Futuro sostenibile made in Italy. Le proposte migliori presentate a Ecomondo

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Il passato ottobre, in occasione della XVI edizione della fiera di Ecomondo–Key Energy, il Comitato organizzatore degli Stati Generali della Green Economy ha selezionato 70 migliori proposte –elaborate da 8 gruppi di lavoro– con lo scopo di individuare quelle da varare come definitive, grazie a un confronto tra i relatori invitati alle due giornate dedicate alla green economy alle quali hanno partecipato attivamente i ministridello Sviluppo economico e dell’Ambiente davanti ad un pubblico che ha superato, del doppio, la capienza della più grande sala convegni della fiera di Rimini. Le proposte che vi riportiamo, forse non porteranno l’Italia fuori dalla stagflazione nel medio termine, ma almeno ci auguriamo possano essere stimolanti.

MISURE GENERALI
All’apertura della prima giornata di dibattito il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha sottolineato l’importanza di costruire una vera e propria società della green economy per affrontare la pesante recessione economica in cui è piombato il nostro Paese, e riavviare la ripresa secondo un rinnovato modello di sviluppo, più parco, disaccoppiando la crescita dal consumo insostenibile di risorse non rinnovabili.
Dunque, non si tratta più solamente di misure per favorire l’offerta di servizi o di prodotti a basso impatto ambientale, ma soprattutto di indirizzare i consumatori e gli investitori verso pratiche più sostenibili. Gli esperti hanno concordato che affinché un’economia verde si sviluppi dovrà realizzare: il rafforzamento di una fiscalità ecologica, di penalizzazioni –basate sul principio “chi inquina paga”– nonché campagne di comunicazione per l’accesso a finanziamenti equi, o per migliorare la valorizzazione e quindi l’accettazione di materie prime seconde e di prodotti recuperati o riciclati.

Proposte obiettivo
Vi riportiamo le sedici proposte presentate dal ministro Clini come misure generali per il cambiamento in chiave green poiché riassumono le principali necessità individuate da tutti gli otto gruppi di lavoro:

  • Diffondere la nuova visione della Green Economy.
  • Migliorare e rafforzare la comunicazione agli investitori e ai mercati sui vantaggi della Green Economy.
  • Valorizzare il potenziale green delle imprese italiane.
  • Rafforzare un uso mirato degli strumenti economici.
  • Adottare misure di fiscalità ecologica.
  • Promuovere un migliore utilizzo delle risorse dei fondi europei.
  • Migliorare e rafforzare, agendo sulla regolazione e sulla leva fiscale, le iniziative degli istituti di credito per la Green Economy.
  • Fornire funding a basso costo agli istituti di credito.
  • Promuovere e sostenere iniziative green oriented nell’ambito del venture capital (capitale di rischio tipo Business Angeles, n.d.r.) e del private equity (partecipazione privata).
  • Accrescere il contributo delle assicurazioni per il sostegno ad un’adeguata gestione del rischio ambientale.
  • Incentivare investimenti e impiego di risorse finanziarie, pubbliche e private in modo mirato, nella direzione dei cambiamenti.
  • Accrescere la domanda sia pubblica che privata di beni e servizi ad alto valore ambientale.
  • Rendere obbligatoria la pubblicazione degli indicatori chiave d’impatto ambientale come parte integrante dei bilanci aziendali.
  • Creare un idoneo fondo di garanzia nazionale.
  • Supportare, anche attraverso il sostegno a progetti pilota, la sperimentazione di strumenti finanziari innovativi (tipo Project Bond).
  • Definire un quadro normativo coerente, stabile ed efficace.

Edo Ronchi

, ex ministro dell’Ambiente e dal 2008 presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, ha ribadito la necessità di una strategia nazionale per uscire dalla duplice crisi della società postindustriale: economica e climatica, come egli stesso ha scritto nel Rapporto 2012 sulla Green Economy edito da Edizioni Ambiente. È stato più volte affermato dagli illustri relatori che il nostro Paese è in ritardo nel riconoscere lo sviluppo sostenibile come un possibile volano per creare nuova occupazione e benessere. Finalmente è stata attribuita una buona quota di colpa, per questo ritardo, a ben radicate lobby protezioniste di tecnologie ormai obsolete, quindi insostenibili, specialmente nei settori più floridi della nostra economia: dell’energia e della gestione dei rifiuti.

GRUPPO DI LAVORO “ECOINNOVAZIONE”
Le proposte per lo sviluppo dell’ecoinnovazione sono state curate da Roberto Morabito, responsabile dell’Unità Tecnica Tecnologie Ambientali dell’ENEA.

Opportunità
Lo studio ha rilevato che l’Agenda europea per l’ecoinnovazione e il Programma Horizon 2020 (strumento finanziario per sostenere i progetti dal 2014 al 2020) possono costituire delle interessanti opportunità per sviluppare l’ecoinnovazione nel nostro Paese, ovvero promuovere sistemi di produzione e consumo basati su: un utilizzo sostenibile delle risorse e una riduzione degli impatti negativi sull’ambiente.

