Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie. Consulta la cookie policy
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. OK

Lampada Little sun: luce pulita per un miliardo di persone

Il sole è in cielo, ma la sua luce può essere portata ovunque. Non è uno scherzo ma, più semplicemente, una lampada. Si chiama Little Sun, è tedesca ed è una piccola lampada alimentata dall'energia solare, nata con l'intenzione di provvedere, seppure in parte, al problema della mancanza di elettricità che affligge numerose zone disagiate nel mondo. 

In copertina: foto di Tomas Gislason

DESIGN SOSTENIBILE PER CAMBIARE LA VITA A 10 MILIONI DI PERSONE

La Chatham House, istituto londinese impegnato nella promozione dello sviluppo sostenibile, ha svolto recentemente uno studio i cui risultati sono a dir poco sconcertanti. Mentre i media puntano i riflettori su guerre, povertà, calamità naturali e mari agitati dalla presenza di barconi, nel mondo si sparpagliano 60 milioni di rifugiati. Di questi soltanto l'11% può contare sulla presenza dell'energia elettricanel posto in cui vive. 

L'esito dello studio ha spinto Olafur Eliasson e Frederick Ottesen, rispettivamente artista e ingegnere, ad avviare una startup con il preciso obiettivo di portare l'elettricità a queste persone. La strada perseguita è stata quella delle fonti rinnovabili, sostenibili e pulite, oltre che a basso costo, caratteristica fondamentale se la si relaziona alle condizioni di povertà in cui vertono i popoli coinvolti dallo studio.

Nasce così, nel 2012, la lampada Little Sun, alimentata esclusivamente con la luce del sole. La carta vincente del progetto è il ricorso ad "Una luce pulita, affidabile, conveniente. Per oltre un miliardo di persone".

 Foto di Merklit Mersha Foto di Merklit Mersha

Little Sun: un successo mondiale

Dal suo lancio, Little Sun ha riscosso molto successo, guadagnandosi la fiducia di numerosi investitori pronti a scommettere sulla validità del progetto. I primi a farsi avanti sono stati i membri del Bloomberg Philantropies, firmatari di un assegno da 5 milioni di dollari. Il finanziamento ha permesso agli autori della lampada di affinare la tecnologia, di verificare l'efficienza e di distribuire il prodotto finito in numerose zone del pianeta.

Attualmente Little Sun illumina Ghana, Senegal, Etiopia, Zimbabwe e Kenya, oltre che Giappone, Indonesia, Filippine, parte dell'Europa, Canada e Stati Uniti. Nell'arco di un anno, infatti, la distribuzione del dispositivo ha raggiunto soglie di 200 mila pezzi venduti

 Little Sun, terrazza de la Rinascente, Milano, 2012, foto Marco Beck Peccoz Little Sun, terrazza de la Rinascente, Milano, 2012, foto Marco Beck Peccoz

"Ho sempre pensato che la luce fosse ben più di una fonte di illuminazione. La vita e la luce sono di fatto inseparabili" ha affermato Olafur Eliasson, confidando di voler fare qualcosa "che mi permetta di usare la luce in modo più ambizioso e più utile per il mondo".

Questa ambizione, per Eliasson, si è trasformata in una volontà condivisa con il collega: formare i giovani delle comunità "illuminate" da Little Sun per fare in modo che sorgano piccole aziende in loco. Queste saranno sempre collegate alla sede centrale, ma provvederanno alla produzione delle lampade in diretta relazione con il fabbisogno energetico della comunità e direttamente nel luogo in cui è necessario introdurre Little Sun. 

In questo senso, il progetto tedesco si configura come un'intenzione di sostenibilità a 360°: oltre a quella energetica, viene dedicato un pensiero anche a quella sociale. È stato pensato, infatti, un metodo per incrementare l'occupazione giovanile, per promuovere l'imprenditorialità e per offrire un futuro "luminoso" anche a chi, dopo la vita che ha condotto fino a quel momento, davanti a sè vede soltanto il buio. 

little-sun-lampada-d

 foto di Maddalena Valeri foto di Maddalena Valeri

Com'è fatta la lampada Little Sun?

Little Sun è un piccolo sole, appunto, del diametro di 12 cm. Pesa solo 120 grammi, così da poter essere tranquillamente trasportato in mano oppure appeso al collo. Il suo funzionamento si basa su un sistema di celle solari collegate a una batteria ricaricabile. Con 5 ore di carica sotto i raggi solari la lampada ha un'autonomia di 10 ore in modalità "soft" e di 4 ore in modalità "hard". La vita utile della batteria si esaurisce dopo 3 anni. Allo scadere del tempo preventivato è possibile che debba essere sostituita. 

Il prezzo della lampada non è fisso, ma varia in base al collegamento esistente o mancante alla rete elettrica. In aree servite dall'energia pubblica, infatti, Little Sun costa circa 22 euro, cifra dimezzata per le zone off-grid. 

Restando in ambito economico, sono molto importanti i risparmi che l'uso di Little Sun comporta. È dimostrato, infatti, che la sostituzione delle tradizionali lampade a cherosene con le lampade tedesche permette di ridurre, nell'arco di tre anni, del 90% i costi relativi all'illuminazione. Mentre le spese scendono, la quantità di luce sale, poichè Little Sun produce un fascio luminoso maggiore e qualitativamente migliore di quelli delle altre lampade. 

 © merklit mersha, 2012 © merklit mersha, 2012

 Laboratorio didattico Riverbed-LittleSun – Lousiana Museum Laboratorio didattico Riverbed-LittleSun – Lousiana Museum

La soluzione ideale per agire subito

Little Sun potrebbe davvero rappresentare la svolta per risolvere un problema particolarmente sentito dalla comunità internazionale. Ci sono persone, nei Paesi più poveri del mondo, che non hanno la possibilità di compiere sotto la luce i gesti più comuni. È per questo che l'ONU e la Banca Mondiale hanno lanciato un programma finalizzato alla realizzazione di reti elettriche nelle zone off-grid non oltre il 2030. 

Quindici anni, tuttavia, possono sembrare pochi per chi non sa cosa si prova a vivere perennemente al buio, ma sono un'eternità per chi vorrebbe avere la luce del giorno anche di notte. Fortunatamente ci sono persone, come Eliasson e Ottesen, che non intendono stare a guardare i granelli di sabbia cadere verso il fondo di una clessidra, ma preferiscono agire e proporre una soluzione rapida, originale, artistica e capace di aprire infinite possibilità

 Imagine Burundi-Terimbere Foundation Imagine Burundi-Terimbere Foundation

Maria Laura Leo

Maria Laura Leo Architetto

Nata e cresciuta in Basilicata, interpreta l’architettura come arte al servizio dell’uomo, come sintesi di bellezza e praticità. Dopo la laurea si stabilisce a Matera, dove studia un’architettura rispettosa del luogo e delle tradizioni nell'affascinante contesto dei Sassi. Ama leggere, scrivere, viaggiare e fotografare i posti che visita.