partecipazione dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam–Cnr) di Catania.

Gli interventi previsti andranno a completare ed ampliare quelli già stabiliti dal precedente Grande Progetto Pompei.
Il piano di ricerca vuole studiare e sperimentare nuovi metodi per il restauro e la conservazione dei beni archeologici presenti nel sito, sfruttando competenze e professionalità nuove, che potranno poi essere utilizzate e applicate in altri campi e in altri siti archeologici.

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Daniele Malfitana, direttore del Ibam–Cnr dice infatti: “Formeremo in loco una nuova generazione di ricercatori e restauratori provenienti da diversi paesi che si confronteranno con gli esperti del settore. Le best practices messe in campo per Pompei potranno essere poi impiegate in altri siti”.

Le attività previste comprendono diagnostica, prospezioni geofisiche, telerilevamenti, bioarcheologia, archeometria dei manufatti, restauro di pitture, sistemi informativi territoriali e carte del rischio, il tutto adeguatamente documentato e comunicato per la salvaguardia del patrimonio archeologico.

Si prevede inoltre l’inserimento di nuove aree verdi, compatibili con la struttura degli antichi giardini.
Il progetto prevede dunque la costituzione di un centro di eccellenza, che potrà fare da punto di riferimento per altri siti archeologici italiani ed internazionali.




Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.