Proposte obiettivo
Alle sedici misure generali si sommano altre sei per lo sviluppo dell’ecoinnovazione:

  • Incentivare i risultati piuttosto che la scelta delle tecnologie.
  • Individuare e adottare standard per la qualificazione dell’ecoinnovazione.
  • Supportare, nelle imprese, la diffusione dell’innovazione tecnologica di prodotto e di processo finalizzati al raggiungimento di elevate qualità ambientali.
  • Sviluppare partenariati fra le università, gli enti di ricerca e le imprese.
  • Sviluppare l’economia della conoscenza.
  • Attivare la partecipazione dei cittadini e delle imprese.

GRUPPO DI LAVORO “ECOEFFICIENZA, RINNOVABILITÀ DEI MATERIALI E RICICLO RIFIUTI”
Le proposte per l’eco efficienza e la gestione sostenibile dei materiali nell’ottica End of Waste sono state curate da Walter Facciotto, G.M. del CONAI. La gestione eco efficiente dei materiali, ovvero lo sviluppo del riciclo, l’abbattimento dello smaltimento secondo metodi tradizionali e lo sfruttamento di materiali rinnovabili locali avranno un’importanza strategica crescente per assicurare la disponibilità di risorse, per ridurre sia della dipendenza dalle importazioni (energia e materie prime) e sia l’esposizione ai loro costi crescenti, nonché per ridurre gli impatti ambientali.

Opportunità
È stato calcolato che in Europa il riciclo dei materiali, le politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti e la crescente diffusione dell’ecodesign consentano un risparmio in percentuale nel consumo di materie prime (comprese le non rinnovabili) stimato tra il 6% ed il 12%. Secondo uno studio dell’UNEP la crescente scarsità di risorse naturali unita alla disponibilità di nuove tecnologieoffrel’opportunità di gestire –in un’otticagreen– i rifiutiprodottidalle nostre società e che investire nel mercato della valorizzazione degli scarti consente di generare molteplici benefici.

Gli strumenti d’analisi –già noti agli addetti ai lavori dell’eco management– quali: LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) dovrebbero essere maggiormente accessibili (i software e le banche dati richiedono investimenti difficilmente ammortizzabili nel medio termine). Una maggior diffusione di questi strumenti consentirebbe non solo ai progettisti ma anche ai consumatori finali di poter esprimere preferenze consapevoli verso soluzioni più ecosostenibili.

Proposte obiettivo
In sintesi le proposte selezionate sono sette:

  • Ridurre la produzione di rifiuti intervenendo nella progettazione dei beni e degli imballaggi, nei processi produttivi e nei consumi.
  • Sviluppare il riciclo dei rifiuti e abbattere lo smaltimento in discarica.
  • Sviluppare il mercato delle materie prime seconde e dei prodotti realizzati con materiali riciclati.
  • Sviluppare la standardizzazione dei materiali e dei prodotti derivati dal riciclo dei rifiuti e diffondere la certificazione a garanzia della qualità.
  • Incrementare la ricerca applicata, la diffusione delle innovazioni e delle migliori tecnologie del riciclo.
  • Misurare le quantità di rifiuti effettivamente riciclate.
  • Sostenere lo sviluppo della produzione e dell’utilizzo di materie prime biodegradabili.

GRUPPO DI LAVORO “EFFICIENZA E RISPARMIO ENERGETICO”
Le proposte per l’efficienza e il risparmio energetico sono state curate da Gianni Silvestrini, consigliere dell’ex ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani e dal 2003 direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista Qual’Energia.

Opportunità
Lo studio stima che le politiche attuali consentiranno di raggiungere soltanto la metà dell’obiettivo fissato dalla Direttiva 2009/28/CE. Per questa ragione è stata introdotta una Direttiva più restrittiva sull’Efficienza Energetica: 2010/31/CE (Edifici ad energia “quasi zero”) la quale stabilisce misure per ridurre, a livello europeo, i consumi di 150 Mtep ed aumentare l’occupazione di 400.000 unità. In questo contesto, la priorità della SEN (Strategia Energetica Nazionale, per ora solo una bozza, n.d.r.) sarà il miglioramento dell’efficienza energetica del parco edilizio esistente, mentre i certificati bianchi diverranno lo strumento principale dei prossimi anni.
Il business che ruota attorno a quest’area è sintetizzato in tre macro settori:

  • Servizi di consulenza per il risparmio e l’efficienza energetica (ESCO, progettisti, installatori, ecc.)
  • Produzione d’apparecchi efficienti (elettrodomestici, motori, ecc.)
  • Materialiper il risparmio energetico (isolanti, led, inverter, ecc.)

Proposte obiettivo
In sintesi le proposte selezionate sono nove:

  • Fissare, per gli edifici costruiti dopo il 2014 e per quelli soggetti a ristrutturazioni rilevanti, standard di consumi energetici inferiori del 30% di quelli attuali.
  • Introdurre dal 2015 l’obbligo di realizzare edifici pubblici “nearly zero energy”.
  • Confermare l’IVA al 10% sui lavori di efficientamento e sull’esercizio degli impianti.
  • Favorire l’utilizzo del Green Public Procurement.
  • Rendere obbligatoria la massima efficienza elettrica disponibile nell’illuminazione pubblica.
  • Promuovere sistemi di gestione dell’energia e la formazione di energy manager nonché di esperti in gestione dell’energia.
  • Recepire la nuova direttiva europea sull’efficienza energetica (approvata dal PE 11/11/2012), la quale sostituirà le precedenti direttive 2004/8/CE (promozione della cogenerazione) e 2006/32/CE (efficienza negli usi finali dell’energia).
  • Spostare gli incentivi per l’efficienza energetica sempre più verso il cliente finale.
  • Agevolare l’efficienza energetica nella Pubblica Amministrazione.

I successivi gruppi di lavoro li accenneremo brevemente perché riguardano solo in modo indiretto la nostra professione.

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GRUPPO DI LAVORO “FER”.
Le dieci proposte obiettivo selezionate sono state curate da Pietro Colucci, cofondatore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Presidente e A.D. del Gruppo Sostenya (holding controllante Waste–Italia e Kinexia). Il gruppo di lavoro ha rilevato che il settore energetico è responsabile di circa due terzi delle emissioni mondiali di gas serra. A fronte di un obiettivo a livello mondiale di riduzione pari al dimezzamento rispetto al 1990, negli ultimi venti anni le emissioni totali in atmosfera sono cresciute di oltre il 40%. La lotta al cambiamento climatico, i cui effetti potenzialmente catastrofici sono evidenti già oggi, rappresenta probabilmente la principale sfida della nostra epoca. Le FER sono uno degli strumenti principali per affrontare e vincere tale sfida nonché per ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche.

Opportunità
Oggi in Europa le fonti energetiche rinnovabili coprono il 12% del fabbisogno e il loro trend, secondo le ultime comunicazioni della Commissione Europea, è in linea con l’obiettivo orizzonte 2020. Nel 2011 l’UE ha ampliato l’orizzonte strategico fino al 2050 (Roadmap 2050) proponendo un innalzamento degli stessi obiettivi previsti per il 2020. Tutti gli scenari analizzati prevedono una forte crescita delle FER, tanto che si stima coprano il 30% dei consumi energetici al 2030 e almeno il 50% al 2050. In questo contesto il gruppo di lavoro si pronuncia a favore di un recupero energetico della frazione biodegradabile dei rifiuti –non ulteriormente riciclabile– per ridurre il carico nelle discariche e dei gas serra.

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GRUPPO DI LAVORO “TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI SERVIZI DEGLI ECOSISTEMI”
Le sei proposte obiettivo selezionate sono state curate da Roberto Coizet, Presidente di Edizioni Ambiente. La Roadmap europea per lo sviluppo della GE dedica grande attenzione al ruolo del capitale naturale e dei servizi ecosistemici per una ragione molto semplice: la nuova economia si chiama green proprio perché punta su un’elevata qualità ecologica, mantenendo o ricostituendo gli stock di capitale naturale, tutelando e valorizzando i servizi forniti dagli ecosistemi, basi indispensabili per il nostro benessere e per il nostro sviluppo economico.

Opportunità
Nuove opportunità potrebbero aprirsi per figure professionali in grado di mappare e valutare gli ecosistemi in termini monetari e di quantificare la dipendenza delle imprese dai benefici prodotti dagli stessi ecosistemi naturali. Una piattaforma UE sarà messa a disposizione delle imprese con lo scopo di aiutarle a supportare decisioni utili ad arrestare il degrado gratuito del capitale naturale. Potrebbero essere introdotti dei “certificati blu” in analogia a quelli verdi per la borsa energetica, ma in questo caso servirebbero per compensare l’eccessiva impronta idrica di un’attività produttiva. La Commissione Europea ha proposto di vincolare il 30% dei pagamenti a pratiche di “inverdimento” (greening).

Quelle che abbiamo riportato per il momento sono solo proposte, il grado d’influenza che riusciranno ad avere nel nostro prossimo futuro non ci è dato da sapere. Ci auguriamo sia ormai chiaro a tutti che i rischi di default aziendali non possono più prescindere da quelli ambientali e che un modello di sviluppo realmente sostenibile non può concepire il diritto al lavoro disaccoppiato dal diritto universale di svolgerlo in ambienti salubri e con garanzie di sicurezza.







Giovanna Barbaro

Giovanna Barbaro Architetto e Tecnologo

Deve il suo carattere cosmopolita a Venezia, dove si laureò in architettura (IUAV). Dal 2008 europrogettista nei settori green economy e clean tech. Nel 2017 ha realizzato uno dei suoi più importanti sogni: fondare Mobility-acess-pass (MAP), un'associazione no profit per la certificazione dei luoghi pubblici per le persone con disabilità motorie. Tra i suoi hobby preferiti: la fotografia e la scrittura